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FIERA DEL LIBRO - West Ham: When football was football In evidenza

C'è una categoria di libri che affascina non soltanto per la narrazione, ma per la bellezza delle foto contenute.

Il taglio vintage, poi, dà quel sapore di bellezza, piacevole e allo stesso tempo amaro, per un mondo, fissato dalla macchina fotografica, capace di apparire migliore di quello attuale. Del resto, Oscar Wilde disse che "solo i moderni possono diventare sorpassati", mentre la storia, soprattutto quando si tratta della storia di un club come il West Ham United, è quanto di più attuale ed istruttivo si possa immaginare.

Iain Dale è uno scrittore molto noto in Inghilterra, grazie a un blog seguito e ai tanti libri sulla politica e sul suo amato West Ham. Nel 2011, edizione della Haynes Publishing, Dale ha pubblicato un volume fotografico felicemente intriso dell'eleganza vintage di cui sopra: West Ham: When football was football - A nostalgic look at a century of the club. L'autore, nato a Cambridge e cresciuto nell'Essex, ha visto il suo primo match degli Hammers nel 1975, nella sfida persa contro il Chelsea per 1 a 0 ad Upton Park, nome con cui è noto il Boleyn Ground, la casa del club. Un tifoso storico, dunque, autore del capolavoro West Ham till I die (celebre coro della tifoseria della maglia bordeaux-celeste) e di questa deliziosa raccolta di fotografie e racconti calcistici.

La prima immagine è l'ormai mitico cantiere navale Thames Ironworks al Learnmouth Wharf di Blackwall, nell'East End di Londra. Qui nacque nel 1895 il Thames Ironworks Football Club, squadra creata per il divertimento degli operai del cantiere. Cinque anni dopo il club cambiò nome nell'attuale West Ham United. Fu una felice idea di Arnold Hills, proprietario della fabbrica, uomo in effetti dalla strabiliante somiglianza con Giuseppe Garibaldi, e dell'arbitro David Taylor.

Sfogliare le pagine dallo sfondo rosso con le bellissime foto in bianco e nero stampate, mentre gli anni si susseguono e vengono spiegati fatti come la scelta dei colori sociali "claret & blue", porta alla mente una emozionante scena del film L'Attimo Fuggente. Si ha la sensazione di avere alle spalle il docente John Keating, mentre sussurra il motto oraziano "carpe diem". Come uno studente della Welton Academy, a quelle parole, si prova lo stesso amore nostalgico, come se la Setta dei Poeti Estinti rivivesse nei volti severi dei giocatori e dello staff del West Ham. E quando si arriva alle tante pagine dedicate al più grande hammer di sempre, Bobby Moore, il difensore campione del mondo con l'Inghilterra nel 1966, sembra che dai precordi emerga un "Oh Capitano! Mio Capitano". Chissà se Walt Whitman perdonerà l'ardito paragone!

Dale ha saputo sviluppare magistralmente la storia del West Ham, fino al 1994, suddividendola in sette periodi storici: The Syd King Era, The Charlie Paynter Era, The Ted Fenton Era, The Ron Greenwood Era, The John Lyall Era, The Lou Macari Era, The Billy Bonds Era. Chiamati così in base al nome dei manager che hanno guidato la squadra negli specifici contesti narrati.

Anche se il lettore non percepisce pienamente il cambiamento, il bianco e nero viene alternato, da un certo punto in poi, alle foto a colori, ma senza subirne il sopravvento, perché la tradizione degli albori deve essere rispettata. I match più importanti vengono narrati con chiara ed efficace essenzialità. Le leggende, come, ad esempio, Len Goulden, Ken Brown, Geoff Hurst, Martin Peters, Frank Lampard senior e Sir Trevor Brooking, sono rispettosamente omaggiate.

E così si arriva alle ultime pagine; al tappeto di fiori, di bandiere del West Ham e della nazionale britannica in onore di Bobby Moore quando lasciò questo mondo il 24 febbraio 1993. Alla fine del libro, la foto della sua statua, realizzata da Philip Jackson ed eretta fuori dallo stadio di Wembley. "Oh Capitano! Mio Capitano": torna l'esclamazione poetica per il simbolo del West Ham e di tutta l'Inghilterra. Ian Dale non avrebbe potuto realizzare una storia migliore di questa, dal piacevole e amaro sapore vintage, sui protagonisti che hanno fatto la storia di questo storico club londinese.

 

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Massimiliano Giannocco

Nato a Roma, tedia con i propri articoli le redazioni di vari giornali e siti on line, come Rivoluzione Liberale, Geopolitica, L'Opinione, PensaLibero, LiberalCafè, MIT-Modernizzare l'Italia, Il Faro, Sigari Avana e, ovviamente, UK Premier.

Laurea in Economia Aziendale, presso Roma Tre, e Master in Istituzioni Parlamentari per Consulenti d'Assemblea, presso La Sapienza. 

Lavora nel settore dei carburanti e si dedica quale volontario alle battaglie liberali, nel Partito Liberale Italiano.

Tifoso romanista (l'abbonamento annuale in Tribuna Tevere è un'abitudine irrinunciabile), è appassionato di sport, in particolare di calcio, rugby e basket.

Sito web: mrwhig.blogspot.it
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