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FIERA DEL LIBRO - Non piacciamo, non c'importa: i tifosi del Millwall In evidenza

Avete presente tutti quei libri e film sul fenomeno hooliganism di cui un po' tutti noi, appassionati di calcio britannico, ci siamo nutriti? Fate tabula rasa! E' meglio!

Applicare, in tal caso, la teoria esposta nel "Saggio sull'intelletto umano" dal filosofo empirista John Locke ha una grande utilità perché consente di leggere, senza condizionamenti, un libro che non ha precedenti: "No one likes us, we don't care", curato da Andrew Woods (edito in Italia dalla Libreria dello Sport col titolo "Non piacciamo, non c'importa") sulla base delle confidenze degli hooligans più famosi al mondo: quelli del Millwall.

Dimenticate l'alone di romanticismo che tanti tifosi ha affascinato sul mondo delle curve britanniche. Reinterpretate lo spirito di ribellione ideologica contro l'establishment accompagnato dal tipico stile delle terraces, così imitato dalle altre tifoserie europee. "Noi siamo il male" è la frase più ricorrente nel libro e non pensiate che sia in senso figurato.

Andrew Woods è solo (si fa per dire) il redattore di queste pagine crudissime, perché gli autori sono proprio i tifosi del Millwall. Per la prima volta i membri della F-Troop e dell'erede Millwall Bushwackers hanno rotto lo storico silenzio sul fenomeno degli ultras. Un riserbo da duri e puri, perché "a nessuno di noi interessava diventare famoso, un hooligan VIP", frase contenente una chiara sferzata ai nemici della Inter City Firm, criticata perché alcuni suoi esponenti avrebbero ceduto alla tentazione della fama e dei soldi. La storica decisione di raccontare le gesta e "il ruggito del Leone" londinese, invece, è stata presa affinché "le nostre storie fossero messe per iscritto prima che andassero perdute", ma senza rinunciare al proprio anonimato. Motivo per cui, nonostante i capitoli del libro siano testimonianza diretta di ogni tifoso del Millwall coinvolto, nessun nome dei protagonisti viene menzionato, perché "nessuno di noi cerca fama o gloria, né vuole stare al centro del palcoscenico ... Gli hooligan devono restare senza volto, come a tutti noi piace che sia".

Trasparenza e chiarezza, invece, non mancano nella narrazione delle imprese dei tifosi del Millwall negli anni, con lo spartiacque della realizzazione, nel 1993, dello stadio noto come New Den: autentico break even che minerà, per loro stessa ammissione, la forza esplosiva dei tifosi della squadra originaria delle londinesi Isles of Dogs.

"Noi siamo il male", la frase si ripresenta ossessivamente nelle pagine e la violenza brutale adottata per dimostrare questo temibile concetto non ha eguali. Come detto, non c'è nulla di romantico, nel senso ottocentesco del termine, ma criminalità, degrado o, per lo meno, difficoltà economiche, problemi mai risolti in grossa parte della periferia di Londra, alcoolismo e droghe sono il substrato esistenziale di membri della working class ribelli per natura e con un desiderio smodato di spaccare la faccia a qualcuno. Senza farsi troppi problemi, neanche a usare il machete.

Si capisce bene che per tanti anni il calcio in Inghilterra è stato pericoloso come andare in guerra. Partite continuamente interrotte, scontri dentro e fuori dallo stadio e dai pub, e solo in parte senza il coinvolgimento dei tifosi e appassionati non affetti da hooliganism. A un certo punto, però, qualcosa si è rotto e vi sono stati morti, tanti morti, come la strage di Hillsborough nel 1989, ma anche le due tragedie del 1985 (Disastro di Bradford e l'Heysel). Fatti che non coinvolsero gli hooligans del Millwall, ma che cambiarono le regole del calcio in Gran Bretagna, ad opera di "Maggie Thatcher, ladra di calcio". Gli attacchi all'ex primo ministro sono molto diretti nel libro e mostrano il pensiero dei protagonisti sul tema, come sul football moderno, quello secondo molti salvato dai diritti televisivi e dall'ingresso dei magnati stranieri. Tutti fattori ovviamente odiati dai Millwall Bushwackers, la cui ultima generazione è evidentemente nostalgica delle imprese ardite dei loro predecessori.

Imprese di cui sono state vittime praticamente tutte le tifoserie di Inghilterra (e non solo). I particolari sono suggestivi, come le smentite su scontri raccontati diversamente dai rivali di turno, ma resta sempre l'amaro in bocca di una violenza brutale, senza sconti, anche dettata da "tormento ed ecstasy". Leggere questo libro è fondamentale, perché cambia il modo di vedere il fenomeno degli hooligans d'oltremanica. E non ci sono attenuanti, perché si tratta di storie narrate dalla "più famosa curva hooligan del Regno Unito", ovvero da coloro che, senza fraintendimenti, pensano questo: "Noi siamo il male".

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Massimiliano Giannocco

Nato a Roma, tedia con i propri articoli le redazioni di vari giornali e siti on line, come Rivoluzione Liberale, Geopolitica, L'Opinione, PensaLibero, LiberalCafè, MIT-Modernizzare l'Italia, Il Faro, Sigari Avana e, ovviamente, UK Premier.

Laurea in Economia Aziendale, presso Roma Tre, e Master in Istituzioni Parlamentari per Consulenti d'Assemblea, presso La Sapienza. 

Lavora nel settore dei carburanti e si dedica quale volontario alle battaglie liberali, nel Partito Liberale Italiano.

Tifoso romanista (l'abbonamento annuale in Tribuna Tevere è un'abitudine irrinunciabile), è appassionato di sport, in particolare di calcio, rugby e basket.

Sito web: mrwhig.blogspot.it
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