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Number Nine - Ian Wright, "A story about passion" In evidenza

Per la puntata di oggi ci troviamo a Londra e nei suoi dintorni. Partiamo da Woolwich, sobborgo a sud della capitale. Qui, nel 1963, nasce Ian Wright, un nome che ha fatto la storia del calcio britannico. Ma il suo nome si potrebbe dire che sia stato conosciuto grazie a un colpo di fortuna o, come preferisce sostenere lui, per volontà di Dio.

Durante la sua adolescenza, Ian ci prova in tutti i modi a realizzare il sogno che aveva sin da bambino. Un provino al Southend, uno al Brighton, ma ciò che ottiene sono solo porte chiuse davanti ai suoi occhi. Come accade a molti giocatori simili, la soluzione per coltivare la propria passione è la Non-League e i campionati amatoriali. Ma ci sono problemi più grandi rispetto a quelli di non poter diventare un calciatore professionista: economicamente non se la passa tanto bene. E' sposato con Debbie, madre di un certo Shaun Wright-Philips a cui Ian farà da padre. Nell'attesa del terzo figlio, Ian venne arrestato per non aver pagato alcune multe. Durante le due settimane di reclusione, sente che la vita gli sta remando contro e che non ci sono speranze per un giorno migliore. Prega Dio che qualcosa possa cambiare. Ed è proprio quando esce che tutto cambia. 

Tra un lavoro come muratore e un altro, continua ad alimentare la sua passione. Durante una partita nel Greenwich Borough, viene notato dall'osservatore Peter Prentice che lo vuole presentare a Steve Coppell, allora allenatore del Crystal Palace. (Clicca qui per sapere di più su questo allenatore)

Selhurst Park sarebbe uno scenario da sogno. Ian ha 22 anni, e forse a quell'età non gli ricapiterebbe mai un'occasione simile. Inizialmente rifiuta: ci sono priorità più importanti rispetto a questo. Ma Coppell insiste e lo convince a firmare un contratto da professionista. Nell'agosto del 1985 Wright diventa un giocatore del Crystal Palace. Attorno a lui viene costruita una squadra "economica" dal punto di vista monetario, ma molto quadrata. Nella prima stagione in Second Division lascia subito il segno: 9 reti in 32 gare. Ma è la stagione successiva quella della consacrazione: le Eagles acquistano un certo Mark Bright, che insieme a Ian formerà forse la miglior partnership della storia del club. Giocatori molto simili: fisico importante, agilità e abilità nel segnare sia col destro che col sinistro. Nella stagione 1988-1989, Ian realizzerà 24 reti, e il tandem guiderà la propria squadra al sesto posto valido per i playoff che gli regalerà la promozione in First Division. La stagione successiva è caratterizzata da alti e bassi, soprattutto per via di un infortunio. Il Palace, però, raggiungerà una sorprendente finale di FA Cup contro il Manchester United. Durante la partita, Wright partirà dalla panchina, entrerà a partita in corso con i suoi sotto di una rete e pareggerà. Il match terminerà 3-3 ma i londinesi perderanno il replay. 

Con il club raggiunse la vetta delle 100 reti. Emblematica la tripletta al Wimbledon nel giro di 18 minuti: la seconda, un pallonetto sensazionale, è per molti tifosi la miglior rete che abbia siglato con quella maglia. 117 gol in 277 gare, miglior marcatore del club nel dopoguerra e terzo migliore di sempre. Dopo sei anni lascia il Crystal Palace.

Nel settembre 2001 si trasferisce all'Arsenal per 2,5 milioni di sterline, l'allora record del club. Inizio folgorante: gol in coppa di lega all'esordio assoluto, e hat-trick strepitosa contro il Southampton in un incredibile 0-4. Dimostra da subito di avere una percentuale altissima nella finalizzazione. Altra tripletta, sempre ai Saints, nell'ultima gara stagionale. 29 gol quella stagione, 24 con i Gunners mentre 5 con il Palace, 31 in tutte le competizioni e Golden Boot aggiudicato. Nella stagione 1993 il club realizza un double vincendo FA Cup Coppa di Lega, con Wright che segnerà in entrambe le finali. La stagione successiva arriva il trionfo in Coppa delle Coppe grazie alla vittoria per 1-0 contro il Parma: Wright fu protagonista di quella competizione anche se dovette saltare la finale per via di una squalifica. L'esonero di Graham e l'arrivo di Houston, però, cambia le cose. Il club termina dodicesimo in classifica. Non migliorano le cose con l'arrivo di Bruce Rioch, tant'è che Ian chiederà il trasferimento (che non arriverà). Nonostante tutto, vi sono aspetti positivi: insieme a Bergkamp forma una buona partnership in attacco. Wright è comunque il miglior marcatore della squadra per ben sei anni di fila. 

L'arrivo nel 1996 di Wenger fu una gioia per molti, soprattutto per il ragazzo di Woolwich: nonostante fosse sulla soglia dei 33 anni, il tecnico francese punterà molto su di lui e l'attaccante lo ripagherà nei migliori dei modi. Nella stagione 1996-1997 è il secondo miglior marcatore della Premier con 23 gol. Nel settembre successivo, grazie alla tripletta contro il Bolton, diviene il miglior marcatore di sempre della storia dell'Arsenal (record infranto da Henry nel 2005). Con i Gunners chiuderà in bellezza vincendo la tanto ambita Premier League. 

Successivamente, avrà dei brevi periodi tra West Ham, Nottingham, Celtic Burnley. Continuerà a segnare ma non lascerà il segno come in precedenza.

Ciò per cui viene ancora ricordato, è la passione che ha sempre messo in campo. 

 

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Francesco Viscuso

Studente in Lingue, romano, nato ill 25/08/1993. Si definisce un vero e proprio football-addicted, in particolar modo di calcio inglese. 

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