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Number Nine - Hasselbaink, il gangster olandese In evidenza

Per la puntata di oggi bisogna partire dal principio. La Repubblica del Suriname, se avesse avuto la possibilità di sfondare nel gioco del calcio, avrebbe avuto una nazionale di tutto rispetto. Basta pensare che gente del calibro di Davids, Drenate, Elia, Gullitt, de Jong, Seedorf e tanti altri vengono da questa nazione. Così come il nostro protagonista: Jimmy Floyd Hasselbaink. Jimmy nasce il 27 marzo del 1972 a Paramaribo. Ultimo di sei figli, a soli 3 anni rischia la vita quando viene investito da un motorino: si salverà rompendosi solo la gamba. All'età di 6 anni si trasferisce con la madre e altri tre fratelli in Olanda, Zaandam. Qui inizia a coltivare la sua passione per il calcio. Inizia a giocare tra i pali, ma scoprirà presto che il suo ruolo è molto più avanti. La sua adolescenza non è però così facile: entra a far parte di una street gang, e di ciò ne risentirà molto soprattutto dal punto di vista calcistico. Passa tre mesi in galera per furto, quando esce riprende a giocare e viene colto in flagrante mentre tentava di rubare un orologio di un compagno di squadra. La sua reputazione non è delle migliori. Reputazione che peggiorerà ancora quando al Telstar, in seconda divisione olandese, si presenta in ritardo a una partita. Verrà cacciato e passerà all'AZ. Qui accumulerà 46 presenze, molte dalla panchina, senza però mai segnare.

Finisce a giocare in una lega amatoriale, dove si rimboccherà le maniche e inizierà a mettere la testa apposto. Nel 1995 arriva una sorprendente chiamata dal Portogallo: la Campomaiorense decide di acquistarlo. Il presidente tiene nascosta la trattativa fino al suo arrivo. Gli inizi non sono dei migliori: gioca, ma non trova la via del gol. Dopo quattro partite a secco, decide di tirare un rigore al posto del rigorista di squadra e sbaglia. Ma nella stessa partita, proprio quando tutto sembra essere ormai andato a rotoli, realizza la doppietta che regala il 2-0 alla sua squadra. Segnerà 12 reti, ma il club retrocederà. 

Nell'estate del 1996 passa al Boavista. Un campionato mediocre che è alterno alla vittoria della coppa di lega. 13 gol più 7 decisivi in coppa. Storico un 7-0 dove sia Jimmy che Nuno Gomes realizzano una tripletta. 

Ad agosto del 1997 arriva la chiamata dal'Inghilterra di George Graham, manager del Leeds. 2 milioni per il suo cartellino. Segna all'esordio con l'Arsenal ad Elland Road. L'inizio è comunque difficile. Il campionato è molto difficile, e a natale ha segnato solo 5 reti. La seconda parte della stagione, però, ha un'altra musica e arriva a 22 reti totali, miglior cannoniere del Leeds in campionato. 

La stagione successiva è quella della consacrazione con il club: 18 gol, capocannoniere insieme a Owen Yorke. Grande rapporto col neo tecnico O'Leary. Il 14 novembre del 1998 arriva la super vittoria a Anfield: sotto di un gol a causa del penalty trasformato da Fowler, i suoi ribaltano la partita prima con la rete di Smith, poi con una sua doppietta. Il gol dell'1-2 lo realizza con una serpentina tra i difensori al limite e un sinistro chirurgico. Quello del definitivo 1-3 è una sterzata da sinistra verso il centro con il difensore Heggem che va letteralmente al bar e un destro a gonfiare la rete. La sua rete dell'1-0 a Elland Road contro l'Arsenal fa svanire la possibilità dei Gunners di vincere il titolo a una giornata dalla fine. 

Nell'annata 1999-2000 le sue alte richieste non vengono soddisfatte dal club inglese, tanto da farlo trasferire in Liga all'Atletico Madrid. Dopo appena un anno torna in Inghilterra al Chelsea che lo acquista per 13 milioni di sterline: cifra record per una squadra inglese. Segna all'esordio in Charity Shield Wembley nel 2-0 a discapito dello United. A settembre Vialli viene esonerato. Tutta la squadra è contraria a questa decisione, Jimmy in primis. L'arrivo di Ranieri, l'uomo che lo volle all'Atletico, peggiora gli animi dei giocatori: con il tecnico romano si lavora troppo duramente a detta loro. Ma gli sforzi portano altrettanti risultati, e Hasselbaink realizza 23 reti divenendo capocannoniere. Nel 6-1 al Coventry il suo nome appare sul taccuino dei marcatori per ben quattro volte. In quei quattro gol c'è tutta la sua essenza: rapidità, astuzia, concretezza e intelligenza. Nel 2001-2002 è lui a realizzare la prima rete al nuovo St. Mary's di Southampton. Con l'islandese Gudjohnsen si trova a meraviglia. 23 gol quell'anno per l'olandese, secondo solo a Henry. 

Nel 2002-2003 accadono diverse vicende: a gennaio salta un suo clamoroso trasferimento al Barcellona. Ranieri punta molto su "The Magic Box" Zola, ma nonostante tutto Jimmy va a segno 15 volte, solo un gol in meno della stella sarda. Nel 2003-2004, nonostante gli arrivi di Crespo Muto, è per il terzo anno di fila il cannoniere di squadra con 18 reti. Sontuosa la tripletta al Wolverhampton nel giro di 19 minuti. 

Dopo il Chelsea, nell'estate del 2004 passa al Middlesbrough dove trascorrerà due stagioni realizzando 23 reti totali e sfiorando una clamorosa vittoria della Coppa UEFA, avventura terminata con la disfatta nella finale di Eindhoven contro il Siviglia (4-0). La carriera si chiuderà a Cardiff, dove sfioreranno a Wembley la vittoria dell'FA Cup battuti dal Portsmouth per 1-0.  

Giocatori del suo calibro sono difficili da dimenticare. "He has two cannons on his legs" come dicevano i tifosi a Stamford Bridge. 

 

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Francesco Viscuso

Studente in Lingue, romano, nato ill 25/08/1993. Si definisce un vero e proprio football-addicted, in particolar modo di calcio inglese. 

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