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Number Nine - Ade Akinbiyi, il "Big Money Player" In evidenza

Per la puntata di oggi ci nel London Borough of Hackney. Qui, nel 1974 nasce Ade Akinbiyi, protagonista della nostra puntata.

Ade ha genitori nigeriani, e proprio per questo sceglierà la cittadinanza africana. Sin dai primi calci al pallone, dimostra di avere un vero talento. I video di quando era ragazzo ne sono una chiara testimonianza. Ci mette poco a farsi notare. Le sue doti sono quelle del prototipo di attaccante che tutti vorrebbero: forza fisica e rapidità. A 19 anni, nel 1993, lo acquista il Norwich. L'esordio assoluto arriva nella sfida di Coppa UEFA contro il Bayern Monaco. Ma Ade ha bisogno di farsi le gambe, e viene quindi mandato in prestito a Hereford prima e a Brighton poi. Le sue chance le sfrutta al massimo, nonostante siano pochissime (in 11 presenze totali coi due club segna 6 reti). Nell'estate del 1997 il Gillingham decide di puntare su di lui e lo acquista per 250,000 sterline. In Second Division la musica cambia, e Ade mette in mostra al meglio tutte le sue doti. 29 reti in 67 presenze. Tempo un anno e se lo aggiudica la neo promossa in Division One Bristol City. Anche qua rimane un solo anno, giusto il tempo per lasciare il segno. Le reti infatti saranno 21. 

Nel settembre del 1999 il Wolverhampton se lo aggiudica per 3,5 milioni, cifra record del club. Arriva per essere il sostituto di Robbie Keane. Wolves non riescono a raggiungere i playoff della First Division, ma Ade sarà il top-scorer della squadra con 16 reti. Dopo soli dieci mesi di militanza al Molineux, arriva la chiamata in Premier League del Leicester. Anche qui la cifra è record: 5,5 milioni di sterline. Anche qui molte aspettative, addirittura maggiori: arrivato per sostituire Heskey, passato al Liverpool per 11 milioni. Ma i risultati non saranno gli stessi di Wolverhampton. In tre stagioni, solo 11 reti. Il match contro il Liverpool perso 4-1, con Ade che ha ben quattro occasioni clamorose e la sua uscita dal campo tra i fischi dei suoi tifosi, sono il segnale della fine della sua avventura a Leicester. 

Nel febbraio del 2002 passa al Crystal Palace. Curiosa la sua scelta del numero di maglia: la 9 e la 10 (la sua preferita) sono occupate, per questo sceglie la 5+5. Anche qua non parte alla grande: un solo gol in quindici apparizioni. Viene mandato in prestito allo Stoke. Bastano due gol per convincere il club a riscattarlo. La stagione successiva arriva a 10 reti e viene eletto miglior giocatore del club. 

Nel 2005 passa al Burnley. L'esordio è da incubo: per una testata a un avversario viene espulso. Segnerà comunque 16 gol, e la stagione successiva passerà allo Sheffield United che tanto lo aveva voluto. Due sole reti, ma una che entrerà nel cuore dei tifosi in occasione del derby con il Wednesday. Sono promossi in Premier, ma la sua avventura con le Blades non avrà i frutti sperati. 

Nel gennaio del 2007 torna al Burnley. Il suo ritorno ai Clarets è sicuramente migliore della sua prima esperienza: segna subito in FA Cup contro il Reading. La sua avventura sarà comunque dura, ma riuscirà comunque a entrare nel cuore dei tifosi. Momento indelebile la sua rete del pari in coppa contro il Chelsea, che permetterà di giocarsi il tutto ai rigori dove il Burnley vincerà 5-4 a Stamford Bridge. Terminerà l'avventura con 13 reti. 

Sembrerà strano, ma il meglio di sé lo ha dato quando le aspettative non erano incentrate su di lui. Eppure, è proprio in quei momenti che si vede se il giocatore è maturo. 

 

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Francesco Viscuso

Studente in Lingue, romano, nato ill 25/08/1993. Si definisce un vero e proprio football-addicted, in particolar modo di calcio inglese. 

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