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One To Watch - Adam Armstrong, he scores wherever he plays In evidenza

ONE TO WATCH PREMIER LEAGUE NEWCASTLE UNITED COVENTRY CITY / COVENTRY - Il cognome Armstrong potrebbe ricordare, di primo acchito, personalità importanti. Personaggi che hanno fatto inevitabilmente la storia della disciplina, dell’attività, del lavoro a cui hanno dedicato una vita, per alcuni come per altri con tutte le contraddizioni e le cadute incontrate durante l’intero percorso esistenziale. Pensiamo a questo proposito a Lance, fenomeno del ciclismo che recentemente ha ammesso di aver assunto sostanze dopanti per incrementare le proprie prestazioni sportive, ma che di fatto rimane una figura imprescindibile da questo sport. C’è Louis, jazzista e trombettista di fama mondiale del ‘900. E poi come dimenticare Neil, il primo uomo a mettere piede sulla Luna il 20 luglio 1969. Di certo, sentendo questo cognome, facilmente vi verrà in mente uno di loro.

Probabilmente però, nel caso in cui foste appassionati di football inglese, in particolar modo della Football League da sempre terra fertile di talenti da lanciare nel grande palcoscenico, avrete sentito parlare di un certo Adam. Precisamente, Adam James Armstrong, classe 1997, da West Denton, zona nord-ovest di Newcastle-upon-Tyne. Attualmente in prestito al Coventry City in League One, il piccolo attaccante (172 centimetri di altezza) di proprietà del Newcastle United potrebbe essere un altro nome da tenersi bene a mente, nel caso in cui fra qualche anno si trovasse a furoreggiare tra le star della Premier League, diventando per giunta uno dei pilastri di una nuova e rifondata nazionale inglese costruita sui giovani. Forse quello appena descritto potrebbe risultare uno scenario fantascientifico e utopistico. Oppure, in fondo in fondo, una mezza verità potrebbe anche nascondersi dietro tutto ciò. Evitando difatti di addentrarci nei meandri e nelle falle del sistema delle academies dei club inglesi, di certo possiamo affermare che questo 18enne ha un profilo da predestinato, in grado di superare quel sottilissimo confine tra giocatore dall’immenso potenziale e promessa mancata. Il motivo? Ve lo raccontiamo qui sotto.

 

A NORD DEL TYNE

Come suggerisce il nome stesso della città, Newcastle-upon-Tyne sorge poco sopra il fiume Tyne, nella regione nord-est dell’Inghilterra. Famosa in passato per l’estrazione di carbone e per lo sviluppo del settore navale e dell’industria pesante, oggi l’attrazione principale è il Metro Centre, moderno centro commerciale nella zona di Gateshed. Per non parlare poi della birra (la Newcastle Brown Ale) e della vivace vita notturna. Ma ciò che rende uniti gli ospitali abitanti di questa città è senza dubbio il Newcastle United. Sono circa 280mila le persone residenti qui, e ben 51mila di loro sono abbonati fissi agli incontri delle Magpies, riducendo a sole mille unità i posti lasciati liberi a chi vuole acquistarsi il biglietto per godersi il singolo match (la capienza totale del St James’ Park è infatti di 52mila posti). Non solo. Queste 52mila anime cantano e inneggiano alla propria squadra durante l’arco di tutti i 90 minuti, il che testimonia il rapporto viscerale della gente nei confronti di un team percepito come proprio più di ogni altra cosa. Intere generazioni crescono grazie a questo forte senso di legame e di appartenenza al proprio local club, è così è stato anche per Adam Armstrong. Come abbiamo già avuto modo di apprezzare nelle storie di Nathan Redmond e di Demarai Gray, entrambi innamorati del loro Birmingham City, Adam è un fan dello United sin da piccolo. Probabilmente non ha avuto modo di ammirarlo fino in fondo data la giovane età, ma di certo, come tanti altri ragazzini, uno dei suoi idoli non può che essere stato Alan Shearer, semplicemente una leggenda da quelle parti.

