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Premier League: il punto della situazione in zona retrocessione In evidenza

EDITORIALI PREMIER LEAGUE/INGHILTERRA- Con il giro di boa sempre più vicino, è giunto il momento di dare un'occhiata a quella che si appresta ad essere la lotta per non retrocedere più movimentata di sempre.

Ad essere protagoniste sono ben 7 squadre nel giro di 8 punti, con qualche sorpresa.

A occupare la cosiddetta Bottom Three ci sono il Sunderland, a quota 14, Swansea City e Hull City, entrambe a quota 12. Appena più sopra resiste, seppur momentaneamente, il Crystal Palace a quota 16, appena una lunghezza più sopra i campioni uscenti del Leicester City, chiudono il cerchio le neopromosse Boro e Burnley, rispettivamente a quota 18 e 20 punti. 

Analizziamo il punto della situazione, squadra per squadra. 

Partiamo dal fanalino di coda Hull City, ultimo per peggior differenza reti nei confronti dello Swansea. Le Tigers, nonostante una buona partenza(7 punti in 4 gare) hanno presto dovuto fare i conti, oltre che con il calendario, con una serie di infortuni che hanno impedito agli uomini di Phelan di uscire dalla zona caldissima della classifica. Con la vittoria che manca da più di due mesi, i Tigers dovranno sperare ora in un mercato di riparazione migliore rispetto a quello condotto nel corso dell'estate da una proprietà sempre meno determinata a investire nel club. 

Alla pari con le Tigers, non se la passa al meglio lo Swansea City, con il cambio di proprietà che non ha avuto gli effetti sperati. Ad influire negativamente sull'andamento della squadra hanno pesato sicuramente le cessioni di Andre Ayew e del capitano Ashley Williams, ma non solo. Con il cambio di allenatore dopo appena 7 giornate la squadra ha subìto un contraccolpo psicologico non da poco. A testimoniarlo non sono solamente i risultati, ma soprattutto le reti subìte: con il poker incassato nel boxing day, sono 29 le reti incassate dall'arrivo di Bob Bradley al posto di Francesco Guidolin in panchina, ben 20 nelle ultime 7 uscite, con soli due clean sheet. E' una crisi che sembra non avere fine quella dei cigni gallesi. E se l'esonero di Guidolin fosse stato affrettato?

Al terz'ultimo posto si trova un Sunderland in ripresa. Quella in corso è la 5° stagione consecutiva nella quale i Black Cats sono impegnati nella lotta per non retrocedere. Dopo l'addio di Allardyce, divenuto (seppur solo per una partita) commissario tecnico della nazionale inglese, la dirigenza aveva deciso di investire su David Moyes, al rientro in Premier dopo l'infelice esperienza spagnola. Il tecnico scozzese, deciso a investire sui giovani, ha visto la squadra crescere man mano, e dopo il primo successo la squadra ha risposto quasi sempre al meglio, mettendo in difficoltà formazioni del calibro di Liverpool e Chelsea. I tanti infortuni, soprattutto dalla mediana in su hanno condizionato negativamente l'andamento dei Black Cats. L'imminente sfida di Turf Moore, ma soprattutto il mercato di riparazione, diranno molto sulle possibilità di salvezza (l'ennesima?) dei Black Cats

Appena sopra la zona retrocessione si trova il Crystal Palace. Come lo Swansea, le Eagles hanno cambiato allenatore nel corso del campionato. A differenza dei cigni gallesi, il calciomercato condotto dalla squadra londinese lasciava presagire che fossero altri gli obiettivi: gli arrivi di Benteke(30 milioni di £), James Tomkins (10 milioni di £) e di Andros Townsend (10 milioni di £) compensati con le cessioni di Bolasie, Jedinak e Gayle sembravano essere ottimi rinforzi per una squadra decisa a replicare quanto ben fatto nella prima parte di stagione 2015/16. Ma con l'andare del tempo le Eagles hanno mollato la presa, ottenendo un solo successo in undici gare e trovandosi sempre più in pericolo. Complice un 2016 da dimenticare, nel quale sono arrivate solo 6 vittorie in campionato, il board decide di dare il benservito ad Alan Pardew, che lascia l'incarico nonostante la finale di FA Cup. Al suo posto Big Sam Allardyce, che avrà l'arduo compito, dopo il Sunderland, di risollevare le sorti di un altro club impegnato nella lotta per non retrocedere. 

Strano a dirsi, ma nella lotta per non retrocedere c'è anche il Leicester City. A distanza di 12 mesi, sembrerebbe che siano passati 10 anni da quando le Foxes si ritrovavano in testa al campionato, poi magicamente vinto con una scalata da eroi. A distanza di un anno, le cose sono cambiate in una maniera decisamente troppo strana per gli uomini di Ranieri, che hanno subito un contraccolpo decisamente inverosimile trovandosi nelle zone basse. La perdita e la mancata sostituzione di un giocatore chiave come Kanté (passato al Chelsea per 30 milioni di £), il calo in fase realizativa di Jaime Vardy ma soprattutto il doppio impegno hanno influito molto negativamente sugli uomini di Ranieri, ma siamo sicuri che il tecnico italiano riuscirà a venirne fuori. 

Chiudono il cerchio Burnley e Middlesbrough, separate da due punti dopo lo scontro del Boxing Day. Rispetto alla scorsa stagione sono cambiate poco e nulla queste squadre, almeno per quanto riguarda l'assetto difensivo e offensivo. Se i Clarets a centrocampo hanno registrato gli innesti di Hendrick, Defour e Gudmundsson, protagonisti negli ultimi europei con le proprie nazionali, anche il Boro non è stato a guardare: Adama Traoré, de Roon, Fisher e Ramirez i neo arrivi. A giocare in favore del Burnley il fattore campo: ben 19 sono stati i punti conquistati finora dai Clarets, mentre quasi la metà sono stati i punti conquistati fuori dagli uomini di Karanka, capaci di strappare punti sui campi di Arsenal prima e Manchester City poi. La classifica per ora sorride ad entrambe, ma guai ad abbassare la guardia. Il pericolo è sempre dietro l'angolo......

 

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Giulio Bianco

Studente classe 90, un diploma da Ragioniere ed una laurea in lingue (ambito turistico) alle spalle, ha una passione per il football d'oltremanica nata grazie a Gianfranco Zola. Ama il calcio in generale, ma soprattutto le "lower leagues".

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