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Legends - Norman Whiteside, il 17enne di Spagna '82 In evidenza

17 giugno 1982, Estadio de La Romareda, Saragozza. Prima giornata del gruppo 5 di Spagna '82, di fronte Jugoslavia (alla fine terza) e Irlanda del Nord (qualificata come prima ed imbattuta nel raggruppamento). Arbitra lo svedese Erik Fredriksson.

Il match finirà 0-0, certo non un punteggio indimenticabile in un mondiale che vede la partecipazione del Kuwait e che assiste all'Algeria capace di battere all'esordio la Germania Ovest poi finalista. Ma quel che in questa sede vogliamo far risaltare è la presenza in campo dal primo minuto di un 17enne con la casacca numero 16.

Un nordirlandese, un ragazzo d'oltremanica che in quell'occasione, senza fare null'altro che esserci perchè schierato dall'allora ct Billy Bingham, scrisse il suo nome fra quelli dei record-men della Coppa del Mondo. Nato a Belfast il 7 maggio 1965, Norman Whiteside si era guadagnato la convocazione per il primo dei suoi due mondiali grazie all'exploit datato 1981 al Manchester United.

Di famiglia povera, doveva dividere il letto con i suoi due fratelli. A 7 anni iniziò a dimostrare di saperci fare con un pallone fra i piedi, arrivando a segnare 10 goal in una partita contro ragazzi che avevano praticamente il doppio della sua età. Cresciuto a Shankhill Road, divenne famoso nella zona come un possibile enfant prodige del calcio, cosa che poi avvenne seppur in maniera contenuta rispetto alle attese.

Uno scout dell'Ipswich Town, Jim Rodgers, sembra lo scoprì per primo, ma si accordò con l'allora manager Bobby Robson per attendere che il ragazzino crescesse a sufficienza. Quest'attesa però fu controproducente: il primo trial che gli fu offerto arrivò da una vecchia volpe del calcio nordirlandese. Bob Bishop, scout del Manchester United che in passato aveva scoperto George Best e Sammy McIlroy. L'operazione andò in porto anche grazie all'accondiscendenza della famiglia Whiteside, tifosa dei Red Devils. Norman apprese della situazione mentre era in gita negli USA, dove insieme ai suoi compagni incontrò il Presidente Jimmy Carter nello Studio Ovale.

Da quel momento, iniziò una trafila per Whiteside nelle giovanili dello United, con il paragone parecchio ingombrante di George Best che lo perseguitò dall'età di 14 anni. Lo stesso ragazzo ci tenne a precisare: "Gli unici punti in comune tra me e George Best è che veniamo dallo stesso luogo, giochiamo per la stessa squadra e siamo stati scoperti dallo stesso uomo".

La sua carriera fu parecchio influenzata (e di conseguenza ridimensionata) dai continui infortuni, che iniziarono già a 15 anni. Era il 1980, e ci fu un problema all'inguine. Più tardi, lo stesso Norman dirà che quella fisioterapia gli danneggiò il bacino impedendogli di avere ritmo e costanza nell'arco della carriera. Nel luglio 1981 subì contro il Preston North End un infortunio al ginocchio che gli limitò ulteriormente le potenzialità. Il paradosso è che, se fosse avvenuto solo un paio di anni più tardi, questo infortunio sarebbe potuto essere parzialmente risolto dalla nascente chirurgia mininvasiva.

Sette mesi di stop ed un altro intervento dopo, tornò in campo a gennaio 1982. Lì iniziò veramente la sua carriera, con l'esordio in prima squadra il 24 aprile 1982 contro il Brighton che lo rese il più giovane debuttante in prima squadra nel Manchester United dai tempi di Duncan Edwards (1953). Non era ancora professionista perchè ancora non aveva compiuto 17 anni, ma al suo compleanno firmò il contratto che in sostanza lo legò alla squadra attualmente più titolata d'Inghilterra fino al 1989.

Nel 1982-83 sarebbe diventato anche il più giovane marcatore in finale di League Cup e di FA Cup, segnando alla fine della sua lunga carriera ad Old Trafford 66 reti in 273 match tra tutte le competizioni. Poi, il suo passaggio all'Everton lo mise per 2 anni a Goodison Park pur non ottenendo soddisfazioni (9 reti in 29 match di campionato).

Il suo palmarès è interamente Red Devil, con 2 FA Cup (82-83 e 84-85) ed un Community Shield (1983), ma torniamo a quel che ci preme più sottolineare e cioè l'avventura nazionale. L'Irlanda del Nord nel 1982 lo convocò, nonostante come detto sopra fosse rientrato da 7 mesi di stop solo a gennaio e avesse esordito in prima squadra solo ad aprile. Quella era un'Ulster capace di vincere il proprio girone mondiale da imbattuta, venendo poi eliminata nel secondo girone in cui affrontò Francia ed Austria.

Quel 17 giugno, a Saragozza, Whiteside aveva 17 anni e 41 giorni di età, ed la sua partecipazione al match lo consacrò come il più giovane giocatore esordiente ad un campionato del Mondo. Nel secondo tempo divenne anche il più giovane ad essere ammonito, avendo ricevuto un cartellino giallo per un intervento falloso. In 8 anni in nazionale segnò 9 reti in 38 presenze, con 5 goal nei 17 match che con l'Irlanda del Nord disputò in competizioni FIFA. Quattro le reti segnate nelle qualificazioni, mentre uno solo fu il sigillo in un Mondiale: al 6' di Algeria v Irlanda del Nord, match terminato poi 1-1 e valido per il gruppo D di Messico 1986, portò i suoi in vantaggio nella spedizione che si concluse con 1 punto in virtù dei ko contro Brasile e Spagna.

Dopo il ritiro, Norman Whiteside tornò a studiare per diventare ortopedico e podologo, lavorando successivamente anche come commentatore televisivo. La sua storia magari è sconosciuta ai più, ma questo ragazzo partito da Belfast, approdato nel Manchester United e poi capace di scrivere il suo giovane nome nell'albo dei record dei Mondiali meritava una menzione d'onore nella nostra rubrica. Perchè se sei nordirlandese, vieni da Belfast e hai giocato nello United non per forza devi chiamarti George Best.

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Luca Masiello

Co-direttore di UkPremier, con cui ha intrapreso per la prima volta l'avventura del web. Dottore in Economia e Commercio e con un diploma linguistico alle spalle, sogna un giorno di diventare giornalista coltivando la sua passione per la scrittura. Parole d'ordine: l'obiettività prima di tutto, ma mai prendersi troppo sul serio!

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