xnxx http://duvporn.com pornbrothers free porn porn video teen porn porn site XXX Porn Free porn videos Xnxx One To Watch - Solly March, the Southsider

   

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One To Watch - Solly March, the Southsider In evidenza

ONE TO WATCH CHAMPIONSHIP BRIGHTON & HOVE ALBION / BRIGHTON - Capita che, nell'arco di una stagione calcistica vi sia - ad un certo punto - una situazione, un evento, un crocevia che ne determini un andamento piuttosto che un altro, una specifica conclusione invece che uno scenario diverso. Qualcosa per cui valga la pena considerare la stagione come "positiva" o come "negativa", a seconda delle prestazioni e delle aspettative di partenza della squadra considerata. Questo episodio potrebbe verificarsi a metà campionato, o più frequentemente verso la fine. Potrebbe trattarsi dell'esonero/ingaggio del manager, della prodezza/errore di un individuo in una partita decisiva, dell'acquisto o dell'infortunio di un giocatore chiave che poi si ripercuoterà nelle restanti partite. Queste situazioni portano poi a chiedersi, nel bene o nel male: "Come sarebbe andata a finire se...", espressione che può essere condita da imprecazioni per il fato malevolo o da inconsci ringraziamenti per l'avvenuta buona sorte, a seconda del caso.

Di sicuro stiamo esagerando nel considerare l'attuale condizione del Brighton come parte di questi meccanismi ben più sofisticati, ma d'altronde i numeri parlano chiaro: che sia o meno una crisi temporanea sarà il tempo a dirlo, tuttavia il dato di fatto è che i Seagulls, dopo 22 gare da imbattuti, hanno ottenuto di recente 3 sconfitte nelle ultime 4 partite, e non vincono da 6 turni. Sembra che la meravigliosa creatura costruita da Chris Hughton si sia inceppata dopo un inizio stagionale da sogno. Nessuno avrebbe predetto che, a questo punto dell'anno, la formazione del Sud dell'Inghilterra si trovasse quarta nella classifica di Championship avendone mantenuto il primato per buona parte del campionato, soprattutto considerando la salvezza dello scorso anno conquistata a fatica soltanto alla 44esima giornata. Ma all'Amex Stadium non hanno intenzione di lasciarsi scappare un'altra occasione per approdare in Premier League, dopo i due play-off consecutivi andati in fumo con Gus Poyet prima e con Oscar Garcia poi. E non può essere altro che una coincidenza (o forse no?) se il repentino rallentamento della squadra ha coinciso con lo stop per infortunio di uno dei suoi giovani che più ne rappresentano lo spirito, la freschezza, e l'entusiasmo che hanno contraddistinto il Brighton fino a dicembre: un solo ragazzo non può avere l'implicita colpa di aver ridimensionato con la sua assenza gli obiettivi di un club, ma da quel 12 dicembre 2015 Solly March non figura più in formazione ed i risultati sono quelli elencati poco sopra. La diagnosi medica, arrivata pochi giorni dopo l'incontro contro il Derby County in cui l'inglese ha dovuto uscire anzitempo dal rettangolo di gioco, è quella di rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro, il che significa che per lui la stagione 2015/16 è finita. Difficile biasimare Hughton, che ha descritto l'accaduto come "un'assoluta disgrazia". Ma, se l'ex tecnico di Birmingham City e Norwich City sa cosa ha perso per quest'anno, noi facciamo un passo indietro, e vi raccontiamo chi è il 21enne su cui tanti club di Premier League stanno mettendo gli occhi addosso.

Un diciasettenne Solly March, ai tempi del Lewes FC

THE SOUTHSIDER

Eastbourne - Lewes - Brighton. Sono queste le tappe calcistiche, ed ancor prima formative, di Solly (Solomon, il nome completo) March. Potrebbe essere stato il richiamo del destino ad avergli fatto firmare per il Brighton, dato che vi militò anche il padre Steve agli inizi degli anni '80. Ma di certo non è stato un passaggio automatico, scontato, banale. Anzi. Eppure lo sembrerebbe, dal modo in cui vengono presentati gli eventi. Perchè Solly, inglese nato il 20 luglio 1994 nella città di Eastbourne, East Sussex, di strada ne ha fatta, ma di certo non sulla cartina: è un prodotto giovanile del Lewes FC, squadra che dista appena mezz'ora dalla città natale. Con i Rooks esordisce, appena 17enne, nella Isthmian Premier Division, la settima serie della piramide calcistica inglese. E' sufficiente quell'unica presenza nella formazione senior, ovviamente abbinata alle performances nell'Academy - e, a quanto pare, anche in qualche torneo nazionale scolastico - per convincere i dirigenti del vicinissimo Brighton (sì: da Lewes alla città dei Seagulls ci vogliono circa 20 minuti di viaggio, mentre da Eastbourne circa 40) ad ingaggiare l'interessantissima ala per volere del manager Poyet. Per il mancino si erano già scomodate Newcastle e Sunderland - la prima con l'offerta di un trial, la seconda con una vera proposta contrattuale - insieme a Millwall, Arsenal, e West Ham. Per Steven King, tecnico del Lewes, quella dello youngster è stata un decisione a dir poco insolita: "Avrebbe potuto ambire senz'altro ad un club più importante. Non intendo mancare di rispetto al Brighton, ma di certo i vari Newcastle, Sunderland ed altri si sono mostrati seriamente interessati. Probabilmente ha preferito restare vicino alla famiglia. Ma i Seagulls sono ormai diventati una bella realtà di Championship, e giocano un tipo di calcio diretto che si intona a meraviglia con le caratteristiche di Solly: è tecnicamente ben dotato, ha resistenza, un ottimo piede sinistro ed un ottimo tiro, è un box-to-box player ma sa tracciare spazi e servire i compagni alla perfezione".

