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One To Watch - Che Adams In evidenza

RUBRICHE ONE TO WATCH LEAGUE ONE SHEFFIELD UNITED / SHEFFIELD - Sheffield, Bramall Lane, 28 gennaio 2015.

Nella tana dello Sheffield United si sta giocando il ritorno della semifinale di Capital One Cup tra la squadra di casa ed il Tottenham di Harry Kane e Christian Eriksen. Gli Spurs, oltre alla naturale supremazia di una compagine di Premier League che affronta un team di League One, sono forti del vantaggio di 1-0 maturato a White Hart Lane. Per la squadra di Pochettino sarebbe sufficiente non fare figuracce per passare il turno, non permettere nessuno giant-killing che, come si sa, nelle coppe d'oltremanica non passa mai di moda. La partita sembra mettersi in discesa per gli ospiti: le Blades spingono molto, accompagnate dai cori dei supporters, ma è proprio Eriksen a spegnere la flebile speranza di poter raggiungere un'insperata finale da parte del club di terza serie, segnando il gol che al 28' porta in vantaggio i londinesi. Due reti di scarto in totale, praticamente impossibili da colmare, persino per la tenacia dello United. Ma Nigel Clough vuole tentare il tutto per tutto, forse un po' inconsciamente, forse ben consapevole della pazzia calcistica che sta per fare. Al 75' chiama a sè un ragazzino della panchina a cui aveva dato ordine di scaldarsi qualche minuto prima. La gente aguzza la vista, i tifosi si chiedono chi sia quel giovane dall'aria così sperduta. Quanti anni avrà, sedici, diciassette? Che sia in prestito da un club di Premier? Oppure un giocatore proveniente dall'Academy? In molti storgono il naso, dubitano della scelta del tecnico: Cloughie, ok, ti vogliamo bene e ti ringraziamo di averci portato a questo punto della competizione. Ma perchè schieri in campo uno youngster? Ok, è difficile ormai raddrizzare una partita del genere, ma perchè hai questo atteggiamento rinunciatario? Perchè butti nella mischia un giovane inesperto, invece che un giocatore che sappia come muoversi ed abbia i mezzi per provare ad impensierire il Tottenham nell'ultimo quarto d'ora? Così è come mandare all'aria tutto quanto. Dev'essere stata questa più o meno l'opinione comune che aleggiava tra gli spalti in un momento così delicato e carico di tensione. Ormai è fatta, esce uno stremato Campbell-Ryce ed entra questo ragazzo che lo speaker annuncia con il cognome di Adams. Probabilmente non sa ancora che i prossimi tre minuti gli cambieranno la vita o quasi. Non sa che sarà soltanto l'inizio (o la conferma) di una carriera destinata, si spera, ad essere colma di successi personali. Potrebbe essere un predestinato, non lo sappiamo, non lo possiamo ancora sapere. Di certo, in quella fredda notte a Bramall Lane questo 18enne riesce in 180 secondi a conquistare il cuore dei fan dello Sheffield United. Perchè, quando nessuno avrebbe potuto predirlo, quando nessuno ci avrebbe scommesso una sterlina, il ragazzino cambia la storia del match. Prima raccogliendo quasi per caso uno spiovente dalla destra mancato dal collega di reparto, impattando la sfera rasoterra con una naturalezza disarmante e spedendola nell'angolino opposto (77'), poi inserendosi e stoppando la palla in area dopo invito dello scatenato Flynn, a cui fa seguire un primo tocco per portarsi in posizione ottimale di tiro e scagliare il pallone in rete, aiutato da una deviazione che lascia Vorm spettatore non pagante (79'). E' doppietta, è 2-1 per lo United: il rookie, prima sconosciuto, ora ha nome e cognome. Si tratta di Che Adams, classe 1996, e quella sera si è presentato ai tifosi ed alle telecamere di Sky Sport come meglio non poteva, come meglio probabilmente neanche immaginava nelle sue più rosee rappresentazioni possibili, come dimostra l'incredulità dell'esultanza sua e dei suoi compagni. Purtroppo la favola dura soltanto una decina di minuti scarsi perchè il calcio, Che, devi sapere che sa essere crudele. Il luogo comune è abusato ma è quanto mai veritiero: alle Blades serve un altro gol per andare a Wembley a giocarsi la finale contro il Chelsea, ma il gol viene segnato dal Tottenham, ancora una volta da Eriksen, facendo svanire ogni sogno di gloria allo Sheffield United. Il match si conclude con il punteggio di 2-2 e con esso finisce anche la straordinaria avventura in League Cup ma, oltre allo stoicismo ed al cuore dimostrato dalla squadra di casa, nella Steel City biancorossa c'è un altro motivo di cui essere ottimisti nell'immediato futuro. Quel motivo indossa la maglia numero 29, ed in appena tre minuti ha segnato i suoi primi gol nel calcio professionistico ad un team di Premier League.

