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"Beannachtaí na Féile Pádraig oraibh!", San Patrizio vi benedica! In evidenza

SOUNDS OF FOOTBALL / - Rendiamo omaggio a San Patrizio e all'Irlanda, con canti popolari e giocatori che hanno fatto la storia. 

 

Martedì è stato St. Patrick's Day, la celebre festa tradizionale irlandese. Le origini di tale festa risalgono a più di mille anni fa. Nel 385 nacque Maewyin Succat, nell'attuale Carlisle. A 16 anni il ragazzo venne fatto prigioniero dagli irlandesi per poi essere ceduto come schiavo al re del North Dal riada, attuale Irlanda del Nord. Riuscì a fuggire dopo sei anni, non prima di aver appreso la lingua gaelica e la religione celtica. Ricevette il primo grado dell'Ordine sacro divenendo diacono. In Gallia venne poi consacrato vescovo, e gli venne affidato il compito da papa Celestino I di evangelizzare le isole britanniche, in particolar modo l'Irlanda (che era quasi interamente pagana). Il suo cristianesimo si ispirava proprio al paganesimo: nacque così il Cristianesimo celtico. Per conservare radici e tradizioni del popolo irlandese, favorì la combinazione di elementi cristiani e pagani. La croce celtica divenne il simbolo del Cristianesimo celtico. Morì il 17 marzo del 461. 

Sono diverse le canzoni cantate in compagnia di una birra durante questo giorno. Tra le più ricorrenti non si può non nominare "Molly Malone". Non una canzone qualsiasi, ma un inno ufficiale della città di Dublino. Essa affianca l'inno nazionale irlandese durante le partite di rugby. Narra le sfortunate vicende di una pescivendola di giorno e prostituta di notte. Da Dublino provengono diversi sportivi. Uno tra tutti un certo Steve Heighway. Nato nel 1947, non venne scoperto prima dei 23 anni, quando nel 1970 lo notò il Liverpool e in particolare Bill Shankly che lo volle a tutti i costi. Scelta tutt'altro che sbagliata: più di 300 presenze con la maglia dei Reds, con un palmarès di tutto rispetto: 4 campionati, 1 FA Cup, 2 coppe di lega, 4 Charity Shield, 3 Coppe dei Campioni, 2 Coppe UEFA, 1 Supercoppa UEFA. Con la nazionale ha totalizzato 34 presenze senza però mai andare a segno, ma onorando comunque la sua nazione. "Wearing of the Green", proprio come cantano gli irlandesi. Difatti, la canzone parla del colore verde, indossato con orgoglio da tutti. Il colore rimanda alla tradizione di chiamare l'Irlanda "l'Isola di Smeraldo". Se parliamo di chi ha indossato con orgoglio questi colori non possiamo non fare il nome di Keane. Di Keane ne abbiamo due. Uno si chiama Robbie, attaccante classe 1980 proveniente da Tallaght (nelle vicinanze di Dublino). I suoi numeri parlano chiaro: oltre ad essere entrato nell'olimpo dei giocatori del Tottenham, è tutt'ora il miglior marcatore della selezione irlandese con 22 reti all'attivo. L'altro è un certo Roy, originario di Cork, tutt'ora venerato ad Old Trafford, uno che non te le manda a dire e che spesso e volentieri lascia la propria firma sulle gambe avversarie. Di lui si sa tanto, e noi vi vogliamo raccontare una vicenda particolare, ovvero di quando fu vicino a lasciare il calcio. Proprio così, percjé il centrocampista durante la sua carriera ebbe a che fare con gravi problemi di abuso di alcohol, in particolare dopo l'episodio del 1997 in cui procurò un grave infortunio al giocatore del Leeds Anfie Haaland. Ci volle un anno affinché Roy uscisse da questo tunnel, ma alla fine ci riuscì e divenne il giocatore che tutti noi conosciamo. Il vizio dell'alcohol tra gli irlandesi è piuttosto frequente, e a loro e in particolare a Roy dedichiamo "The Wild Rover", forse il pezzo più classico cantato nei pub: un uomo, che vive come un vagabondo, non fa altro che spendere tutti i guadagni in bevute. A Roy in particolare si può dedicare il pezzo in cui la canzone dice "will I play the wild rover? No never, no more" (Farò il vagabondo? No, mai più). 

Non si può quindi dire che l'Irlanda non abbia una cultura calcistica di spessore. Di episodi a favore non ne ha avuti tanti (vedi le qualificazioni per i mondiali del 2010), ma senza dubbio il suo popolo ha sempre onorato il tricolore con orgoglio, con canti e incitamenti alla propria nazione, così com'è nello spirito irlandese.

 
 
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Francesco Viscuso

Studente in Lingue, romano, nato ill 25/08/1993. Si definisce un vero e proprio football-addicted, in particolar modo di calcio inglese. 

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