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Sounds Of Football: Salim, il folle a Parkhead a piedi nudi In evidenza

SOUNDS OF FOOTBALL/ GLASGOW - Beatles e India, un legame forte soprattutto verso la fine dell'epopea dei Fab Four. Legame che oggi andremo ad utilizzare per raccontare una storia unica nel suo genere, come al solito ascoltate Sounds Of Football.

“Nobody wants to know him, they can see he’s just a fool"

Quanti sono i campioni del calcio che sono stati dimenticati? La storia che vi voglio raccontare rende omaggio ad un eroe dimenticato, finito nel baratro perché troppo piccola la sua fame di gloria, troppo grande il suo cuore e troppo complicata la storia del nostro sport nel suo paese. Voliamo ai confini del mondo del football e anche molto indietro del tempo e arriviamo fino ai tempi del British Raj, i pirmi anni del 900’. Sì perché se il nostro sport è popolare praticamente in tutto il mondo e se è conosciuto in tutti i paesi anglosassoni o ex-colonie inglesi questo non vale in un solo posto quel meraviglioso paese asiatico che conosciamo come India. Sì perché in India gli sport più popolari sono il cricket, l’hockey su prato, il polo, il tennis, il golf e poi infine arriva il calcio. Il football arriva in India sottovoce e molto presto, qui infatti si gioca la Durand Cup (la competizione più antica del mondo escluse quelle britanniche) e qui è stata fondata la terza squadra più antica del mondo. Il calcio arriva come al solito grazie ai militari e i bambini si innamorano della sfera ma ci sono molti problemi, primo su tutti: il pallone è fatto con materiali che derivano da animali uccisi, per motivi religiosi quindi quel pallone non può essere usato. Altro problema grandissimo è che nel paese nascono parecchie squadre e si giocano campionati solo a livello cittadino, al più regionale e sarà così per molto tempo (ancora oggi ci sono 2 leghe distinte). Alla fine in qualche modo il calcio arriva e si stabilisce principalmente a Calcutta o Kolkata come la chiamano da queste parti, che nel XIX secolo è la capitale dell’India inglese. Il nostro eroe vive e comincia a respirare calcio da quelle parti. Nasce proprio nell’India britannica e in quella che sta diventando la capitale del calcio, Calcutta F.C e Sovabazar sono tra le squadre migliori in tutto il paese, il nostro eroe. L’India, fino ad un certo punto, è anche una buona squadra e si qualificherà anche al Mondiale ma poi per vari motivi non parteciperanno all’edizione del 1950 e forse lì finisce la storia del calcio in India. Prima degli anni 50’ forse il calcio indiano vive gli anni migliori e produce un campione straordinario che come dicevamo è nato a Calcutta nei primi anni del XX secolo. Intanto il calcio diventa popolare proprio in questi anni grazie all’astio tra i dominatori e i ragazzi locali i quali vengono presi in giro e considerati non all'altezza dei maestri del football. Dopo essere stati battuti dagli inglesi più volte arriva anche l’occasione di risvegliare l’orgoglio nazionale. Una partita che passerà alla storia, un pubblico veramente numeroso tanto numeroso che per i più sfortunati che non riescono a vedere il match viene ideato un sistema per raccontare il match tramite gli aquiloni, 2 aquiloni mossi secondo come sta andando il match uno per gli indiani l'altro per gli inglesi. La partita tra il Mohun Bagan Athletic Club e l’East Yorkshire Regiment valido per l’IFA Shield finirà 2-1 e per la prima volta il trofeo viene alzato da una squadra indiana, prima ci erano riusciti solo gli inglesi.

Salim Mohammed nasce a Calcutta nel 1904 e comincia a giocare negli anni 20’ nelle squadre di Calcutta, Chittaranjan Club, Sporting Union, East Bengal Club, Aryans Club ed infine nel 1934 arriva al Mohammedan SC. Questo club è LA storia del calcio indiano. La squadra vinse in questo periodo 5 titoli consecutivi e il fatto che ci sia Salim non è un caso. Salim è molto veloce e abile con la palla ma soprattutto ha una grande determinazione, in tutti i club nei quali è stato gli hanno instillato la voglia di battere i padroni. Salim era un’ala vecchio stampo, che giocava nell’attacco a 4, Salim giocherà anche il primo match internazionale dell’India nel 1936 contro la Cina, peccato che avrebbe dovuto giocarne due. Infatti la selezione indiana doveva giocare due match contro la nazionale olimpica cinese ma il giorno della seconda partita Salim è sparito. La polizia lo cerca per tutta Calcutta ma nessuno lo trova e sarebbe stato impossibile. Il ragazzo infatti è partito per Il Cairo diretto verso l’Inghilterra (al tempo da Calcutta a Londra si viaggiava così) per inseguire il suo sogno. Suo cugino Hassan in visita nella città indiana lo aveva persuaso a partire con lui e andare a cercare fortuna in Europa. Dopo aver dimostrato in India le sue qualità suo cugino gli aveva detto che avrebbe avuto una chance. La chance non arriva a Londra ma Salim e Hassan si spingono più al Nord e precisamente arrivano a Glasgow.