 GLI INIZI

Ma facciamo un passo indietro. Che Zach Everton Fred Adams (questo il suo nome completo!) non è un local lad di Sheffield, e non è nemmeno un prodotto dell'Academy delle Blades nonostante la giovanissima età. E' nativo di Leicester, ma i suoi primi calci al pallone avvengono nelle West Midlands, a Coventry, dove il City gestisce uno dei migliori settori giovanili d'Inghilterra. Tuttavia gli Sky Blues, in questo raro caso, sembrano dare un giudizio troppo avventato e sbrigativo sul ragazzo. All'ala classe '96 non viene offerto il contratto da professionista che gli avrebbe garantito l'accesso alla prima squadra, e la società decide di terminare il proprio rapporto rendendo Adams libero di trovare una nuova sistemazione. Una sistemazione che si rivelerà azzeccatissima, perchè nel 2014/15 il ragazzo compie la più saggia (o forse per ora unica) decisione possibile, quella di riniziare dalla Non-League, precisamente nella Northern Premier League (settimo livello della piramide calcistica inglese, tre gradini sotto la League Two). La meta prescelta è l'Ilkeston FC del manager Kevin Wilson, vecchia conoscenza di DerbyIpswich, e Chelsea. Il nordirlandese diventa il mentore del 18enne: "Che è uno di quei giocatori che, quando toccano palla, ti fanno dire 'wow'. Ha un vero talento nel fare cose in partita che ti fanno davvero alzare dalla sedia e prendere nota. Ha velocità in abbondanza, ma è altrettanto forte fisicamente. Ricordo un suo gol segnato all'FC United of Manchester, dove prese palla dalla nostra metà campo, superò in slancio la difesa avversaria, e concluse piazzando la palla nell'angolino basso alle spalle del portiere [QUI il video, da vedere assolutamente, ma potete farvi un'idea anche con QUESTO]". Da agosto fino ad ottobre Adams è semplicemente sprecato per questa categoria, come dimostrano i 9 gol e gli 11 assist accumulati in 16 presenze con il club. Superiore a tal punto, a tre mesi dal suo arrivo nel Derbyshire, da attirare già gli interessi di club di League One, Championship, e anche Premier League. Nell'ultimo match disputato con l'Ilkeston infatti ben 45 (!) scout di circa 35 club hanno assistito dal vivo alla sua performance, facendo fioccare offerte ai Robins. BurnleyNewcastleSouthamptonSunderland fra tutte. C'è comunque l'innegabile rischio di potersi distrarre, di farsi influenzare da tutto questo interesse: d'altronde Adams fa parte della prima squadra da pochi mesi e, giovane com'è, il pericolo di perdersi è dietro l'angolo. "Sapevo di essere un osservato speciale" riferisce il 18enne "Ed anche Kevin lo sapeva. Mi disse che pensava che fossi distratto e che non giocassi nel mio modo naturale. E aveva ragione, questi pensieri erano dentro la mia testa. Se facevo un errore, mi dicevo 'oh no - qualcuno d'importante è venuto a vedermi? L'ha visto?'. Dovevo fare in modo di non cascarci, di liberare la mente". Poco male, perchè chi pone fine ad ogni speculazione è lo Sheffield United. Il 14 novembre 2014 infatti la squadra di League One strappa il talentino all'agguerrita concorrenza di club più blasonati, facendo firmare a Che il primo contratto biennale da professionista. "E' un sollievo, devo dire la verità, che la trattativa sia stata conclusa. Tutto il rumore, tutte le speculazioni di queste settimane stavano avendo un effetto negativo sul team" ammette Wilson "ma sono assolutamente entusiasta per Che. Si è meritato questo grande traguardo, ha lavorato duro, ma sa che non è ancora finita qui. Deve continuare a dare il massimo".

