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Tuesday Data Corner, DAY 26: i cambiati Gunners, i ritrovati Blues, Lost in the 'City'

TUESDAY DATA CORNER DAY 26/ INGHILTERRA - Torniamo dal weekend di Premier League con tanti numeri e una classifica ormai quasi definita per la lotta al titolo, 3 squadre davanti a tutti e 12 partite dal termine. La crisi del Manchester City? La risposta sta tutta nel 6: contro le prime 8 della classifica i Citizen hanno raccolto soltanto 1 vittoria e 3 pareggi e sono dietro a tutti nella speciale classifica. Ozil come Henry? Il tedesco è a quota 17 (diciassette avete letto bene) assist in questa stagione: Titì nel 2002/03 si fermò a 20 e i Gunners solo secondi.

Partiamo dalla prima sorpresa, il Sunderland lascia il Manchester United senza punti e Van Gaal senza alcuna alibi: a fine stagione l'olandese al 99% saluterà i Red Devils. I Black Cats nel mercato di gennaio hanno pescato benissimo: i migliori sono Khazri (1 gol, 1 assist e 2 presenze in maglia biancorossa) e Koné che riesce a dare sicurezza ad un reparto in grande affanno appena qualche tempo fa; prima vittoria contro i Red Devils in casa. I Red Devils non riescono proprio a cambiare rotta, stavolta tirano di più ma Rooney non è in grande giornata e inoltre arriva l'infortunio di Darmian che lascia spazio a Love una delle oche note positive del match. A Manchester bisogna rivedere anche le scelte di mercato...

Sembravano in difficoltà e forse era solo una leggera flessione fisica. Lo Stoke City in 55' abbatte il Bournemouth che nella partita di sabato non si è fatto vedere. Potters che scoprono un grande Imbula oltre al gol tanta fisicità e già grande fiducia nel giocare il pallone e lanciare in campo aperto i compagni. Shaqiri gioca un'ottima partita e la difesa viene aiutata dalle Cherries: grande possesso ma poca brillantezza, Ritchie e Iturbe subentrati potevano essere utili dal 1'. Nonostante le critiche Hughes è a -5 dal 5° posto; Howe cerca punti salvezza ma c'è una cattiva notizia per la matricola di Premier: Wilson con 5 gol è il capocannoniere della squadra nonostante il suo ultimo match è datato settembre 2015. 

Era un periodo altalenante per entrambe le squadre e la sfida tra Crystal Palace e Watford ci ha confermato uno stato di salute pessimo per Eagles e Hornets. Pardew ha forse risolto qualche problema sotto porta, dopo 475 giorni Adebayor torna a segnare in Premier League e quello dell'attaccante togolese potrebbe essere un contributo importante in questo rush finale. Eagles abbastanza fragili perché subiscono due gol di Deeney buttando un punto al vento; Cabaye colpisce un'incredibile traversa ma alle Eagles mancano le ali che entusiasmarono per larghi tratti della scorsa stagione e adesso la zona retrocessione non è più così lontana.

Una sconfitta che brucia e peserà tantissimo: l'Everton affrontava il WBA in una di quelle partite che non sono fatte per i Toffees. Contro i Baggies bisogna metterla sulla battaglia e concedere il meno possibile senza perdere l'attimo: Toffees che concedono un tiro in porta, al 14' Rondon va in rete, e ancora una volta si confermano in via di maturazione. I numeri sono incredibili, 72% di possesso, 33 tiri (6 in porta) ma il quadro della giornata ce lo dà Ross Barkley l'inglese tira 9 volte in porta e colpisce anche un legno ma soprattutto è uno dei giocatori che tiene di più il pallone il segno di una partita bloccata dall'attenzione della difesa Baggies ma anche dalla grande leziosità del palleggio della squadra di casa. Con 3 punti i Toffees sarebbero a -3 dal 5° posto.

Altro grande rammarico si verifica a Norwich dove il match tra la squadra di casa e il West Ham finisce in parità. I Canaries come al solito non giocano male, gli Hammers invece non sembrano concentrati (l'impegno infrasettimanale conta qualcosa?) e ne esce fuori un match equilibrato con i ragazzi di Neil che trovano due ottimi gol con i soliti inserimenti dei centrocampisti e le qualità dei giocatori sulle due fasce. Il problema si chiama Payet che fresco di rinnovo al 70' si sveglia e in 3 minuti segna un gol e serve un assist. They Got Payet, I Just Don't Think You Understand. Peccato capitale per i Canaries in cerca della salvezza.

