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Tuesday Data Corner, DAY 17: il delitto di Emirates, Van Gaal e le analogie con Mou In evidenza

TUESDAY DATA CORNER DAY 17/ LONDRA - Ci eravamo lasciati ad un certo punto e da quel momento ad oggi di cose ne sono cambiate signori. Il meglio della settimana: 8 su 8 la striscia di Lukaku continua e il record di Vardy è a rischio; 3, i gol subiti in casa dal Manchester United che non ne subiva da Settembre, l'unica squadra a riuscirci era stata il Liverpool; 2:50, il tempo che è servito a Alli per fare l'assist a Kane e poi segnare il secondo gol per i suoi Spurs; per la prima volta nella storia una squadra che era nel fondo della classifica a Natale nella stagione precedente guida la classifica nella stagione successiva, il Leicester City

C'è tantissimo altro da dire. Southampton v Tottenham: tanti errori, 30 palloni persi alla fine tra le due squadre, ma gli Spurs alla lunga escono e la vincono. Saints con poche idee che mette insieme appena 4 tiri in porta e sbaglia delle occasioni clamorose, giornata no per tutti gli attaccanti che possono fare molto di più. La squadra di Pochettino inizia con il freno a mano tirato e poi esce grazie alla classe di 4 giocatori su tutti: Kane, che con una perla si porta a 25 gol nell'anno solare; Eriksen, il regista di questa squadra e che regista; Dembele, ritrovato a grandissimi livelli quasi dal fondo del barile dal manager argentino e poi Alli la vera stella Spurs in questa stagione.

Da una sfida di altissimo livello passiamo a due squadre che ci vogliono provare. Stoke City che gioca un match inusuale: 58% di possesso e tante occasioni, 26 tiri ma solo 5 nello specchio, ma anche i soliti Potters con 12 palloni recuperati e 18 tackle effettuati. Il Crystal Palace passa su rigore e fa una buonissima ripresa ma senza tantissimi giocatori chiave non trova le giocate alle quali ci hanno abituato; la squadra di casa la riprende sempre dagli 11 metri ma nel finale arriva una perla dal nulla: il piazzato al volo di Lee Chung-Yong! Punti d'oro al Britannia. 

Al The Hawthorns è Bournemouth-show parte III. Il WBA se la complica con l'espulsione al 35' di McClean e allora Cherries che possono giocare tantissimi palloni, alla fine trovano prima il vantaggio e poi all'87' recuperano la partita che McAuley aveva pareggiato da palla da fermo. Giganteggiano soprattutto i tre in mezzo al campo, un Gosling protagonista con la regia di Surman e le giocate di uno Stanislas che da 3 settimane gioca sulle nuvole. La squadra di Howe DEVE trovare un centrale difensivo perché ha rischiato di buttare via 2 punti anche oggi. 

Il problema era Mourinho? No assolutamente. Avversario difficile il Sunderland ma il Chelsea in 13 minuti fa tutto ciò che non aveva fatto in stagione: fa pesare il badge da campioni d'Inghilterra, la classe e riprende a correre e giocare. Sembrava tutto portato indietro al 2014, magicamente. 64% di possesso 17 tiri e 2 gol in 13', 3 in 50'. Per Hiddink ci sarà comunque da lavorare: Costa ancora così così, Fabregas da rimettere in campo ma soprattutto da rivedere anche Hazard assente per l'occasione. I Black Cats non ci sono, gli attaccanti fanno male ma soprattutto la partenza ad handicap nei primi minuti compromette la partita che comunque i ragazzi di Allardyce potevano anche recuperare con due occasioni per riportarsi 3-2 che avrebbero cambiato le carte in tavola.

Chi non scende dalla giostra è il Leicester City che va a prendersi i 3 punti in casa dell'Everton. Primo tempo intenso ma non proprio entusiasmante, la partita poi all'improvviso si infiamma e c'è un gol per parte. Splendido il lavoro delle Foxes, la linea di centrocampo e gli attaccanti mordono le caviglie avversarie recuperano palla e si involano verso la porta avversaria. Il 65% di possesso non serve, la squadra di Martinez perde 18 palloni e questo si paga con 3 gol. Toffees che propongono una palleggio sterile che viene letto e aggredito da una formazione che fa la lotta e va a vincere su tutti i campi, o quasi. 