BE A SEAGULL

March arriva all'Amex nel 2011 dopo aver firmato un triennale, di cui i primi due anni in formato scolarship, per permettergli di proseguire la sua educazione e crescita calcistica nello youth team. E' proprio nella squadra giovanile che le sue prestazioni non tardano a stupire allenatori e coach, tanto da convincere Gus Poyet a portarlo in panchina con i senior per tre occasioni nella stagione 2012/13, pur non facendolo entrare in campo. Poco male, perchè in quell'anno ottiene il riconoscimento di Young Player of the Year dell'Academy ed il rinnovo contrattuale fino al 2015. Nella stagione seguente, iniziata in modo burrascoso per il club dopo la vicenda che ha condotto alla battaglia legale tra Poyet e la società con il manager che ha saputo di essere stato esonerato in diretta TV, pochi sembravano puntare sulla competitività del nuovo Brighton di Oscar Garcia, ex allenatore del Maccabi Haifa. Sembra tuttavia cambiare poco la filosofia di gioco, mentre sembra migliorare, e di molto, la sicurezza nei propri mezzi di Solly (qui in azione durante la pre-season). "Sembra" è il termine adatto poichè, dopo il debutto da professionista negli ultimi 4 minuti finali contro il Derby, seguono prima soltanto sporadiche comparsate e poi permanenze in panchina od in tribuna. Fino agli inizi di gennaio del 2014, il massimo minutaggio per il classe '94 si fermava ai 12 minuti contro l'Ipswich, peraltro a partita già decisa. Non riesce ad adattarsi al 4-3-3 del manager spagnolo, avendo difficoltà nell'interpretare ruoli non propriamente suoi: viene difatti impiegato, oltre che da esterno alto in entrambe le fasce, anche da centrocampista centrale e soprattutto mediano, limitando di parecchio la propria incisività. Da metà gennaio viene impiegato con più costanza anche grazie agli infortuni di alcuni suoi compagni, divenendo un elemento stabile (anche se non così spesso nella formazione titolare) da far entrare a gara in corso figurando in tutti e 20 i restanti incontri di campionato, con la squadra che raggiunge i play-off come l'anno prima ma che è incapace di superare anche in questa occasione la semifinale. Segna inoltre il suo primo gol tra i professionisti nel 4° round della Capital One Cup, seppur in maniera abbastanza fortunosa (QUI). Ad aprile riesce a guadagnarsi un nuovo quadriennale che lo legherà al Brighton fino al 2018.

La stagione seguente non è migliore, anzi, probabilmente è stata la peggiore della sua pur breve carriera. Garcia se ne va, arriva Sami Hyypia, ma il biondo finlandese ex Liverpool fallisce nella sua prima esperienza oltremanica da manager: lascia il Brighton il 22 dicembre 2014, con i Seagulls in piena zona retrocessione con appena 4 vittorie in 26 incontri (una negli ultimi 18). March, fino al 22 novembre, non è stato mai convocato, scendendo in campo prevalentemente nei minuti finali nei 13 match intercorsi dal 29 novembre al 7 febbraio, raccogliendo il misero bottino di due assist ed un bel gol contro il Fulham (QUI). Chris Hughton subentra dunque ad Hyypia ma, nonostante la conquista di un'insperata salvezza a fine anno, non sembra notare March: cambierà tutto alle porte del nuovo campionato.