Protagonista assoluto delle ultime settimane e ancora per qualche giorno. Swansea e Southampton mettono in campo due ottime difese e la partita che ne esce fuori non è proprio ricca di occasioni. I Saints alla fine un modo per segnare lo trovano sempre e ci pensa Long autore quasi sempre di generosissime prestazioni. Il vero protagonista però è Forster che nelle ultime settimane si candida all'Europeo mettendo in difficoltà Hart e Butland: 9 ore di imbattibilità in Premier League basteranno? 

Chi sale, chi scende. Il Chelsea finalmente torna alla vittoria, fondamentale contro un Newcastle ai limiti della decenza. La squadra di McClaren sembrava aver trovato al strada ma a Stamford Bridge si sono visti tutti i limiti; gioco offensivo che non gira (Shelvey opaco) con soli 3 tiri in porta, si salva solo Townsend. L'esperimento di Aarons basso a sinistra non fa che mettere benzina sul fuoco, lui il peggiore in una linea che lavora malissimo già di suo. Il segreto di Hiddink sta nell'aver recuperato Diego Costa autore di 7 gol in 8 partite e Fabregas che dimostrano di essere grandissimi giocatori e trascinatori di questa squadra anche in una situazione di classifica come quella attuale. Adesso la zona retrocessione dista 9 punti mentre il 5° posto appena 8. L'obiettivo prima della fine della stagione è quello di recuperare Hazard che potrebbe ancora servire in Europa. Aggiungiamo una bandiera: Traore (ne sentiremo parlare) è il primo burkinabè a segnare in Premier League.

Il big match di giornata è invece deciso da chi non ti aspetti, bentornato Welbeck! Il solito Leicester City attento a chiudere gli spazi e poi bravo a ripartire con la solita cattiveria di Jamie Vardy. L'Arsenal invece gioca sempre un buon calcio ma cambia in due cose: cattiveria difensiva e grande presenza fisica, soprattutto nella coppia difensiva che nonostante tutto non va nel panico ma anche la voglia di andarsi a prendere la partita. Tanto palleggio che crea poco nei 36' di superiorità numerica ma le tre occasioni migliori nascono da giocate semplici, palla alta giocata per la testa di Giroud che non trova il gol per l'incredibile Schmeichel ma che fornisce un assist e poteva anche essere servito di più con la palla alta. Peccato per Ranieri che perde al 95' per colpa di una punizione stupida concessa da un Wasilewski troppo irruente ma i Gunners vincono con merito.

Chi sembra aver mollato è invece l'Aston Villa che chiamata a dare segnali contro il Liverpool ne fornisce uno chiarissimo: punto di non ritorno. Villans che non fanno male per i primi 45' ma prima la coppia Sturridge-Coutinho poi la difesa di casa lasciano poco spazio per sperare al 25' è 0-2. Con l'inglese e il brasiliano in campo la squadra di Klopp sembra un'altra squadra, si va tanto in verticale e negli ultimi 20/25 metri c'è sempre spazio per fare qualcosa. Reds benissimo chi ne esce male è la retroguardia e l'autostima della squadra di Garde e le ultime fiaccole di speranza del pubblico di Villa Park.

Altra bellissima partita si gioca a Manchester, il City affronta il Tottenham. Spurs che sono maturi, Kane e Alli si vedono poco e la squadra va anche in difficoltà per lunghi periodi ma resiste grazie ad una grande difesa vero e proprio scatto in avanti per i londinesi. Per i Citizen stecca clamorosamente Aguero e la tattica di blindare la difesa con i quasi omonimi Fernando e Fernandinho più il ritorno di Kompany funziona fino ad un certo punto perché in attacco gli sky blue non funzionano e in più l'aggravante dei molti palloni persi, 22, il segno di poca concentrazione o anche poca voglia di lottare (non aiuta la vicina fine dell'era Pellegrini) che questa squadra aveva mostrato in altre stagioni anche con meno qualità a disposizione. 

 

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Damiano Bezzi

Studente classe '95 che frequenta la facoltà di LINFO, con la passione poi sfociata in mania per il calcio, soprattutto internazionale, ed una religiosa fede per la Premier League.

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