NELLA STEEL CITY

Chi pensa che Adams sia arrivato allo United per poi essere relegato alla formazione riserve o agli Under per una questione di "rodaggio", si sbaglia di grosso. Anzi. La trattativa con l'Ilkeston si è conclusa nelle prime ore del mattino, in modo tale che il nuovo acquisto potesse essere presente in panchina nel match di campionato contro il Doncaster che si sarebbe giocato di lì a poco più di 24 ore. "E' ancora grezzo, ma si vede che ha un potenziale incredibile. Vogliamo valutare a che distanza sia dalla prima squadra, di certo non ci aspettiamo che possa fare troppo e troppo presto" afferma il neo-manager Clough, che ha voluto ascoltare i consigli di Wilson e di Chettle, manager dell'Academy, per assicurarsi di gestire nel miglior modo possibile questo talento in erba. Anche perchè è chiaro fin da subito quali sono le armi principali di Che. La velocità bruciante, l'agilità e la tecnica da funambolo, la potenza fisica sono gli strumenti con cui si presenta al nuovo pubblico. E' tatticamente duttile, perchè può ricoprire entrambe le fasce, interpretando anche il ruolo di trequartista o di punta centrale, anche se ciò che predilige è partire largo dalla sinistra e poi tagliare centralmente per andare alla conclusione o ricercare un uno-due. La qualità più grande è quella di riuscire a cambiare le partite in un batter d'occhio. Brucia sullo scatto i difensori, i quali lo guardano quasi impotenti dirigersi verso la porta. "Infatti, direi che è capace di fare cose che non ho visto fare da nessun giocatore da molto, molto tempo" il che, sostenuto da Wilson dall'alto delle sue 600 presenze da player tra le prime due serie inglesi, potrebbe avere anche un certo fondo di verità. Non a caso gli idoli di Adams sono Patrick Vieira e Thierry Henry che, sebbene non condividano la collocazione in campo, hanno basato la propria carriera sul connubio ideale tra forza fisica e abilità tecnica (pur in combinazioni e stili di gioco diversissimi).

Nello South Yorkshire le cose all'inizio non sono facili, ma se si considera che da quando è a Bramall Lane Adams è stato un unused substitute in tutte e 5 le gare disputate dalle Blades, un minimo traguardo è stato già raggiunto. L'esordio ufficiale avviene il 16 dicembre 2014, nei quarti di finale di Capital One Cup contro il Southampton: lo United vince sorprendentemente 1-0, e per Che ci sono i primi 45 minuti da professionista. Quattro giorni più tardi, debutta per la prima volta da titolare in campionato contro il Walsall giocando ben 84 minuti, fino ad arrivare nel punto con cui abbiamo aperto questo pezzo: la doppietta al Tottenham in tre minuti, da subentrato, per lui che fino a due mesi prima giocava in Non-League e che ha alle spalle soltanto 136 minuti di calcio professionistico. "Ho pensato soltanto 'entra e spacca tutto'" scherza il diretto interessato parlando pochi minuti dopo la fine del match, stringendo la maglia regalatagli da Kyle Walker, ex Sheffield United ed avversario di quella sera "ovviamente la differenza tra qui e l'Ilkeston è enorme, ma quando inizi ad ingranare la sensazione è come se tu giocassi da sempre nel posto". Presto detto: Che, nella stagione 2014/15, giocherà in campionato 10 presenze complessive non riuscendo tuttavia a segnare nessuna rete, salvo poi riuscirci in soli 180 secondi nel ritorno della semifinale play-off al County Ground contro lo Swindon pareggiata 5-5, risultato che tuttavia non ha permesso alle Blades di accedere alla finale visto il 2-1 dei Robins all'andata (QUI il gol al minuto 5.28, arrivato dopo un'incredibile azione personale).

