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One to Watch, Kelechi Iheanacho In evidenza

Nel continente storicamente più sfruttato e usurpato da secoli di imperialismo europeo, non è un mistero che il principale modo per un bambino di sfuggire a un futuro di miseria sia racchiuso in un pallone da calcio. Uno sport che supera i contorni di un semplice gioco ma che assume le sembianze della speranza e della certezza di una vita migliore.

E in questi anni l'Europa ha conosciuto tante bellissime storie, di giocatori che partendo dalle strade polverose del continente nero, sono approdati nelle platee più importanti del mondo, senza mai smettere di ricordare le loro umili origini.  Da Drogba a Yaya Tourè, passando per Eto'o e Weah. Tutti campioni dentro e fuori dal campo, simbolo di un Africa che vuole ripartire e motivo di ispirazione per molti giovani ragazzi.
L'ultima stella in ordine di tempo a rimpolpare la già nutrita scuola africana ha il nome di Kelechi Iheanacho, diciottenne attaccante del Manchester City, esploso in tutta la sua forza in questo avvio di stagione 

CARATTERISTICHE 
Nato il 10 Ottobre 1996, Iheanacho spicca per le sue grandi qualità atletiche, che gli consentono senza problemi di occupare entrambe le fasce d'attacco, senza disdegnare anche il ruolo di unico rifinitore. Esplosività, corsa e tanta sostanza dunque per colui che nel 2013 è stato nominato dalla Confederation of African Football come il "talento più promettente del 2013". Un riconoscimento prestigioso vinto in passato da grandi calciatori africani come Martins (2003,2004), Kalou (2008) e Salah (2012). 

UN NOME, UNA...PROMESSA
Che Kelechi Iheanacho sarebbe diventato il nuovo astronascente del calcio africano lo si poteva intuire già leggendo il suo secondo nome, un "Promise" che è quasi un segno del destino sulla carriera a venire. A parte queste curiosità strettamente letterarie, Ineacho si è guadagnato le attenzioni dei grandi club nell'unico modo possibile per un attaccante: attraverso i gol, nei momenti che contano ovviamente.
L'anno cruciale per la svolta della sua carriera è il 2013 quando trascina la Nigeria alla vittoria dei Mondiali Under 17 a Dubai. E' lui l'uomo copertina del torneo con ben 6 gol e 7 assist complessivi che gli valsero il premio di miglior giocatore ma soprattutto le attenzioni dei grandi club europei. 
Arsenal, Sporting Lisbona e Porto furono le prime a chiedere informazioni sull'attaccante ma la squadra che fece il passo decisivo fu il Manchester City con il quale firmò un pre-accordo in attesa di compiere la maggiore età.
Con l'inizio del 2014, Iheaneacho entra ufficialmente nell'Academy dei Citizens, risultando fin da subito tra i giocatori più decisivi della rosa. Trascina infatti la squadra fino alla finale di Fa Youth League, realizzando anche un gol che però non basta per aver la meglio sul Chelsea, vincitore della coppa. L'eco delle sue buone prestazioni arrivano comunque fino all'orecchio di Pellegrini che, a sorpresa, decide di puntare su di lui per la stagione seguente, chiamandolo di fatti a colmare il posto lasciato vuoto dal partente Edin Dzeko.
Una decisione azzardata per alcuni, affidare una tale responsabilità a un ragazzino di 18 anni al debutto in Premier League ma agli occhi di chi ha provato le difficoltà del crescere nella povertà più assoluta, nulla può spaventare.  E così dopo essersi presentato all'Inghilterra il 28 Agosto 2015 esordendo nei minuti finali contro il Watford, è due settimane dopo che mostra a tutti le sue qualità, decidendo con un gol di rapina la delicata sfida in trasferta contro il Crystal Palace. Una rete celebrata con un'esultanza liberatoria, sfogo di anni di sacrifici rincorrendo quel sogno a forma di pallone e che adesso può finalmente concretizzarsi. 

Il Manchester City si coccola dunque il suo nuovo baby fenomeno, per il quale è già pronto un maxi ritocco sul contratto per respingere le immediate voci di mercato già generatesi dopo l'exploit del giocatore. Ma di questo ne parleremo in un'altra sede, ora è solo tempo di omaggiare l'ultima meravigliosa storia che il continente nero ci ha regalato, perché per realizzare i propri sogni in fondo basta poco: un pallone e tanto sacrificio e, la distanza tra la Nigeria alla Premier, non è più così lontana. Parola, anzi Promessa, di Kelechi Iheanacho

 

 

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Diego Megale

Classe 1994, cresciuto sui pericolanti spalti del Granillo di Reggio Calabria, oggi vive nella borghese Milano dove studia Scienze della Comunicazione e intraprende i primi passi nel mondo radiofonico. Twitter (@d_megale)   

 

 

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