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One To Watch, Duncan Watmore: dalla Non-League alla Nazionale, grazie a Paolo Di Canio In evidenza

Come ogni anno, nella città di Sunderland il periodo che va da agosto a maggio è tradizionalmente vissuto con grande stress dalla maggior parte dei cittadini. Tasse? Povertà? Carestia? Guerra? Niente di tutto ciò, il motivo è qualcosa di molto più serio e ha il nome di Premier League.

Sì perché il massimo campionato inglese che dal 2007 vede militare la squadra locale, ogni anno porta immensi sbalzi d'umore ai tifosi. Le mille sofferenze dei mesi invernali però si dissolvono - ormai da 8 anni consecutivi - con l'arrivo della primavera quando i Black Cats danno vita a rimonte incredibili che la salvano dalla retrocessione e regalano notti di festa ai suoi abitanti.
La stagione 2015/2016 non si sottrae a questa tradizione, come recita di fatti il penultimo posto in classifica frutto di 12 punti raccolti in 15 partite e un allenatore già cambiato in corsa. Ma a Sunderland ormai hanno imparato a convivere con le avversità, supportando la squadra ogni weekend. Forse è proprio per questo che la Dea della Fortuna sembra ogni volta togliersi la benda per aiutare questo rigogliosa città portuale e per quest'anno il suo dono potrebbe risiedere nei piedi di un giovane attaccante, che da qualche tempo non manca di deliziare la platea dello Stadium of Light con colpi che iniziano a diventare sempre più frequenti. 

FROM MANCHESTER TO SUNDERLAND
Duncan Ian Watmore nasce 21 anni fa in una famiglia agiata di Manchester (suo padre è infatti Ian Watmore, amministratore delegato della Football Association) Come ogni bambino, inizia a muovere i suoi primi calci a pallone nella città natale prima di intraprendere a 12 anni un lungo girovagare nelle serie dilettantistiche inglesi. Ed è proprio tra le fila dell'Altrincham che il giovane attaccante mostra le sue qualità sopra la media che gli valgono l'attenzione di molti osservatori. “Duncan puts his head down, runs at players, goes past them too. His dribbling and pace was too much for opponents in non-league and he gets his share of goals. He was only at Altrincham little over a season but as it wore on more he really stood out and more teams began watching him. He also scored 14 times.” le parole d'elogio di Graham Heathcote, allenatore della squadra locale.
Il suo talento non può passare inosservato a un esperto di Non-League come Paolo Di Canio che nel 2013 sceglie proprio Watmore come primo acquisto da allenatore del Sunderland. Le prime settimane per Duncan sono ovviamente di ambientamento e il club decide di mandarlo in prestito per 6 mesi in Scozia per forgiare il suo carattere. Approda così a gennaio 2014 all'Hibernian dove colleziona 1 gol in 9 presenze.
Tornato alla base in estate, è la stagione successiva che consegna il suo nome agli onori della cronaca. Watmore si rivelerà l'assoluto protagonista dei Black Cats nella Premier League Under 21, realizzando 11 gol in 18 presenze che a fine anno gli varranno il premio di miglior giocatore del campionato. 

Conquistata l'Under, non rimane ora che farsi notare tra i grandi ed ecco che l'occasione si presenta in una calda giornata di metà agosto. Allo Stadium of Light il Sunderland vive uno dei tanti pomeriggi neri di questo campionato, perdendo 1-3 contro il neopromosso Norwich. Batosta pesante da digerire per i tifosi che abbandonano lo stadio prima del fischio finale. Sono quindi soltanto in pochi coloro che hanno la fortuna di assistere al primo gol in Premier di Watmore che arriva all'88' dopo appena 18 minuti dal suo ingresso in campo al posto di Fletcher. Rete inutile ai fini del risultato ma che lascia ben sperare per il futuro del ragazzo. Passano solo 6 giorni e Watmore si ripete ancora - questa volta in League Cup - siglando il quinto dei 6 gol rifilati all'Exeter City.
Un impatto più che positivo che gli vale un nuovo contratto da parte del club, messo nero su bianco lo scorso novembre con il prolungamento fino al 2020. Quale modo migliore per festeggiare se non con una bella prestazione? Ecco dunque che il 28 dello stesso mese arriva il secondo gol in campionato nel 2-0 casalingo ai danni dello Stoke City. Una partita incredibile quella giocata da Watmore, capace di mettere continuamente scompiglio nella difesa avversaria, procurandosi il fallo che porta all'espulsione di Shawcross e siglando il gol della tranquillità all'84'.
Una crescita esponenziale merito anche della gestione e delle cure di Sam Allardyce, consapevole di avere una miniera di talento in rosa. Non a caso le presenze in campo iniziano a farsi sempre più frequenti, come dimostrano le 5 partite consecutive giocate da Watmore di cui 2 per 90 minuti. Una fiducia che, a giudicare dai risultati, sta portando bene al Sunderland che con il classe '94 in campo ha centrato 2 dei 3 successi totali raccolti in questa stagione. 

NAZIONALE

Anche in Nazionale Watmore ha bruciato le tappe con l'Under 20 sedotta e abbandonata in 5 partite con 2 gol e 2 assist nel torneo di Toulon, nel quale è stato nominato rivelazione della competizione. La prima convocazione in Under 21 arriva il 25 agosto ed anche qui il ragazzo di Manchester impiega pochissimo per impressionare Southgate: il 3 settembre 2015 entra nella ripresa nell'amichevole contro gli USA e serve l'assist per la rete di Wilson, il 14 settembre fa addirittura meglio trovando il primo gol in nazionale oltre a servire 2 pregevoli assist nella vittoria contro la Svizzera.

Insomma qualità da vendere per il ragazzo che si aggiunge alla già lunga lista di talenti inglesi che promettono di non far rimpiangere la Golden Generation. I sogni di gloria però passano prima dalla città di Sunderland, che quest'anno confida nel suo campioncino per mantenere in piedi quel piacevole vizio chiamato Premier League.

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Diego Megale

Classe 1994, cresciuto sui pericolanti spalti del Granillo di Reggio Calabria, oggi vive nella borghese Milano dove studia Scienze della Comunicazione e intraprende i primi passi nel mondo radiofonico. Twitter (@d_megale)   

 

 

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