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I Geordies e la religione del football

GEORDIES NEWCASTLE UNITED / NEWCASTLE UPON TYNE - Viaggio nel nord-est dell'Inghilterra, alla scoperta del popolo Geordie e della città di Newcastle.

Quando si parla di calcio, tutta la Gran Bretagna sa offrire innumerevoli storie e ambienti fantastici, nel nord-est però le realtà calcistiche più significative sono solo due: quella del Newcastle Utd, e quella degli acerrimi rivali del Sunderland. Ed è proprio sui bianconeri che quest'oggi vogliamo porre l'attenzione.

Newcastle è una cittadina che sorge sulle sponde del fiume Tyne, con i suoi caratteristici ponti che collegano il centro città con il famoso distretto di Gateshead. Sviluppatasi soprattutto grazie all'estrazione e all'esportazione di carbone, nel XIX secolo la cantieristica navale e la meccanica pesante acquistarono un notevole peso nell'economia cittadina, rendendo Newcastle una delle città più importanti della rivoluzione industriale inglese. La miniera è infatti il simbolo di questa gente, il palcoscenico in cui per anni la vita di queste persone è andata in scena; tutto ciò ha permesso la maturazione di un infinito senso di appartenenza e fiero orgoglio caratteristico di queste parti. E c’è un posto in cui questo sentimento si può percepire particolarmente: il St. James' Park, stadio che ospita le partite casalinghe dei Magpies fin dal lontano 1886.

Ed è questo l'aspetto che vogliamo approfondire, il fenomeno che ogni sabato porta oltre 50mila persone a sostenere la propria squadra, nonostante le non indifferenti difficoltà degli ultimi anni. Per capire meglio di cosa si tratta, abbiamo preferito intervistare per voi un vero Geordie, qualcuno che vive tutto questo in prima persona. Ecco le sue parole:

Cosa vuol dire essere un Geordie?

Essere un Geordie significa avere e dimostrare un amore profondo per la nostra città e per la nostra squadra. Per noi di Newcastle, il calcio è tutto, non c’è nient’altro di cui parlare. Vuol dire portare la propria maglia bianconera per ogni lezione di educazione fisica, oppure per gli adulti al lavoro. Significa andare allo stadio ad ogni opportunità, sia in casa che in trasferta. Essere un Geordie è una cosa speciale. Tutti dicono che abbiamo la nostra lingua e un accento forte, ma a noi non importa se nessuno ci capisce, ci capiamo tra di noi e cosi è perfetto. D'altra parte siamo anche molto socievoli, gentili, accoglienti, orgogliosi, fedeli e divertenti. Un Geordie è qualcuno che passeggiando lungo il Tyne si mette a parlare con un perfetto sconosciuto della città e della squadra. Più semplicemente, un Geordie è qualcuno che viene dalla Toon ed ha il cuore bianconero.

Che atmosfera si vive al St. James’ Park?

L'atmosfera al St. James' Park è elettrizzante e incantevole, un'emozione che rimbalza ad ogni angolo dello stadio. Tutti i Geordies entrano con la maglia e la sciarpa bianconera, pronti a cantare con tutto il cuore, per sostenere la propria squadra. Quando penso alla mia prima volta che ci sono stato, mi vengono in mente le belle parole del grande Sir Bobby Robson quando ha descritto cosa significa la società del Newcastle United per lui: “What is a club in any case? Not the buildings or the directors or the people who are paid to represent it. It’s not the television contracts, get-out clauses, marketing departments or executive boxes. It’s the noise, the passion, the feeling of belonging, the pride in your city. It’s a small boy clambering up stadium steps for the very first time, gripping his father’s hand, gawping at that hallowed stretch of turf beneath him and, without being able to do a thing about it, falling in love.” (Cos'è un club? Non sono gli edifici, gli amministratori, le persone che sono pagate per rappresentarlo. Non sono i contratti televisivi, il marketing o i box privati. Un club è il rumore, la passione, il sentimento di appartenenza, l'orgoglio della tua città. Si tratta di un ragazzino che scala i gradini dello stadio per la prima volta, stringendo la mano a suo padre, con la bocca aperta rivolta verso quel sacro tappeto erboso sotto di lui, senza essere in grado di fare nulla, innamorato!). Questo è semplicemente ciò che è successo a me, e che succede ad ogni piccolo Geordie. Si va allo stadio come un’armata, tutti insieme, si impazzisce quando si fa gol, si cerca di motivare la squadra al massimo e se non siamo contenti della performance non tratteniamo la disapprovazione. Non ci aspettiamo sicuramente la qualificazione sempre in Champions League, ma siamo sempre più di 50mila Geordies che andiamo allo stadio per vedere una squadra che fa del suo meglio, che gioca per le persone della città e per lo stemma che porta sulla maglia. Assistere ad un match del Newcastle è davvero una cosa indescrivibile.