A LOOK-LIKE ROONEY

Dell’infanzia di Adam non si sa molto, se non che entra nelle giovanili del Newcastle a nove anni. Progredisce nei vari youth ranks delle Gazze, cominciando a far vedere che tipo di giocatore diventerà da lì a poco, evolvendo il proprio stile di gioco di step in step: soltanto una cosa non ha mai smesso di fare, segnare gol, per giunta determinanti ai fini del risultato e mai banali. Le sue qualità vengono difatti notate anche dalle nazionali inglesi Under-16 e Under-17, con le quali ottiene rispettivamente 2 gol in 6 presenze e 10 gol in 12 presenze, riuscendo con la seconda a vincere i campionati europei 2014 (QUI alcuni suoi gol della competizione, tanto per abituarsi alle sue giocate). Rapidità, equilibrio, resistenza, finalizzazione, forza, creatività: nonostante sia presto per fare paragoni, queste sono tutte caratteristiche che lo accomunano ad un Wayne Rooney nelle prime fasi di carriera, aggiungerei anche per la somiglianza nella struttura fisica e per la capacità di adattamento a tutti i ruoli dal centrocampo in su. Più che un vero numero 9, è un numero 10 tecnico dotato sia di dribbling che dell’agonismo che ogni fan vorrebbe vedere in campo (il cosiddetto workrate) che ha sempre contraddistinto il suo più illustre collega. Così come per il capitano del Manchester United, è altrettanto interessante notare come l’elemento precocità abbia permesso ad Armstrong di poter debuttare in prima squadra il 15 marzo 2014, subentrando a 17 anni appena compiuti a Luuk de Jong nell’86esimo minuto della sfida contro il Fulham, diventando il secondo giocatore più giovane di sempre a esordire con il senior team del Newcastle dopo Kazenga LuaLua. Il primo assaggio di calcio professionistico gli era stato però già preannunciato il mese precedente quando, un giorno dopo il suo compleanno, accetta la proposta del primo contratto da calciatore professionista mossagli dalla società: “Non ci credo. Sognavo sin da bambino di poter essere un giocatore del Newcastle. E’ fantastico anche solo poter allenarsi e guardare la squadra. Voglio solo continuare a dare il mio meglio e fare esperienza”. Entrerà in campo dalla panchina per altre tre volte nella stagione 2013/14, concludendo comunque l’anno con 6 realizzazioni in 11 gare disputate con la formazione Under-21 delle Magpies.

L’annata successiva si apre con i migliori auspici: in un’amichevole giocata in Australia contro il Sidney FC, Adam chiude le marcature per la propria squadra grazie a questo gol. La freddezza con la quale si presenta davanti al portiere, tra l’altro dopo aver fatto sedere a terra il difensore con una finta tanto naturale quanto efficace, è solo un altro tassello che ci indica quanto il gol faccia parte del repertorio calcistico di questo youngster. Che sia un anno di intensa crescita e formazione lo si percepisce anche dal fatto che, chiamato a rappresentare la nazionale Under-18 dei Tre Leoni, segni due goal all’esordio contro l’Olanda, seguiti da quelli contro Polonia e Svizzera e riportando (ad oggi) lo score di 9 reti in altrettanti match giocati con la selezione nazionale giovanile. Nel settembre 2014 con il Newcastle si guadagna una selezione nell’undici titolare nella gara di League Cup contro il Crystal Palace, vinta per 3-2 dopo i tempi supplementari anche grazie a due assist dello stesso Adam. Di solito per un ragazzino dell’academy che si affaccia per la prima volta al mondo della prima squadra l’impatto può essere destabilizzante, dato i livelli di prestazione e competizione che vengono richiesti in Premier. Nonostante ciò Armstrong, oltre a disputare 14 incontri con la formazione Under-21 dei bianconeri totalizzando la bellezza di 11 centri, figura nel first team prima di Pardew e poi di Carver per 24 match totali (di cui in 13 occasioni viene lasciato in panchina, in 10 entra da subentrato negli ultimi minuti di gioco, ed in una è titolare contro il Manchester United all’Old Trafford). Non riesce a segnare, ma il fatto che venga buttato nella mischia così spesso testimonia come la società creda in lui. Tanto che, per permettergli di giocare con più continuità e fare esperienza, viene mandato nella stagione successiva in prestito al Coventry City.

