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La Premier al tempo di Brexit: i big vogliono essere pagati in euro In evidenza

PREMIER LEAGUE BREXIT / LONDRA  - In attesa di conoscere un po’ di stabilità dopo il referendum sull’uscita dall’Unione Europea e le recenti elezioni generali, i campioni della Premier hanno chiesto ai loro club di essere pagati in euro.

Da Zlatan Ibrahimovic a Josè Mourinho, dal Kun Aguero a Pep Guardiola, sono soprattutto i big delle due squadre di  Manchester ad aver voluto sostituire il biglietto di Sua Maestà con la banconota europea dopo che, dallo scorso 24 giugno – giorno del referendum -, il pound ha perso il 12% nei confronti del suo maggior rivale continentale.

Il peggio, tuttavia, sembra non essere ancora arrivato, perché la Brexit deve ancora aprire il tavolo delle trattative e l’instabilità politica interna dopo le elezioni di una settimana fa deve ancora essere risolta. “nel prossimo periodo è probabile che l’euro rafforzi la sua tenuta nei confronti della sterlina – dichiarano gli esperti di M&G Investments -, per questo motivo i top-club di Premier League devono abituarsi all’idea che dovranno contare sulla banconota europea per attrarre i migliori giocatori”.  

L’esito clamoroso del referendum non ha ancora dato i suoi effetti; PIL ed economia interna stanno reggendo, come rilevato dalla Bank of England, resta da capire come la Premier ne uscirà dalle trattative ufficiali per l’addio alla UE. Molto, sostengono gli analisti, dipenderà dal fatto se il Regno Unito sarà soggetto o meno a dazi ed altre imposizioni commerciali. Per questo motivo è del tutto lecito aspettarsi un calo di redditi e salari.

Allora ecco perchè i big della Premier, e altre stelle destinate a sbarcare oltremanica nei prossimi mesi, hanno deciso di portarsi avanti. “la sterlina tende a restare depressa dopo eventi significativi come la crisi del sistema monetario del 1992 e la crisi finanziaria del 2007 - spiega Anthony Doyle della M&G -. E’ probabile che la valuta resterà volatile nel breve periodo, ma nel lungo saranno invece i tassi d’interesse e altri aspetti differenziali a determinare che valore avrà il pound”.

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Andrea Dimasi

Ha fatto parte dello staff della Nazionale inglese di rugby ai Mondiali under 20 del 2015. Giornalista per il quotidiano Bresciaoggi, qualche comparsata in tv e in radio. Amante di storia e cultura britannica, accanito ground-hopper degli stadi d'oltremanica, segue il calcio inglese da oltre quindici anni. So occupa principalmente di aspetti economici del calcio e di serie minori. E' co-fondatore della pagina Facebook Football League Italia e autore del libro "Old Firm - La battaglia di Glasgow", edito da Urbone Publishing.

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