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Number Nine - Lee Chapman, sempre al posto giusto In evidenza

Oggi facciamo un bel salto indietro. Lee Chapman nasce a Lincoln il 5 dicembre 1959. Da sempre devoto per il calcio, firma il suo primo contratto da professionista con lo Stoke City nel 1978 e viene girato in prestito al Plymouth. Solo 4 apparizioni e nemmeno la possibilità di mettersi in mostra come si deve.

Tornato a Stoke-on-Trent, esordisce in coppa di lega nella sfida contro lo Swindon nella quale va anche a segno nonostante la sconfitta. Tra il 1980 e il 1982 diventa un giocatore chiave dei Potters, arrivando a realizzare 34 reti complessive. L' Arsenal lo nota e se lo aggiudica per 500,000 sterline.

Un anno e mezzo ai Gunners, ma la sua avventura è piuttosto negativa. Solo 4 le reti messe a segno. Nel dicembre del 1983 viene ceduto al Sunderland. Anche qui, un flop totale. Ma c'è un certo Wilkinson, allenatore dello Sheffield Wednesday, che vede in lui un ottimo prospetto. Se lo porta a casa nell'estate del 1984, e la scelta si rivelerà azzeccatissima.

Con gli Owls trova una forma fisica ottima, mista con un'ottima dote nel finalizzare. Il suo primo gol con la nuova squadra avviene a Newcastle: lo Sheffield Wednesday ha la maglia gialla da trasferta, sugli sviluppi di un'azione Chapman si fa trovare sul secondo palo (come spesso farà) pronto a insaccare. Nonostante ciò la squadra perderà 2-1. Lui però inizierà a dare il via a un'annata da incorniciare. Mette in mostra tutte le sue doti, oltre al fatto di avere una notevole stazza fisica che sfrutterà al meglio. Segna la seconda rete contro l'Ipswich Town in un pareggio a Hillsbrough: approfitta di uno svarione difensivo e con la palla che rimbalza e il portiere in uscita si inventa un pallonetto. Grande affiatamento col compagno di squadra e amico di vita Varadi. 

E' lui a segnare il gol vittoria nel super match contro l'Arsenal finito 2-1: un'ottima incornata di testa in tuffo (una delle sue specialità). I gol quell'anno saranno 15, di cui uno contro il Manchester United in un'altra sensazionale vittoria. Nella stagione successiva, 1985-1986, mette a segno 10 reti. Memorabile quella di testa ancora ai Red Devils che subiscono la prima sconfitta in campionato. Nelle successive due stagioni troverà in realizzerà i casi 19 gol. 79 reti complessive in quattro stagioni. Passa un anno in Francia, al Chamois Niortais, prima di tornare sponda City Ground di Nottingham, grazie alla lunga corte di mister Clough. Oltre ad aver fatto parte della tragica trasferta di Hillsbrough, vince una coppa di lega con il club e segna 15 reti in due anni. 

Nel 1990 viene acquistato dal Leeds in seconda divisione. Sarà una grande annata. Lì troverà l'amico Varadi e una squadra con tanta voglia di far bene e di risalire la china. Il primo anno verranno promossi nella massima serie senza difficoltà Lee mette a segno 12 gol. Anche il primo anno in First Division con il club è da incorniciare. La squadra può vantare di giocatori sopra la media come Strachan, Speed, Shutt. Quarto posto in classifica. Le sue reti diventano 21. Segna una grande doppietta al Norwich in una bella vittoria per 3-0: il primo lo realizza facendosi trovare, alla sua maniera, sul secondo palo dopo lo stacco di testa di Varadi; il secondo da vero e proprio rapinatore d'area. Segna ancora una volta all'Arsenal in un 2-2, spingendo il pallone in rete dalla linea. Altri gol, spesso facendosi trovare sul secondo palo, al posto giusto al momento giusto, come contro l'ex squadra Nottingham Forest. Con il Derby County è un vero e proprio show suo e di tutta la squadra. Segna, neanche a dirlo, facendosi trovare sul secondo palo su assist di Varadi. Poi manda in porta Strachan con un assist di tacco da fuoriclasse. Nel Boxing Day la squadra rispetta la tradizione di segnare tanti gol, battendo 4-1 il Chelsea. Lui ne realizza due. Il primo è uno stacco di testa maestoso, il secondo un regalo della difesa con il suo zampino. Altra rete sensazionale quella nella vittoria 3-0 ai danni del Wimbledon: riceve palla appena in area di rigore spalle alla porta, con un numero se la porta sul sinistro e trova l'angolino. Altra doppietta, nella goleada di Elland Road contro il Sunderland terminata 5-0: di testa, ancora una volta, e con un destro da fuori area, cosa che raramente gli capitava. Di quell'anno però rimarrà memorabile, nonostante la sconfitta, la tripletta nel 4-5 contro il Liverpool. I padroni di casa sono addirittura sotto per 0-4. La riapre lui ribadendo in rete una prima conclusione. Poi gli viene annullato un gol per carica sul portiere. Segna Shutt la rete del 2-4. Ma i Reds vanno sul 2-5. I Peacocks non si arrendono e la riaprono con una sua rete, di testa. Ancora una volta, ancora di testa su una grande giocata di Strachan. Non riusciranno però nel miracolo di pareggiarla. 

La stagione 1991-1992 sarà quella del trionfo in campionato. Oltre a una squadra già bella amalgamata e in alchimia, si aggiungerà un talento francese di nome Cantona. Segna ancora al Manchester United in una torrida giornata di fine agosto, approfittando dell'uscita a vuoto di Schmeichel e insaccando di testa. Segna anche all'Arsenal, altra tra le sue vittime preferite, facendosi trovare sul secondo palo a lui tanto caro. Ma di quell'annata non si può ricordare l'1-6 e la tripletta rifilata al suo ex Sheffield Wednesday. La prima rete, ovviamente, la realizza facendosi trovare sul secondo palo. "Simple task" commenta il telecronista, come dargli torto. E' un vero e proprio tiro al bersaglio degli Whites, con Lee assoluto protagonista. Sullo 0-2 l'arbitro concede un rigore inesistente ai casalinghi che la riaprono. Ma non ci saranno speranze: segna l'1-3 con un gran colpo di testa, e la terza rete personale, sempre di testa, dalla linea di porta.

La stagione successiva al titolo, nonostante sia il capocannoniere della squadra, non viene trattenuto. 

Un pò di apparizioni in diverse squadre senza lasciare il segno. Ma verrà sempre ricordato come uno dei più grandi attaccanti degli anni '80 e '90. 

 

 

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Francesco Viscuso

Studente in Lingue, romano, nato ill 25/08/1993. Si definisce un vero e proprio football-addicted, in particolar modo di calcio inglese. 

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