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Number Nine - Niall Quinn, "Disco Pants" In evidenza

Per raccontare la storia di oggi dobbiamo localizzarci nel "Secret Suburb", a sud di Dublino, ovvero a Perrystown. 

In questo sobborgo nasce Niall Quinn, protagonista nella nostra puntata di oggi. Genitori irlandesi, entrambi ex giocatori di Hurling, antico sport gaelico. Sport che verrà praticato anche dallo stesso Niall. Prima gioca a Gaelic Football: è un discreto giocatore, tanto da essere capitano della sua scuola in un tour di un mese in Australia. Passato all'Hurling, a 16 anni avrà l'opportunità di essere tesserato come professionista, tutto ciò prima di avere la vocazione per il calcio (che non fu poi tanto sbagliata). 

Classe 1966, si fa avanti nel mondo del calcio e gli viene offerto un provino dal Fulham. Il club non lo considererà all'altezza. Ci pensa l'Arsenal a dargli una possibilità nel 1983. Nella stagione 1985-1986 segna 18 reti in 18 presenze con le riserve, sufficienti a farsi notare dalla prima squadra. Esordisce nel big match contro il Liverpool e va anche a segno, con i Gunners che vinceranno 2-0. Scenderà in campo in altre 11 occasioni senza però lasciare il segno. Arriverà anche la chiamata della nazionale irlandese a fine anno.

La stagione 1986-1987 lo vede essere parte integrante della squadra, con George Graham in panchina che crede molto in lui. 35 presenze e solo 8 reti. Vincono una coppa di lega. Ma l'arrivo a fine stagione del giovane promettente Alan Smith non gli permetterà di ritagliarsi un ulteriore spazio tra i titolari. Nelle successive tre stagioni collezionerà solo 20 presenze e 5 gol. I Gunners vinceranno anche un titolo, che Niall ricorderà quasi da spettatore. Sul finire della stagione 1989-1990 chiederà la cessione, dopo aver collezionato 98 presenze (81 da titolare) ed essere andato a segno solo per 20 volte.

Nelle ultime ore di mercato del marzo 1990 lo acquista il Manchester City guidato da Kendall, per 800,000 sterline. Esordio coi fiocchi: gol nel pareggio col Chelsea 1-1 a Maine Road. Si presenta al meglio davanti al suo pubblico. 22 gol in tutte le competizioni alla stagione d'esordio. 20 in campionato: 8 di destro, 8 di testa e 4 di sinistro. Il senso del gol di certo non gli mancava. 6 stagioni in cui andrà a segno 78 volte, 64 solo a Maine Road. Il periodo più brutto fu la rottura dei legamenti nel 1993, che gli costarono 6 mesi di assenza. Sicuramente il momento di maggiore gloria risale all'aprile del 1991, nel match contro il Derby County: segna il gol del 2-1, il portiere dei Citizens viene espulso e proprio per questo decide lui di mettersi i guanti, parando anche un calcio di rigore. Molto amaro il ricordo del derby del novembre del 1993: City avanti 2-0 nel primo tempo grazie a una sua doppietta, viene rimontato e battuto 2-3. 

Entrerà nel cuore dei tifosi nell'estate del 1992 durante il ritiro in Italia: davanti a una decina di tifosi del Manchester City si metterà a ballare su un palo, rimanendo senza maglietta, tanto da guadagnarsi il soprannome di "Niall Quinn's Disco Pants", che diventerà poi una hit grazie ai tifosi del Sunderland che la riproposero (finirà al 54' posto nella Ukchart).

Black Cats lo acquistano nell'agosto del 1996 per la cifra record di 1,2 milioni di sterline. Esordio coi fiocchi, grazie alla doppietta al Nottingham Forest nella vittoria per 4-1. Fuori 6 mesi per un infortunio simile a quello precedente che gli costò i mondiali del 1994. Il Sunderland, in sua assenza, retrocederà. 

Ma nella stagione 1997 la musica cambia: con Kevin Phillips creerà un tandem d'attacco micidiale. Sarà il primo giocatore a segnare allo Stadium of Light, proprio contro il Manchester City. Nel 1999 sarà giocatore dell'anno, con 21 reti e una promozione ottenuta grazie al record di punti della storia della competizione: 105

Tutt'ora viene ricordato. Bellissime le sue parole in ricordo del portiere Fulop, suo ex giocatore quando era presidente del Sunderland. Già, perché per un periodo fu anche presidente del club. Periodo ricordato con tanto orgoglio dai tifosi. Il 27 luglio del 2006 divenne presidente e allenatore della squadra. Da allenatore non gli andò molto bene ma la sua scelta fu impeccabile: il 26 agosto del 2006 fece sedere sulla panchina Roy Keane. Non ci poteva essere scelta migliore: i Black Cats tornarono in Premier.

Celebre il ricordo della trasferta di Cardiff: vittoria importantissima per 0-1. Di ritorno dalla trasferta, una ventina di tifosi non vennero fatti salire sull'aereo di ritorno per Newcastle poiché ubriachi. Come finì? Il Presidente pagò loro il taxi per riportarli a casa. Uno scherzo che gli costò 15,000 sterline. Non è difficile capire perché venga tutt'ora ricordato con amore dai tifosi.

"I learned my trade at Arsenal, became a footballer at Manchester City, but Sunderland got under my skin. I love Sunderland."

 

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Francesco Viscuso

Studente in Lingue, romano, nato ill 25/08/1993. Si definisce un vero e proprio football-addicted, in particolar modo di calcio inglese. 

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