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One To Watch - Demarai Gray, an old head on young shoulders In evidenza

ONE TO WATCH CHAMPIONSHIP BIRMINGHAM CITY / BIRMINGHAM - Se tifate per un club di Championship, c’è una grossa probabilità che il vostro terzino destro abbia parecchi problemi durante un match di campionato contro il Birmingham City. Se invece supportate i Blues delle West Midlands, passerete 90 minuti a non desiderare altro che il pallone finisca tra i piedi di quell’esile ragazzino dai lineamenti spigolosi, dal viso ancora coperto dall’acne, dalle movenze frenetiche ma allo stesso tempo sinuose. Sì, perché questo 19enne ha la capacità di far imbarazzare gli avversari, di farvi alzare dalla sedia, di rendere quella che finora era stata una partita senza emozioni qualcosa di improvvisamente entusiasmante ed imperdibile, seppur per pochi secondi. Nessun dribbling artificioso e nessun numero da freestyle: semplicemente naturalezza e spontaneità del gesto, la ricerca della sua essenzialità, la stessa che Demarai Gray, ala sinistra del club di St. Andrew’s, professa sin dall’inizio della sua giovane carriera.

CONTINUARE LA TRADIZIONE

"Quale è stato il giocatore che più di tutti ha avuto un’influenza su di te dal tuo arrivo nel nuovo club?" La domanda arriva da un giornalista del Birmingham Mail, giunto nel centro di allenamento della squadra apposta per far conoscere alla gente della città chi sia il 17enne appena promosso nel senior team, colui che dovrebbe debuttare nel match del giorno seguente contro il Millwall. “Nathan Redmond” è la risposta di Gray, e non può essere altrimenti. Entrambi di Birmingham, entrambi orgogliosi delle proprie origini, entrambi interpreti dello stesso ruolo, con caratteristiche simili ma con punti di forza differenti. Non hanno mai avuto l’opportunità di giocare insieme, o almeno non in prima squadra: Demarai è nato nel ’96, precisamente il 28 giugno, e ha due anni in meno di Redderz. L’attuale giocatore del Norwich City infatti (su cui abbiamo peraltro già scritto qui) è approdato ai Canaries nella finestra di mercato estiva del 2013, poco meno di due mesi prima che Gray esordisse tra i senior. Quasi come se si trattasse di un passaggio di consegne simbolico, esclusivamente tra loro due. Non Andros Townsend e neppure Jordon Ibe (per citare due nomi) i quali, seppur in prestito, hanno lasciato ricordi piacevoli al St. Andrew’s: il testimone di questa staffetta immaginaria passa tra le mani dei local lads, coloro a cui davvero scorre il sangue Blue dentro alle vene.

 

ESSERE DEMARAI

Certo, come abbiamo visto, Redmond e Gray hanno molte cose in comune, a partire dalla città in cui sono nati. Ma mentre il primo assaggia il gioco del football da bambino nell’academy del City, il secondo inizia la sua avventura calcistica nelle giovanili del Cadbury Athletic (la stessa squadra che ha dato i natali calcistici anche a Daniel Sturridge). Viene ingaggiato dai Blues nel 2006, a 10 anni, e da quel momento gioca in ogni categoria fino alla prima squadra. E’ stato proprio nella sfida contro il Millwall che Demarai ha fatto il suo esordio assoluto, subentrando al 91’ in un turno infrasettimanale di ottobre con il punteggio già al sicuro sul 4-0: la ragione per la quale è stato integrato nel team di Lee Clark è che lo stesso manager, da sempre improntato su una politica di appoggio e fiducia ai giovani, lo ha visto on fire durante l’allenamento del giorno prima. “E’ in squadra. Ieri in allenamento è stato fantastico” ha affermato il tecnico, che lo schiera dal primo minuto nell’incontro del mese seguente contro il Charlton. La partita finisce con una sconfitta interna e con il Birmingham City in zona retrocessione dopo appena tre mesi dall’inizio del torneo, ma l’unica nota lieta sembra essere proprio Gray, a cui viene offerto il primo contratto da professionista della durata di due anni e mezzo. Le sue armi principali, come confessa il diretto interessato, sono velocità, dribbling, e tecnica. Le stesse dell’ormai fin troppo abusato nostro termine di paragone, Nathan Redmond. Ma sebbene il classe ’96 non padroneggi la rapidità del suo mentore, il suo dribbling è certamente migliore. E’ un talento forse ancora acerbo, con per ora grossi limiti difensivi, incostante, con poca affinità al gol. Tenendo conto dell’età come attenuante, ha però gran personalità ed intraprendenza, strumenti necessari per convivere in questo ambiente, ma soprattutto possiede un'intelligenza ed una lucidità impressionanti per i suoi 17 anni, tanto da essere descritto come “an old head on young shoulders”. Giocherà altri cinque match fino alla conclusione della stagione 2013/14, con il primo gol tra i professionisti realizzato contro il Blackburn Rovers ed il riconoscimento da parte della società di Academy Player of the Season.