Salvate il soldato Louis. Un film noioso soprattutto per chi segue da Old Trafford. Il Manchester United nelle ultime partite ha tirato appena 7 volte in porta nelle ultime 4 uscite casalinghe. Non ci siamo; Smalling e Jones tornano in coppia e i risultati non sono dalla loro, giocano una pessima partita. 69% di possesso che frutta appena 2 tiri in porta: i 4 giocatori offensivi toccano pochi palloni ed entrano pochissimo in area e Rooney che gioca da punta è quello che riceve meno il pallone. Il gioco è tutto fuori area e sulle fasce dove però i Canaries non si fanno saltare e se Jerome gioca così allora il problema della punta è risolto.

Sfida importante che è un grandissimo passo indietro. Il Newcastle non trova pace e l'Aston Villa non trova la vittoria. Magpies che se la giocano davvero male, inizio in sordina per entrambe le squadre e i Toons vanno avanti con la frustata di Coloccini. All'intervallo però la squadra di casa continua a giocare in maniera mediocre, i Villans crescono e trovano tanti palloni rubati e tanta solidità con un centrocampo che individualmente è buonissimo e che comincia a lavorare bene come insieme; il problema dei Villans sono i gol e senza la prodezza di Jordan Ayew staremmo parlando di un'altra sconfitta. Magpies e Villans con tantissimi problemi.

Non ci svegliate grazie. Il Watford ci fa divertire tantissimo e mette sotto sopra il mondo Klopp. 15' di Vicarage Road e il Liverpool è distrutto: una mezza papera di Bogdan e una prodezza da Ighalo che tiene il contatto fisico e trova un diagonale inesistente. I Reds giocano senza palla, appena al 36% di possesso, ne perdono 22 e tirano 4 volte in porta e molto male con gli Hornets che vincono la battaglia fisica nella quale gli ospiti non entrano praticamente mai. L'atmosfera dello stadio è fantastica e nessuno degli uomini di Flores merita meno di 7 così come dall'altra parte per trovare qualche sufficienza si fatica. L'effetto del manager tedesco è già finito?

Tra Swansea e West Ham ci aspettavamo una scossa e un moto d'orgoglio ma non è quello che è andato in scena al Liberty Stadium. In Galles però c'è qualche novità: Swans che tornano all'antico con tanto possesso palla (66%) mixato con una fisicità mai vista prima. Le occasioni le creano soprattutto i padroni di casa che sembrano aver perso la mira: 21 tiri, 2 nello specchio. Hammers quasi irriconoscibili, recuperano pochi palloni e propongono ancora poco gioco con Zarate e Antonio che non riescono ad accendere la scintilla e anche per i londinesi sono 2 i tiri in porta su 11 tentativi; i cigni forse sono in ripresa mentre preoccupa la salute degli Hammers che affrontano un Natale delicatissimo e molto importante. 

Il Monday Night lo abbiamo aspettato tantissimo, Arsenal che ospitava in casa il Manchester City. Citizen che partono meglio ma fanno un possesso sterile e coinvolgono poco Aguero, isolatissimo nell'albero di Natale di Pellegrini. De Bruyne fatica partendo largo dalla fascia mentre Toure prova a prendersi in spalla la squadra ma quello che ne esce fuori è un gioco lento e piatto, El Kun e Silva sono tra i peggiori e forse si spiega tutto così. Gunners che invece chiedono tanto ai loro giocatori offensivi che stanno bassi e poi si lanciano in velocità: Campbell bene, Giroud ottimo ma Ozil e Walcott sono perfetti. La squadra di Wenger fa meno possesso e sbaglia davvero tantissimi gol (stranamente vince nei duelli aerei e nei tackle) e rischia di rimettere in partita gli ospiti che si svegliano forse troppo tardi grazie agli ingressi dalla panchina che cambiano un po' il gioco della squadra, più tagli e attacchi senza palla. 

 

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Damiano Bezzi

Studente classe '95 che frequenta la facoltà di LINFO, con la passione poi sfociata in mania per il calcio, soprattutto internazionale, ed una religiosa fede per la Premier League.

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