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Legends - Frank Lampard, il Blues ripudiato In evidenza

Tecnicamente è ancora in attività, ma secondo i parametri di valutazione di chi scrive Frank Lampard è a pieno titolo catalogabile come leggenda calcistica nel panorama mondiale. Certo, una leggenda controversa, che molti supporter dei Blues vorrebbero cancellare dalla storia del club per i fatti dell'ultimo anno e mezzo, ma comunque un giocatore completo e capace di far sognare tutti.

Se chiedete ai bambini degli anni '90, quelli che nel 2001 avevano al massimo 10-11 anni e che alla playstation si creavano i "dream team" fatti per lo più di bandiere (sì, ancora c'erano), di dire chi avrebbero scelto per un ideale centrocampo, la gran parte di loro vi risponderà: Lampard e Gerrard.

Due simboli, due icone di un calcio inglese e mondiale che sempre più spesso è disposto anche a detronizzare alcuni di loro nell'immaginario collettivo in nome del Dio denaro. Lampard e Gerrard, sempre per chi vi scrive, erano qualcosa di quasi inscindibile: le due facce di una stessa medaglia, l'anima di una squadra, degli strenui difensori dello stemma che portavano sul petto. Forse anche perchè uno indossava una maglia blu e l'altro una rossa, il loro legame (sempre nell'immaginario) era fermo, eterno, inevitabile. Sembravano i capitani delle due formazioni del biliardino, il classico "rossi contro blu" che portava a paragonarli continuamente, senza però trovare una soluzione oggettiva (a meno che non si parteggiasse per Chelsea o Liverpool, sia chiaro, in quel caso la bilancia pendeva per forza).

L'anno scorso, in questo senso, è stato terribile: Steven ha detto addio, Frankie è stato (come detto sopra) sacrificato sull'altare del merchandising. Una mossa, questa, che ha disintegrato in un attimo 13 anni di Chelsea. Per i tifosi Blues, lo sconvolgimento dettato dall'essersi ritrovati contro con la maglia del City un giocatore di quel calibro e di quella levatura (che nello scontro diretto ha pure segnato) è stato tale da suscitare nell'ambiente un sentimento di repulsione chiaro, netto e irrevocabile.

Nessuno era più portato a pensare bene di quel ragazzo di Romford, figlio, nipote e cugino d'arte nato nel 1978, che nel 2001 fu voluto fortemente da Claudio Ranieri al Chelsea. Tutti dimenticarono tutto, semplicemente così:

 

Aveva scelto il numero 8, Frank jr, per il suo debutto, avvenuto il 19 agosto 2001 contro il Newcastle (1-1 il finale). A breve sarebbero arrivati anche il primo cartellino rosso (16 settembre, vittoria 3-2 sul Tottenham) ed il primo goal con quel club che tanto di bello aveva visto in lui: era la settimana successiva all'espulsione, ed in Coppa UEFA arrivò una rete nel 3-0 sul Levski Sofia.

Uno dei suoi record più importanti iniziò il 13 ottobre 2001 contro il Leicester City. Di solito, solo i portieri realizzano strisce simili, ma Lampard accumulò ben 164 match consecutivi disputati, salvo essere fermato il 29 dicembre 2005 da un virus che gli impedì di scendere in campo contro il Manchester City.

Ci mise poco per conquistare il cuore dei suoi nuovi fans (era cresciuto nelle giovanili del West Ham, club nel quale aveva giocato anche il padre Frank sr): costanza di rendimento, qualità eccelse, grinta, cuore, gol e un gioco capace di fargli conquistare parecchi riconoscimenti individuali e farlo diventare imprescindibile sin dalla prima stagione.

Nel 2003-04, col club comprato da Abramovich, fu una delle pietre miliari su cui nacque il Chelsea dei trionfi. Quello del primo Mourinho, con cui i Blues inaugurarono un'era di trionfi: 2 Premier League (05-06 e 06-07), 2 League Cup (04-05 e 06-07), 1 Community Shield (2005), 1 FA Cup (2006-07).

Anche successivamente, con Hiddink ed Ancelotti, continuarono a piovere trofei dalle parti di Stamford Bridge: Premier League nel 2009-10, Community Shield all'inizio di quella stagione e 2 FA Cup (08-09 e 09-10), prima dello storico double FA Cup-Champions League nel 2011-12, seguito la stagione successiva dall'Europa League.

Poi...l'oblio, l'inizio della fine con quello sciagurato (poi è stato certificato come fosse solo una copertura) trasferimento al New York City (leggasi Manchester City) ed il ritorno in Premier League dalla porta di servizio. Uno sgarbo affatto digerito dai suoi ex tifosi, passati in un attimo ad odiare e rinnegare colui che era stato protagonista di cotanto trionfo.

In settimana, Lampard (che ora gioca sul serio a New York) ha ricevuto l'OBE dal principe William per meriti sportivi e servizi calcistici forniti al Regno Unito. Un riconoscimento che per Frankie è stato l'occasione per affermare di sentirsi a disagio accanto a chi, come lui, lo stava ricevendo ma per meriti ben più importanti di quelli ottenuti su un campo di calcio col Chelsea.

Il Chelsea: un club al quale ha dato (e dal quale ha avuto) tantissimo, ben più di quel che si poteva immaginare in quell'estate del 2001, quando un 21enne di Romford indossò per la prima volta quella maglia Blues e iniziò a far sognare milioni di bambini, oggi ragazzi e uomini fieri di averlo visto giocare. Quando le bandiere ancora esistevano, e prima che una mossa di merchandising fatta da una franchigia americana disintegrasse tutto questo.

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Luca Masiello

Co-direttore di UkPremier, con cui ha intrapreso per la prima volta l'avventura del web. Dottore in Economia e Commercio e con un diploma linguistico alle spalle, sogna un giorno di diventare giornalista coltivando la sua passione per la scrittura. Parole d'ordine: l'obiettività prima di tutto, ma mai prendersi troppo sul serio!

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