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Number Nine - Mark Viduka, "The Duke" In evidenza

Se serve una dimostrazione del fatto che anche in Australia possono emergere top player, Mark Viduka ne è l'esempio perfetto. Non solo lui, ovviamente. Ma "The Duke", come veniva soprannominato per la sua eleganza, non può che esserne l'esempio perfetto. Nasce il 9 ottobre del 1975 a Melbourne, e proprio lì sulle orme del Melbourne Knights inizia a farsi conoscere. Nei due anni di militanza è capocannoniere del campionato e viene eletto miglior giocatore in entrambe le occasioni. Il tutto, nel 1995, coronato col titolo. Certo che il calcio australiano è quello che è: il sogno di Mark è ovviamente l'Europa. In particolar modo la Premier League, che tutti nel paese seguono. 

Quell'estate lascia la sua città per trasferirsi alla Dinamo Zagabria. Prima del suo addio, la "grandstand" del Knight's Stadium (la parte di stadio coi tifosi più rumorosi) verrà rinominata "Mark Viduka Stand". Tra il 1996 e il 1998 Viduka diventa un vero e proprio leader. Per due volte il club fa il double, raggiunge i quarti di Coppa UEFA e lo storico approdo ai gironi di Champions League. Con la maglia croata, 40 reti in 84 presenze. 

Nel dicembre del 1998 il Celtic lo acquista per 3 milioni e mezzo di sterline. Ci sono problemi però col suo tesseramento. Problemi che però verranno risolti: la voglia di portare Viduka al Celtic Park è troppa. Esordisce a febbraio con l'under 21 andando anche a segno. Con la prima squadra, scende in campo per la prima volta a marzo, e segna la prima rete nello stesso mese in coppa. La stagione successiva è quella della consacrazione: 27 reti, con tanto di premio per il miglior giocatore del campionato. Ha delle doti incredibili: senso del gol, sacrificio e capacità di fare reparto da solo. In un anno e mezzo a Glasgow, realizza 30 gol in 37 presenze totali. 

O'Leary lo chiama da Leeds. Mark non esita e accetta: finalmente la tanto amata e sognata Premier League. L'idea di O'Leary è quella di un calcio abbastanza offensivo. Infatti, Viduka rientrerebbe nei piani che lo vedrebbero fare reparto a tre con il connazionale Kewell e il cannoniere Bridges. Sfortuna vuole che i due si infortunino. Sfortuna fino a un certo punto, visto che insieme al giovane Alan Smith saranno un tandem strepitoso che si rivelerà come sorpresa del campionato. A gennaio arriva anche Robbie Keane in prestito dall'Inter. Sono 22 le reti alla sua prima stagione.

Memorabile il poker al Liverpool Elland Road in uno storico 4-3. La prima rete vede l'attaccante intercettare un rimpallo avvenuto sul fondo, trovarsi a tu per tu col portiere che gli copre tutta la porta ma riuscire a sorprenderlo con un tocco sotto (che molto amava fare) e insaccare. La seconda è un colpo di testa sotto la traversa (lasciato solo inspiegabilmente). La terza è forse la più bella di tutte, se non una delle più belle che abbia mai realizzato: riceve palla al limite, si riesce a girare, ma con due difensori che lo chiudono non ha spazio, fa perno su un piede e riesce a ritagliarsi un minimo spazio nel quale far passare il pallone che colpisce prima il palo e poi entra. La quarta arriva dopo aver intercettato un tiro-cross, con un classico tocco sotto che come già detto non si risparmiava spesso.

Il Leeds del 2000-2001 viene ricordato come il Leeds dei miracoli. Approda al quarto posto in classifica, e in Champions League viene fermato solo in semifinale. Celebre l'assist dell'australiano (sì, era anche assistman) di tacco per la rete di Smith all'olimpico contro la Lazio. 4 reti per lui in quella edizione. 

Festeggia quella meravigliosa stagione con un rinnovo di 5 anni. Il Leeds l'anno successivo arriva quinto, e due anni dopo quella storica semifinale si ritroverà a lottare per la salvezza. Mark è sempre protagonista, anche nei momenti più difficili. Segna 22 reti. Un hat-trick (l'ultimo di un giocatore del Leeds in Premier) contro il Charlton  in un carambolesco 6-1, e una rete a dir poco decisiva in un 2-3 ad Highbury a pochi minuti dalla fine, alla penultima di campionato. Su YouTube potete trovare il video di questa rete con il telecronista che impazzisce letteralmente al momento del gol. 

La stagione successiva vede il club in grandi problemi finanziari, tanto da esser costretto a vendere alcuni dei suoi pezzi grossi come Kewell Keane. Anche "The Duke" ha molte offerte, ma il suo posto è lì, a Elland Road, a combattere con quella che è ormai la sua gente. Sarà una stagione ottima dal punto di vista personale, ma la retrocessione sarà inevitabile. Sconfitta decisiva fu quella al Reebok Stadium col Bolton, 4-1. In quel match Mark verrà espulso per somma di cartellini. Troppa pressione, troppo nervosismo ma forse anche troppa voglia di compiere l'ennesimo miracolo che però non arriverà. Quell'estate la sua cessione sarà indispensabile.

Lo acquista il Middlesbrough. Il 2004-2005 inizia alla grande, ma vari infortuni lo terranno fuori. La stagione successiva è senz'altro incredibile: 7 gol in campionato, 2 in FA Cup, 1 in coppa di lega e 6 in Europa. Con il club raggiungono la finale di Coppa UEFA. Un cammino incredibile: basti pensare ai quarti di finale con il Basilea (sconfitti 2-0 in Svizzera, vittoriosi 4-1 in casa) o alla semifinale con la Steaua Bucarest (sconfitti 1-0 in Romania e vincitori per 4-2 in casa), con doppietta alla prima e una rete alla seconda. Con l'italiano Maccarone Hasselbaink formano un reparto incredibile. Il cammino però terminerà male, con la sciagurata finale persa con il Siviglia per 4-0. 

Nell'estate del 2007 passa al Newcastle. La sua scelta di andare al nord del paese è piuttosto bizzarra: lui è tifoso del Collingwood Football Club, una squadra di football australiano; tale squadra è soprannominata "The Magpies"; i colori sono il bianco e nero. Non serve aggiungere altro. 7 reti in due stagioni, con una retrocessione molto triste. Mark annuncerà di rimanere anche in serie cadetta a patto che Shearer sieda sulla panchina del St. James's Park. Così non sarà, e perciò l'australiano lascerà.

La sua carriera con la nazionale non sarà così male. E' capitano della nazionale del 2006 che disputerà i mondiali in Germania. Verranno eliminati solo al 93' dal rigore di Totti, dopo aver messo in seria difficoltà la futura squadra campione del mondo. Chissà di cosa staremmo a parlare adesso se i "canguri" avessero passato il turno. 

 

 

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Francesco Viscuso

Studente in Lingue, romano, nato ill 25/08/1993. Si definisce un vero e proprio football-addicted, in particolar modo di calcio inglese. 

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