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One to Watch: Jordan Rossiter, sulle orme di Gerrard In evidenza

Vicino al confine con il Galles, a pochi passi dal mare d'Irlanda, sorge una città che da sempre rappresenta una tappa obbligatoria per gli amanti della cultura e dell'arte, della musica e dello sport. Stiamo ovviamente parlando di Liverpool, una città magica che nel corso della storia ha regalato all'umanità personalità leggendarie e che anche nel calcio non ha mancato di deludere. 

Da qui sono partite le strepitose carriere di mostri sacri del football d'oltremanica come Robbie Fowler, Steven Gerrard e Wayne Rooney. E la tradizione non accenna a smettere con l'Everton che da ormai due anni si culla il suo nuovo ragazzo prodigio, Ross Barkley. Ma noi oggi vogliamo parlarvi di un altro giovanissimo prospetto che nella parte rossa del Merseyside ha già stregato i cuori di molti. 

LA DATA CHE TI CAMBIA LA VITA


23 settembre 2014, stadio Anfield di Liverpool. Nella gara di Coppa di Lega contro il Middlesbrough fa il suo esordio assoluto in prima squadra un giovane ragazzino di appena 17 anni, fisico esile, capigliatura composta ed emozione palpabile. Il compito che gli spetta non è dei più facili: coordinare il gioco in mezzo al campo, laddove da quasi un ventennio dirige le danze sua Maestà Steven Gerrard. La curiosità intorno a questo giocatore è molta, di lui si parla un gran bene ormai da tempo, da quando Robbie Fowler, non certo uno qualsiasi, vedendolo dal vivo a 15 anni profetizzò: "Siamo di fronte a un grande talento, ottimi piedi, potenzialmente un giovane Stevie G". Un paragone non certo banale per un ragazzo nato a Liverpool e cresciuto come tutti i bambini ammirando le gesta del mitico numero 8 inglese.
Il ragazzino in questione si chiama Jordan Rossiter, un nome che impiegherà solo 10 minuti per entrare nella testa e nei cuori dei 41mila presenti quella sera all'Anfield. Lancio lungo del giovane regista per Sterling, il portiere avversario anticipa l'attaccante, viene fuori un batti e ribatti, il pallone arriva proprio dalle parti di Rossiter che dai 30 metri trova il jolly. Rete che lo fa entrare di diritto nella storia del club come secondo giocatore più giovane di sempre a segnare al debutto. Il primo fu Micheal Owen, un altro che a Liverpool scrisse la storia. 

 

LA CRESCITA VERTIGINOSA


Steven Gerrard, Robbie Fowler, Micheal Owen, quanti nomi illustri che ruotano già intorno alla carriera di Jordan Rossiter. Ma chi è precisamente questo ragazzo?
Jordan Bernard Rossiter nasce a Maghull, piccolo paese a nord di Liverpool, il 24 marzo del 1997. Fin da bambino la sua propensione per il calcio è evidente e a soli 6 anni entra nella trafila dell'Accademy dei Reds. Compiuti i 15, esordisce nell'Under 18 e poco dopo anche nell'Under 19 in occasione della sfida internazionale contro l'Inter per la NextGen series. Fu in questa circostanza che Robbie Fowler venne stregato dall'eleganza dei suoi tocchi al pallone e dalla capacità di impostare il gioco davanti alla difesa.  
Ma la stagione che lo consacra come reale prospetto del calcio inglese è la 2013/2014 quando, entrato nell'Under 21, disputa un'annata di grande personalità che lo porta a essere nominato Liverpool's Academy Player of the Year oltre a provare il brivido delle prime apparizioni in panchina in Premier League il 29 Dicembre 2013 contro il Chelsea e all'inizio del 2014 contro l'Hull City.
L'anno seguente è lui la guest star e il capitano della squadra che partecipa all'Uefa Youth League, la Champions League giovanile, trainando i Reds fino agli ottavi di finale. Qui Rossiter è costretto a dare forfait per un infortunio all'anca che lo tiene fermo per diverse settimane e forse anche per l'assenza delle sue geometrie e dei contrasti in mezzo al campo che il Liverpool perde di misura al cospetto del Benfica.
Insomma una crescita rapida e impressionante che non è certo passata inosservata agli occhi di Brendan Rodgers, che ne ha fatto subito uno dei suoi pupilli. Infatti mentre altri prospetti del'Accademy come Andre Wisdom, Sheyi Oyo e Danny Ward sono stati mandati in prestito in giro per l'Europa, Rossiter è rimasto alla base, incluso tra i 30 della rosa odierna dei Reds. 

 

L'INGLESE CHE GIOCA DA SPAGNOLO



Jordan Rossiter è il prototipo del calciatore moderno. 178 centimetri per 68 chili di peso forma, abile con entrambi i piedi, si è sempre distinto per la grande eleganza ed autorità con la quale dirige la mediana. Un calciatore molto tecnico con la visione di gioco e le movenze tipicamente spagnole (Alla Xavi per intenderci) accompagnate però dal temperamento e la grinta insite per antonomasia nei calciatori inglesi.
Un giocatore che incarna perfettamente il credo tattico di Brendan Rodgers, da sempre amante di un gioco intelligente e veloce, elegante e spettacolare. Qualità espresse al massimo dal suo primo Liverpool, quello di Suarez e Sturridge, di Sterling e Coutinho, Gerrard ed Henderson. Attualmente i Reds con le cessioni illustri di alcuni di quegli interpreti, stanno cercando di riprendere questa filosofia di calcio e chissà che proprio l'innesto graduale di Rossiter possa far tornare ad Anfield lo spettacolo ammirato nel 2014. 

Ad aiutare il classe 1997 ci sarà un altro Jordan che, quasi per coincidenze del destino, ha raccolto egregiamente in eredità la pesante fascia di Gerrard. Ci riferiamo ovviamente a Henderson, pilastro imprescindibile nello scacchiere dei Reds e pronto a trasmettere a Rossiter quanto imparato da anni di carriera passati da scudiero di Steve G.  Un ideale e romantico passaggio di testimone da inglese a inglese, come nelle migliori tradizioni, potrebbe profilarsi dunque in futuro se Rossiter manterrà le aspettative. Intanto lui si gode l'ennesima fondamentale tappa della sua carriera, l'esordio in Premier League arrivato proprio lunedì contro l'Arsenal al 76' della ripresa: "E' stata una grande esperienza per me - il commento a caldo - Debuttare in uno stadio come l'Emirates di fronte 60 mila persone, sotto la luna, è indescrivibile, incredibile. So che devo essere paziente, questo è un grande club con ottimi giocatori e un allenatore che crede nei giovani. Ho ancora molto da imparare, dovrò lavorare sodo e spero che la mia occasione arriverò di nuovo"
Una speranza che è anche quella del popolo di Anfield, già innamoratosi di questa giovane promessa che studia da Steven Gerrard sotto gli insegnamenti di Henderson. Un nuovo golden boy sta per nascere, a Liverpool la tradizione dei campioni continua. 

 

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Diego Megale

Classe 1994, cresciuto sui pericolanti spalti del Granillo di Reggio Calabria, oggi vive nella borghese Milano dove studia Scienze della Comunicazione e intraprende i primi passi nel mondo radiofonico. Twitter (@d_megale)   

 

 

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