La successiva, ed attuale, stagione si apre con il cambio di guida tecnica allo Sheffield United. A Clough subentra un altro Nigel, Adkins, tecnico nel recente passato di Southampton e Reading. Non avrà la stessa predisposizione nel lavorare con i giovani che possiede il suo predecessore, ma è tuttavia dotato di un approccio più offensivo per quanto riguarda il sistema di gioco ed, inoltre, è proprio lui a volere fortemente il rinnovo di Adams fino al 2018 con un'opzione per un ulteriore anno. "Che, oltre ad essere un talento emergente, lavora duramente in allenamento ed ogni giorno acquisisce maggior consapevolezza delle proprie doti. Ora deve essere bravo a metterle al servizio della squadra" afferma Adkins. Detto fatto. Nel secondo match di campionato segna i suoi primi gol in League One, una doppietta di ottima fattura con cui stende il Chesterfield. I pregevoli assist sono quelli di Sammon, ma il desiderio, le incursioni, l'esplosività di Che lasciano intendere come quei gol se li sia cercati lui stesso (QUI), conquistando così anche la prima chiamata nell'Under 20 inglese (precedentemente è stato incluso nella selezione C dell'Inghilterra, ed ha rifiutato la proposta della nazionale di Antigua e Barbuda arrivata ai tempi della sua esperienza all'Ilkeston). Le prestazioni eccellenti continuano, anche se le Blades alternano risultati positivi a performance rivedibili. Ad inizio ottobre, oltre ad un attacco influenzale, c'è spazio anche per l'esclusione di Adams dalla prima squadra dovuta ad una mancanza di disciplina nei confronti del manager, anche se non si sa con certezza di cosa si sia trattato. Una volta sistemato l'accaduto, le cose tornano a girare per il verso giusto. Che giochi punta centrale, seconda punta, ala destra/sinistra, trequartista, mezzala, poco cambia. Due reti al Rochdale (QUI), due reti pure al Fleetwood (QUI): in coppia con Billy Sharp, lui sì "just the fat lad from Sheffield", il reparto offensivo dello United non ha davvero bisogno di altro. Non sappiamo ancora se esploderà, se lo vedremo calcare i campi della Premier League, o che altro. Per ora possiamo solo ipotizzarlo, sospettarlo, anche sperarlo. Il suo passato in Non-League si manifesta nel suo work-rate, nella sua voglia di dominare l'avversario e, dove non arrivano i mezzi tecnici, si sopperisce con il fisico. Perchè, una volta sgrezzato, il diamante Che Adams saprà di certo costruirsi un futuro di tutto rispetto, a patto che continui ad essere umile e che usi la sfrontatezza solo nella propria accezione positiva, per permettere a lui stesso di aver fiducia nei suoi mezzi senza esagerare. No, nessuna paternale: Che saprà stupirci, e ci troveremo a parlare di lui ancora una volta molto, molto presto. D'altronde, he can change games in the blink of an eye.

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Fabio Marcuzzi

Nato a San Daniele del Friuli nel 1992. Laureato in Fisioterapia, la sua passione per il football d'oltremanica nasce attraverso i videogiochi, Sportitalia, e gli Invincibles del 2004: ma alle star ed ai riflettori dell'attuale Premier League preferisce l'agonismo e le storie che solo le lower leagues inglesi possono offrire. Profilo Twitter: @Faebio_M

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