THE BREAKTHROUGH

28 luglio 2015. La nuova stagione è alle porte, e le due società finalizzano il passaggio di Adam agli Sky Blues con la formula del youth loan fino al 16 gennaio. Il Newcastle preferisce puntare nell’immediato sul neo-acquisto da 15 milioni di sterline Mitrovic, mentre il Coventry City di Tony Mowbray è entusiasta della conclusione della trattativa del prestito: “Adam è un attaccante che abbiamo tenuto d’occhio per tutta l’estate, sappiamo che potrebbe essere un vero crack. Il suo stretto rapporto con il gol ed i suoi tagli veloci in area rendono la vita difficile ai difensori. Questo club è l’ambiente giusto per lui”. D’altronde il City negli ultimi anni ha attuato una politica di graduale ringiovanimento della rosa a partire dal 2013/14, quando le difficoltà economiche del club costrinsero la società a puntare in maniera abbastanza decisa sul settore giovanile. Quella è stata la stagione-rivelazione anche dei vari Jordan Willis, Ryan Haynes, e ora di James Maddison e Jacob Murphy (quest'ultimo in prestito), ma chi si è imposto maggiormente sono stati Cyrus Christie (attualmente al Derby County ed in nazionale irlandese) e soprattutto Callum Wilson: il classe ’92 nativo di Coventry ha trascinato il Bournemouth in massima serie per la prima volta nella sua storia, mantenendo la propria forma realizzativa anche in Premier. Difficile per Adam ripetere le prestazioni del suo predecessore, probabilmente nessuno lo avrebbe preteso né tantomeno se lo sarebbe aspettato. Fatto sta che le parole di Mowbray sono parse, col senno del poi, quasi profetiche. Infatti nel match inaugurale contro il Wigan della League One 2015/16 Armstrong segna addirittura una doppietta sfiorando l’hat-trick: se il primo gol esalta le sue capacità di incursione e rapidità, il secondo è la sintesi perfetta delle movenze e della lucidità di un vero goleador d’area (potete ammirare le reti QUI). Ok, è la prima, ha avuto un buon esordio, ci sta. Ma a lui tutto ciò non basta. Una settimana dopo gli Sky Blues fanno visita al The Den di Millwall dove vincono 4-0, ed il diciottenne sale ancora in cattedra. Quella che esce dal cilindro è una conclusione da posizione defilata da più di 35 metri che sorprende il portiere avversario e si deposita in rete. Una meraviglia assoluta da vedere e rivedere, a cui segue un'altra splendida marcatura con pallonetto a scavalcare ancora una volta l’estremo difensore (QUI sono riproposte entrambe). Adam è on fire. Le sue prestazioni non passano inosservate tanto che Micky Quinn, ex-attaccante che tra le fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 ha vestito prima la maglia del Newcastle e poi quella del Coventry, ha lanciato scherzosamente la scommessa su Twitter: battere il proprio record di 10 gol nelle prime 6 presenze nel club delle West Midlands. Scommessa però persa da Armstrong, capace di segnare “solo” 6 reti in 6 incontri, ma il ragazzo si consolerà con il riconoscimento di League One Player of the Month di settembre. Il mese di ottobre si apre con altre due reti (di questa fattura), questa volta rifilate allo Shrewsbury, che incrementano il bilancio attuale di 8 centri in 9 partite e il temporaneo titolo di capocannoniere del campionato. “Segna da qualsiasi posizione” afferma Mowbray, che ha fatto giocare il proprio gioiellino in tutte le posizioni di attacco. La sua velocità, la sua tecnica, la sua abilità nello smarcarsi creano spazi e tempi di gioco, lasciando intendere come Armstrong possa agire in maniera ancor più incisiva partendo alle spalle di un attaccante forte fisicamente e inserendosi sulle sponde aeree o appoggi conquistati da quest’ultimo. Dato il livello delle sue performance, è logico chiedersi se Armstrong verrà richiamato alla base dal Newcastle oppure se il prestito verrà rinnovato fino al termine della stagione. Per ammissione dello stesso McClaren, l’intenzione è quella di lasciare crescere il teenager in un ambiente considerato ottimale per lui come quello della Ricoh Arena di Coventry, nonostante nel Tyne and Wear vi sia una crisi di gol e risultati. “Adam fa parte della squadra. E’ importante che sviluppi qui il suo stile di gioco perché in Premier League non sarà così facile” sentenzia il tecnico del City. Il tutto sembrerebbe portare quindi ad una permanenza del ragazzo in terza serie, ma mai dire mai. Per lui parlano le prestazioni e parlano i numeri: d'altronde, Adam Armstrong scores wherever he plays.

 

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Fabio Marcuzzi

Nato a San Daniele del Friuli nel 1992. Laureato in Fisioterapia, la sua passione per il football d'oltremanica nasce attraverso i videogiochi, Sportitalia, e gli Invincibles del 2004: ma alle star ed ai riflettori dell'attuale Premier League preferisce l'agonismo e le storie che solo le lower leagues inglesi possono offrire. Profilo Twitter: @Faebio_M

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