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One To Watch: Kieran Tierney, il nuovo gigante del Celtic Park In evidenza

E' l'ultimo talento sfornato dall'Accademy dei biancoverdi, non ha ancora 20 anni ma ha già conquistato il posto da titolare in prima squadra ed è pronto ad affermarsi anche in Nazionale Maggiore: stiamo parlando di Kieran Tierney, il nuovo astro nascente del calcio scozzese. 

Nel vasto repertorio di canzoni, fiabe e leggende che nel corso dei secoli si sono tramandate nella cultura popolare scozzese ed irlandese, un posto particolare è occupato dal gigante Fionn Mac Cumhaill, mitico cacciatore-guerriero le cui gesta hanno dato luogo alla creazione di interi paesaggi geografici in tutto il nord del Regno Unito. Tra questi c'è l'Isola di Mann che, secondo la leggenda, nacque in seguito a una battaglia tra Fionn Mc Cumhail e il suo rivale scozzese. Il gigante irlandese avrebbe infatti strappato dal terreno un enorme porzione di terra per scagliarlo contro il rivale ma, difettando di buona mira, la mole sarebbe caduta in mezzo al Mare d'Irlanda creando appunta l'Isola di Mann.
In questa terra ricca di folklore e fascino vide per la prima volta la luce nel giugno del '97 Kieran Tierney la cui storia ripercorre in un certo senso il legame mitologico tra Irlanda e Scozia. Fin da piccolo infatti era chiaro il suo amore verso il Celtic, il club più irlandese di Scozia, che gli aprì le porte dell'Accademy a soli 7 anni. Con i colori biancoverdi è cresciuto nelle varie categorie, ricoprendo ogni ruolo, dalla difesa all'attacco, fino a stabilirsi come laterale sinistro. Il tutto senza mai perdersi un match dei suoi beniamini in prima squadra. E oggi che ne è finalmente diventato un perno, non manca di ricordare quei giorni passati tra campo di allenamento e gradoni del Celtic Park: "Quando ero piccolo ero sempre fuori dallo stadio per farmi firmare autografi e scattare foto con i miei idoli come Henrik Larsson e Bobo Baldé. So cosa significa stare fuori, quindi per me è un sogno che si avvera essere dall'altro lato. Ciò significa che mi fermerò sempre se qualcuno mi chiamerà, perché so cosa significa [essere un tifoso]".
Dopo l'emozionante esordio in campionato nell'Aprile del 2015 contro il Dundee United, Tierney ha avuto la sua consacrazione la stagione seguente quando, sotto la fiducia di Ronny Deila, ha letteralmente bruciato le tappe diventando gradualmente il padrone della fascia sinistra a scapito del più esperto Emilio Izaguirre. Corsa, personalità, coraggio nei contrasti e un piede educato (cosa non scontata per un terzino del campionato scozzese) gli hanno permesso di timbrare più di 30 presenze e guadagnarsi il premio di miglior giovane della Scottish Premiership 2016. Un esplosione velocissima che non si vedeva dalle parti di Glasgow da anni:"Mi ha colpito sin dal primo giorno. Ha un grande talento e davanti una grandissima carriera. Gioca come un veterano e migliora giorno dopo giorno" ha detto Ronny Deila, al quale va il merito di aver lanciato il ragazzo. 

CARATTERISTICHE TECNICHE
Tierney è un mancino naturale con una predisposizione alle incursioni palla al piede, eredità del suo passato da ala nelle giovanili, che gli hanno permesso nel corso della sua prima stagione di fornire ben 8 assist da gol ai compagni. Cross continui, dribbling a rientrare, tagli in mezzo e una grande padronanza del pallone fanno di lui uno dei giocatori dal più alto tasso tecnico in rosa. Da buon scozzese Tierney non fa certo complimenti quando si tratta di mettere dentro la gamba, con interventi decisi sugli avversari che hanno conquistato il cuore del Celtic Park. E se anche capitan Scott Brown - uno che di battaglie se ne intende - spende parole d'elogio per lui, capiamo che siamo di fronte a un predestinato nel ruolo: "Adoro questo ometto, è duro come l'acciaio - ha detto Brown - È un vincente nato, un leader venuto fuori dalle giovanili del Celtic". Anche in questa seconda stagione tra i professionisti, il classe '97 non ha smesso di macinare chilometri e sfornare assist: sono già 7 in 17 partite tra campionato e coppa, l'ultimo dei quali in Champions League nel pirotecnico pareggio contro il Manchester City di Guardiola. Un match che ha mostrato al mondo le qualità del ragazzo, protagonista su 2 dei 3 gol del Celtic. 

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L'esultanza di Tierney dopo il 2-1 propiziato contro il Manchester City in Champions League

NAZIONALE
Passare nel giro di un anno dagli Under 19 alla Nazionale Maggiore è senza dubbio fuori dal comune ma allo stesso tempo può rischiare di portare troppe pressioni sul giocatore, ne è consapevole il ct Gordon Strachan che ha deciso di procedere gradualmente con il ragazzo convocandolo per la prima e unica volta il 29 marzo scorso - a soli 18 anni e 9 mesi - concedendogli la gioia dell'esordio per 45 minuti contro la Danimarca in amichevole. Da lì in poi Strachan ha preferito non caricarlo di responsabilità perché il livello del calcio internazionale è senza dubbio maggiore rispetto a quello praticato in patria e dunque c'è bisogno ancora di un inserimento graduale del ragazzo che per il momento sta assistendo dalla panchina - non senza qualche mugugno da parte dei tifosi - ai match della Scozia nelle qualificazioni ai Mondiali. 

Più che per lo scarso utilizzo in Nazionale, i tifosi biancoverdi dovranno concentrare le loro preoccupazioni sulle prime sirene di mercato che stanno ruotando intorno a Tierney: Arsene Wenger e Pep Guardiola, due maestri nel lavoro con i giovani, avrebbero da mesi messo gli occhi sul classe '97 e non è escluso che già in estate potrebbero bussare alla porta del Celtic con una grossa offerta in mano. Nonostante per le casse del club scozzese l'opportunità di una copiosa plusvalenza sia ghiotta, l'intenzione è quella di trattenere ancora per tanti anni il ragazzo sul quale in molti già intravedono il futuro capitano e bandiera della società. Una prospettiva che riempirebbe d'orgoglio Kieran, la cui intera vita è sempre stata legata a questi colori. Al momento però i suoi pensieri sono concentrati nel recuperare dal brutto infortunio che lo terrà lontano per due mesi. Anche da queste cadute si impara a crescere ma è senza dubbio più facile rialzarsi quando si ha intorno un popolo intero che ti elegge come riferimento indossando la tua maglia e trasmettendoti il proprio calore in quell'inferno che è il Celtic Park. I giganti a volte non sono quelli che vincono trofei in giro per il mondo ma coloro che hanno il coraggio di restare e combattere per la propria gente. Lo sa bene Fionn Mac Cumhaill la cui leggenda vuole che non sia morto ma riposi semplicemente in una miniera di Dublino pronto a risvegliarsi per difendere il suo popolo.

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Diego Megale

Classe 1994, cresciuto sui pericolanti spalti del Granillo di Reggio Calabria, oggi vive nella borghese Milano dove studia Scienze della Comunicazione e intraprende i primi passi nel mondo radiofonico. Twitter (@d_megale)   

 

 

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