 

MATURAZIONE

Se il primo anno da professionista è servito all’ambientamento nella categoria senior, la seconda stagione è colma di aspettative per questo ragazzo già additato come uno dei prossimi crack del calcio inglese. Il pubblico di casa non vede l’ora di ammirare un altro giovane fenomeno proveniente dal settore giovanile della propria città, ed è forse questa la maggiore difficoltà per Demarai: quella di confermarsi, ma anche quella di dover migliorare a tutti i costi. La piazza di Birmingham non rientra in quelle delle più esigenti d’Inghilterra, anzi, si coccola il proprio gioiellino, e Gray non tarda a ripagarla: segna già nelle amichevoli pre-campionato, proprio lui che ha da sempre avuto un rapporto non facile con il gol. “Quello che devo fare è solo essere pronto ed allenarmi duramente di giorno in giorno” afferma l’inglese, già maturato rispetto all’anno da apprentice. Personalità, sicurezza nei propri mezzi, e cattiveria agonistica sono solo alcuni degli elementi destinati a subire un netto miglioramento durante l’arco della stagione. Resta solo da capire come le sue abilità possano amalgamarsi per il bene della squadra, che nel maggio scorso ha evitato la retrocessione in League One per il rotto della cuffia (al 96’ dell’ultimo match di campionato, grazie ad una rete di Paul Caddis). Ma la stagione alle porte non dà l’impressione di poter migliorare: nonostante sia schierato da titolare nel primo incontro della nuova Championship, Gray nei restanti incontri sarà per lo più utilizzato soltanto da sostituto da inserire a partita in corso. Il che ha certamente un perché, dato il potenziale e devastante impatto che può avere un’ala rapida e tecnica nelle fasi finali di partita. E’ tuttavia quando ha la possibilità di partire da titolare che Gray riesce a rendersi decisivo, come l’ottima marcatura portata a segno il 20 settembre nella sfida contro il Norwich di Redmond a Carrow Road, oppure (e soprattutto) la tripletta con cui in un tempo solo annienta il Reading (6-1 il punteggio finale). Ora in panchina non c’è più Clark, è arrivato dal Burton Gary Rowett che in quattro partite in carica ha ottenuto altrettanti successi: “Demarai è stato davvero cinico sottoporta. Scherzavo con lui la settimana scorsa, gli ho chiesto quanti gol avesse fatto in campionato. Lui, con un accenno di disgusto in viso, mi ha detto ‘soltanto uno’. E’ per questo che oggi sono felice per lui, si merita tutti i progressi che sta acquisendo” riferisce il neo-manager a fine gara. Figura essenziale nel 4-2-3-1 di Rowett nel ruolo di ala sinistra, nel mese di dicembre arriva il riconoscimento di Football League Young Player of the Month e l’estensione di ulteriori due anni del contratto che lo lega ai Blues. Arrivano gli interessamenti di Newcastle, Liverpool, Tottenham, ma la società respinge le offerte, anche quella dell’allora capolista di Championship Bournemouth (ben 5 milioni di sterline per un 18enne). Lo stesso Gray ha ammesso di non essere minimamente influenzato dalle voci di mercato, un atteggiamento che secondo il manager è sinonimo di professionalità e rispetto: “In allenamento dà tutto, è umile ed intelligente, e sa di dover ancora lavorare sodo”. Subisce un leggero calo di forma in febbraio e marzo, mesi in cui impara cosa significhi la concorrenza per un posto in squadra, con Lloyd Dyer che lo mette a dura prova. “E’ un processo tipico nello sviluppo di un giovane calciatore” spiega l’allenatore senza lasciare addito ad allarmismi, e difatti Gray, dal match contro il Wolverhampton, riprende a dare il contributo che da lui ci si aspetta: è proprio con i Lupi che si rende protagonista della rete che sarà poi votata dal club come Goal of the Season, quella decisiva per vincere contro la formazione di Jackett. Un misto di rapidità, perseveranza, determinazione, che fa stropicciare gli occhi a molti. Segnerà anche nella partita seguente contro il Blackburn, prima del termine della stagione. La seconda stagione di Gray si conclude con un bottino di 43 presenze stagionali, 6 gol totali, un altro blindatissimo rinnovo (altri tre anni a St. Andrew’s), ed il titolo di Young Player of the Season . Se vi sembra poco per un 18enne…

 

IL FUTURO

E’ un futuro radioso quello che aspetta Demarai Gray, sia a livello di club che di nazionale (ha condiviso le varie sezioni Under con i vari Ruben Loftus-Cheek, Jordan Rossiter, Patrick Roberts, Dele Alli, ecc). I margini di miglioramento ci sono tutti e sono davvero enormi, sia per via della giovane età che per via della professionalità del ragazzo. “I’m much more confident this year” ha fatto già sapere e, visto l’inizio, c’è da credergli. Il gol arriverà, anche se la sua posizione gli permette di poter essere ancora più decisivo creando spazi e fornendo ai compagni assist e passaggi decisivi. E’ destinato ad una grande squadra, ma per ora Rowett ha garantito che quest’anno non partirà, e quando lo farà sarà solo per un club che ne assicuri l’adeguato sviluppo calcistico. Lo ha detto Rowett sì, ma lo ha promesso anche Gray, legato alla squadra della propria città come pochi. Lui e Redmond, i local lads della Birmingham Blue. D’altronde, qualsiasi cosa accada, once a Blue, always a Blue.

 

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Fabio Marcuzzi

Nato a San Daniele del Friuli nel 1992. Laureato in Fisioterapia, la sua passione per il football d'oltremanica nasce attraverso i videogiochi, Sportitalia, e gli Invincibles del 2004: ma alle star ed ai riflettori dell'attuale Premier League preferisce l'agonismo e le storie che solo le lower leagues inglesi possono offrire. Profilo Twitter: @Faebio_M

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