Prima di raccontarvi come è andata la storia vogliamo regalarvi un pezzo musicale incredibile: sonorità indiane, parole inglesi e fama internazionale. La sintesi di molti anni di storia condivisi tra India e Inghilterra i Beatles in “The Fool On The Hill”. Il pezzo è incredibilmente influenzato dalla cultura e dalla musica indiana che negli anni 60' inizierà ad essere molto apprezzata in tutta Europa, anche grazie alla band di Liverpool che dell'India si era innamorata follemente. Perché mai il folle sulla collina si abbina a Salim? Salim era un folle e così suo cugino che lo aveva persuaso e gli aveva detto “tu puoi giocare con i superiori e ridicolizzare gli inglesi!”. Clicca qui per ascoltare the fool on the hill

Non solo i superiori ma anche i padroni coloro che potevano fare ciò che volevano quando volevano. Salim è un folle e si presenta a Glasgow dove al tempo esistono già Celtic e Rangers ma i biancoverdi stanno per diventare la migliore squadra d’Europa e prima dell’era Stein infatti a costruire la leggenda degli irlandesi di Scozia ci pensa Willie Maley, uno degli allenatori più vincenti della storia: 16 titoli nazionali e 14 coppe nazionali. Maley era una leggenda vivente all’epoca e anche oggi è osannato dai tifosi del Celtic Park. Pensate negli anni 30’ che cosa avrà pensato il nostro WIllie di un indiano che vorrebbe far parte del suo team, pretendendo anche di giocare a piedi nudi (fino agli anni 50’, anche alle Olimpiadi nella quali si sono giocati la finale, non si vedranno scarpini e forse per questo il loro football crolla). Ditemi se questo non è un folle sulla collina. Salim invece si guadagna una chance, Maley lo mette di fronte alla dirigenza e ai suoi collaboratori più fidati che rimangono sbalorditi. A piedi nudi Salim gioca contro Hamilton e Galston e tutti i giornalisti impazziscono per lui “il ragazzo indiano ha stupito Parkhead nell’amichevole della scorsa notte contro il Galston. Si mette il pallone sull’alluce poi lo fa scorrere fino al mignolo e riesce ad aggirare i difensori poi crossa al centro e puntualmente il pallone entra in rete. Tre dei sette gol segnati sono arrivati con un’azione simile. Gli è stato offerto di calciare un rigore, ma lui ha rifiutato. Dice di essere timido. Salim non parla inglese, suo fratello (suo cugino) traduce per lui” (Scottish Daily Express). Quella che avete appena letto non è una striscia di un fumetto, né un pamphlet di propaganda di qualche nazionalista indiano, è tutto vero. Salim era infatti capace di fare questa finta, sfidava il difensore mettendosi il pallone sull’alluce e appena questo si spostava faceva scorrere il pallone sul resto delle dita per poi alzare la palla sopra la testa dell’avversario. Salim dopo queste due partite sente la mancanza di casa e dopo aver vinto altri trofei nel sub-continente viene dimenticato per molti anni dallo sport indiano e trovare notizie su di lui è molto difficile, Salim morirà in condizioni di salute ed economiche difficili lasciando a pochi fortunati il ricordo di quella fantastica mossa fantascientifica, il primo indiano a giocare in Europa.

No, non poteva finire così ed infatti come succede in alcuni cd c’è un lato b che è anche migliore del lato a. Negli ultimi anni di vita, durante la vecchiaia e in condizioni di povertà Salim è praticamente caduto nell’oblio e nessuno sembrava avere memoria del suo passaggio su questa Terra, nemmeno i personaggi più importanti dello sport indiano. Suo figlio Rasheed allora decide di giocare un’ultima carta scrivendo al Celtic della situazione di suo padre che è molto malato e al quale servono dei soldi per continuare a vivere, anche se l’obiettivo di Rasheed è quello di capire se qualcuno si ricordi ancora di lui a Glasgow. “Impossibile” avrà pensato Rasheed “chi si può ricordare di un folle sulla collina e per di più a piedi nudi?”. Invece no, il Celtic invia una lettera di risposta e invia 100 sterline ma soprattutto un grande attestato di stima e affetto per suo padre perché qualcuno effettivamente ha ancora memoria per lui mentre in India, vittima di ostracismo per via della sua fede musulmana e dell’impronta musulmana del club con il quale ha vinto tutto in India, sarebbe morto e caduto nell’oblio se non fosse stato per suo figlio e l’amore di quel Celtic Park che venne a contatto con il folle nel 1936.

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Damiano Bezzi

Studente classe '95 che frequenta la facoltà di LINFO, con la passione poi sfociata in mania per il calcio, soprattutto internazionale, ed una religiosa fede per la Premier League.

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