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FIERA DEL LIBRO - Chelsea FC: The official biography In evidenza

Se si intavolasse una conversazione di calcio con uno sprovveduto, poco avvezzo alla storia britannica, e l'oggetto del dialogo fosse il Chelsea Football Club, se ne ricaverebbe, per via delle sue probabili considerazioni, quanto di più sbagliato si possa immaginare su questo storica, gloriosa squadra.

E si perché l'inesperto, della cui specie il mondo del calcio abbonda, incanalerebbe la riflessione sui soli recenti, strabilianti successi del Chelsea, senza cogliere lo spirito che storicamente alberga nei cuori dei tifosi, dei giocatori e dei dirigenti Blues. Considerato che stiamo parlando dei freschi campioni d'Inghilterra, forse è questa l'occasione per consigliare un libro fondamentale per capire cosa il club rappresenti, soprattutto a Londra. E il libro, badate bene, non si occupa degli ultimi, straordinari anni dell'era Abramovich, ma dei primi 100, ossia dell'arco temporale che va dal 1905, anno di nascita nel pub che ancora oggi fronteggia Stamford Bridge, fino al 2006, dunque già fino ai primi anni del periodo più vincente della sua storia, ossia a tre anni dal passaggio di proprietà dall'imprenditore inglese Ken Bates al magnate russo.

"Chelsea FC: The official biography. The definitive story of the first 100 years", scritto da Rick Glanvill, storico dei Blues riconosciuto ufficialmente, ed edito dalla Headline Book Publishing di Londra. Imperdibile! Si tratta del primo volume di reale valore sul club, perché, come dice l'autore stesso nella sua introduzione non senza una certa dose di autosoddisfazione, da ritenersi fondata, è la prima volta che viene scritta la storia del Chelsea con una documentazione e un'attività di ricerca di rilievo alla base. Che non se ne abbiano a male Scott Cheshire e Ron Hockings, i destinatari dell'appunto di Glanvill. 

Il libro inizia non dal lontano passato, ma dalla "Abramovich revolution" iniziata nel luglio del 2003 con Frank Lampard che riporta all'autore di ricordare esattamente dove fosse e cosa stesse facendo quando gli giunse la notizia dell'avvento del nuovo proprietario del club: era a Los Angeles, in vacanza, in un negozio a comprare sandali. Chi gli diede la notizia? Il padre, Frank Richard George Lampard, indimenticato terzino del West Ham. Oh! Non pensiate che Glanvill abbia ridotto le sue pagine soltanto a simili aneddoti; ma sapere dai diretti protagonisti particolari e curiosità altrimenti sconosciuti è un piacere dandistico di cui si nutre ogni appassionato di football d'oltremanica. Si, perché, come ha scritto lo stesso Roman Abramovich nella prefazione, "Inside these pages are the people who made Chelsea, the players, the managers, the directors, the administrators, the staff and, most importantly, the fans. Each has made a huge contribution to a great club". Chi pensa che siano parole vacue, si guardi allo specchio e si riconosca nello sprovveduto di cui sopra. 

Il nocciolo della questione è proprio il seguente: il Chelsea è fatto di uomini e il Chelsea stesso viene donato al lettore "almost as a person, with many consistent traits and habits that have recurred over time". Una persona con una storia complicata e avvincente, fin dagli inizi, narrati nel capitolo "Early days", con quel nome, "Chelsea", non appartenente al quartiere in cui era nato il club, "Fulham", poichè già esistevano i cugini bianconeri. Nome "straniero", forse, ma già un legame indissolubile con lo Stamford Bridge. L'11 marzo 1905, infatti, The Times annunciò la nascita di "a professonal football club, called the Chelsea Football Club, for Stamfordbridge". Quindi, se qualcuno dovesse chiedere da dove vengono i Blues, non sarebbe così corretto rispondere: da Londra, o da Fulham; il Chelsea viene da Stamford Bridge. Se non è facile, per un italiano, capire cosa vuol dire la stretta connessione tra un club e il suo stadio, considerata la situazione caotica degli impianti nel nostro paese, legga questo libro. Lo capirà. E capirà perché per un tifoso del Chelsea "All roads lead to Stamford Bridge", come proclamato già sul primo manuale dei Blues.

Dunque, il quartiere poco conta. Conta solo lo stadio. Perchè a un tifoso del Chelsea a nulla interessa la rivalità con i tifosi degli altri due club del London Borough Hammersmith and Fulham. I Blues non sentono aria di derby quando la loro squadra affronta il Fulham o il Queens Park Rangers. Glanvill, con un certo senso di superiorità, rinfaccia agli altri due team di non essersi mai rivelati all'altezza del suo Chelsea e che, su questo ha pienamente ragione, sull'assenza di rivalità reale pesa il fatto che non ci sono mai stati momenti di gloria simultanea. Ovviamente per colpa di Fulham e QPR. I fatti gli danno ragione: il Chelsea negli anni ha vinto, in Inghilterra e in Europa, ma ha anche attraversato momenti bui, tutti descritti nei vari capitoli. Tornando alle rivalità, chiarite quelle che sono definite come "little local difficulties", l'autore ci descrive perché faremmo arrabbiare un tifoso del Chelsea se cominciassimo ad osannare Arsenal, Leeds, Manchester United e gli Scousers, ovvero il Liverpool.

Ah! Ma qui si corre il rischio di raccontare troppe cose ed è bene gustarsele sfogliando il libro. Alla fine si capirà perché José Mourinho, dopo aver riportato il titolo di campioni d'Inghilterra a 60 anni dalla prima volta, dichiarò che tale successo "can be something just natural. Just something normal, something that you are waiting for, and nothing extraordinary. It's the routine". Per un altro club sarebbe stato qualcosa di incredibile. Per il Chelsea no. E, letta l'opera di Rick Glanvill, anche uno sprovveduto capirebbe perché. 

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Massimiliano Giannocco

Nato a Roma, tedia con i propri articoli le redazioni di vari giornali e siti on line, come Rivoluzione Liberale, Geopolitica, L'Opinione, PensaLibero, LiberalCafè, MIT-Modernizzare l'Italia, Il Faro, Sigari Avana e, ovviamente, UK Premier.

Laurea in Economia Aziendale, presso Roma Tre, e Master in Istituzioni Parlamentari per Consulenti d'Assemblea, presso La Sapienza. 

Lavora nel settore dei carburanti e si dedica quale volontario alle battaglie liberali, nel Partito Liberale Italiano.

Tifoso romanista (l'abbonamento annuale in Tribuna Tevere è un'abitudine irrinunciabile), è appassionato di sport, in particolare di calcio, rugby e basket.

Sito web: mrwhig.blogspot.it
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