L'ESPLOSIONE

In estate Hughton vuole ridare tranquillità e stabilità ad un ambiente che negli ultimi mesi è stato particolarmente scosso. Il lavoro certosino dell'ex manager di Newcastle, Birmingham City, e Norwich City garantisce al club ed alla squadra in particolare di riacquisire quella fiducia in sè stessi che nell'ultima stagione è inevitabilmente calata. L'irlandese sa che il Brighton è una società le cui ambizioni si sono rese grandi soltanto negli ultimi anni, non tramite acquisti faraonici o qualcosa del genere, ma grazie ad un'accurata gestione finanziaria che ha permesso la modernizzazione delle strutture di allenamento e soprattutto la costruzione del nuovo Amex Stadium. Perchè, a Brighton nessuno lo dice, ma è arrivato il momento di fare sul serio e tentare la promozione in Premier League. E quale miglior modo per farlo se non trattenere i propri giocatori migliori, operare in maniera attenta sul mercato senza esorbitanti spese e, soprattutto, ripartire dai giovani? E' in questo nuovo scenario che Solly ha la possibilità di esprimersi al meglio, con l'ottimo lavoro di un mister che sa come far crescere le nuove leve (vedi Nathan Redmond). L'adozione di un nuovo modulo, il 4-4-2, sposa perfettamente le caratteristiche fisiche e tecniche di March, impiegato come esterno largo di destra. L'inglesino sembra un altro giocatore: più maturo, in grado di gestire le responsabilità, capace di offrire un supporto sia in manovra offensiva che in quella difensiva. E paradossalmente riesce a farlo in una rosa in cui la concorrenza è forte eccome: Jamie Murphy è stato un assoluto colpo di mercato proveniente dallo Sheffield United in cui da anni offriva ottime prestazioni, mentre Kazenga LuaLua dopo vari tormenti fisici sembra essere tornato il giocatore devastante in grado di scardinare le difese a suon di dribbling e percussioni in area. Con due posti disponibili per tre giocatori così, la rotazione è quasi d'obbligo. Ma March, dei tre, è quello che gioca ed incide di più, divenendo di conseguenza un punto fisso dopo l'ennesimo infortunio del congolese ex Newcastle. Sebbene prediliga usare il mancino, riesce ad usare con naturalezza anche il piede destro, permettendo così uno strategico cambio di posizione con Murphy ai due lati del campo per confondere gli avversari, vuoi per andare sul fondo e crossare, vuoi per rientrare e provare la conclusione. L'intelligenza tattica del 21enne, abbinata ad un'ottima capacità di corsa ed al suo alto work-rate, garantisce al Brighton di Hughton di essere efficace sia durante la ragionata manovra di attacco che durante il fulmineo contropiede. Eccellente dribblatore, ha inoltre l'abilità di superare l'avversario basandosi più sul suo atletismo che sulla propria forza fisica, sfruttando velocità ed agilità. Queste prestazioni vengono notate sin da subito, e la squadra stupisce per freschezza e cinismo: con le due ali, i due al centro del campo che combinano geometrie (Stephens) e dinamismo (Kayal), le due punte Baldock ma soprattutto il finalizzatore Hemed (con il fondamentale apporto dalla panchina di Bobby Zamora), il Brighton schizza subito in testa alla classifica sovvertendo quelle che erano le aspettative iniziali. Ormai un punto fisso anche della nazionale inglese Under-21 di Gareth Southgate, sembra che March abbia trovato la sua dimensione. Non è un giocatore spettacolare, ma di certo è estremamente efficace: a testimonianza di quanto detto, questo è il primo gol della stagione 2015/16, ad Elland Road contro il Leeds (QUI), superlativo quello che invece apre le marcature contro il MK Dons (QUI), frutto della sua caparbietà quello contro il Birmingham City (QUI). Ad oggi sono soltanto 3 le reti segnate da March in questo campionato (4 in 54 presenze totali con i Seagulls), sicuramente una debolezza sul quale lavorare, migliorando il posizionamento in area e aumentando la propria freddezza sottoporta. Le offerte dai club di Premier League non sono tardate ad arrivare neanche in questa stagione, con il Southampton (tanto per rimanere nella South Coast) che sembra il più attivo di tutti. Certo è che a March deve essere dato ancora tempo per esprimere in tranquillità il suo potenziale in un ambiente per lui ottimale come Brighton, lontano da esagerate pressioni. Sicuramente l'infortunio patito a dicembre ne fermerà, almeno per 6 mesi, la crescita calcistica: il recupero sarà lungo e pieno di sacrifici per poter ripristinare la forma e riprendere a fidarsi del proprio fisico. Ma, d'altronde, la carriera di un calciatore è costituita anche da questi momenti che ne renderanno poi ancor più speciale e significativo il ritorno all'attività. Perchè Solly March non ha dimostrato ancora nulla, ma siamo certi che sentiremo parlare ancora di lui, nell'attesa di capire come reagirà il Brighton alla sua assenza.

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Fabio Marcuzzi

Nato a San Daniele del Friuli nel 1992. Laureato in Fisioterapia, la sua passione per il football d'oltremanica nasce attraverso i videogiochi, Sportitalia, e gli Invincibles del 2004: ma alle star ed ai riflettori dell'attuale Premier League preferisce l'agonismo e le storie che solo le lower leagues inglesi possono offrire. Profilo Twitter: @Faebio_M

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