Come spieghi una fede così forte anche dopo la retrocessione?

Come spiego questa fede dopo la retrocessione? E' soltanto Newcastle, solo noi possiamo garantire un sostegno così. Newcastle è una grande città in Inghilterra, e siamo la sola grande cittadina con un unico team. A Manchester ci sono due squadre principali, così come a Livepool, a Londra sono infinite e a Birmingham addirittura quattro. Invece qui ognuno segue solo il Newcastle United, per noi è una passione enorme che ci guida ad amare la nostra squadra. Questa stagione ci troviamo nella seconda divisione sfortunatamente, ma nonostante questo ogni settimana riempiamo lo stadio. Essere fra i top 10 per l'affluenza in Europa mentre si è in Championship non è cosa da poco, ma indipendentemente da come il Newcastle gioca o dalla posizione in classifica, nella buona e nella cattiva sorte, i Geordies saranno sempre fedeli.

Com’è il rapporto con i rivali del Sunderland?

C’è chi dice che questa rivalità è cominciata durante la guerra civile in Inghilterra, quando la città di Newcastle rimase fedele al re ed invece Sunderland appoggiò il parlamento. Questo derby non rappresenta solo il confronto tra due città diverse, ma conferisce il titolo di più forte del nord-est. Non è solo una partita accanita ed intensa con la squadra antisommossa sempre presente, ma è una incontro che definisce un campionato. Se si chiede a qualsiasi fan del Newcastle quanto è importante questa partita, chiunque ti risponderà che non gli importerebbe se perdessimo ogni match di campionato, l'importante è battere i Black Cats. Per qualcuno è perfino il derby più sentito d'Inghilterra. Come Geordie posso dire che detestiamo i ‘Mackems’ con tutto il nostro cuore!

Cosa pensano i Georides della dirigenza e di Mike Ashley?

All’inizio si viveva un po' di tristezza, perchè dopo due proprietari Geordie, il responsabile del Newcastle United era diventato un uomo di Londra. Tutti sapevano che era un grande imprenditore, ma nessuno conosceva le sue intenzioni. Dall’inizio del suo 'regno' siamo stati retrocessi due volte, e questo fatto parla già da sè. C’è stato molto sconvolgimento e disordini durante il soggiorno di Mike Ashley, negli ultimi anni non sono mancate anche manifestazioni contro il suo controllo, e il modo in cui gestisce la società. Nonostante questo però, siamo rimasti sorpresi dal fatto che sia stato capace di portare da noi un grande manager come Rafa Benitez e di convincerlo a rimanere anche dopo la retrocessione. Inoltre abbiamo fatto acquisti importanti, e abbiamo speso parecchi soldi per assicurarci il ritorno in Premier League al più presto. Al momento siamo felici per il percorso del club, con la speranza di avere di fronte tanti anni di successo.

Passiamo ora ad alcune domande un po' più personali:

Qual è stato il momento in cui ti sei innamorato del Newcastle?

Dal primo minuto in cui sono nato. Una delle prime cose che noi Geordies vediamo nella vita è la maglia bianconera, infatti ogni bambino quando nasce, quasi per tradizione, riceve un pigiama del Newcastle ed è questo il momento in cui comincia l’amore per i Magpies. L’ospedale della città è proprio di fronte allo stadio, la nostra chiesa. Dunque quando torniamo a casa per la prima volta facciamo una visita a questo posto speciale. I miei genitori dicono che ho spalancato gli occhi vedendo l’enormità dello stadio, ero già un membro della Toon Army.

Qual è stato il momento più bello della storia del Newcastle che hai vissuto?

Ci sono stati molti episodi indimenticabili nella storia del Newcastle. Uno dei momenti più belli che conosco è quello degli anni degli Entertainers: tutto iniziò con il ritorno di King Kev nel 1992. L’anno successivo, abbiamo partecipato all'appena nata Premier League, con l’arrivo di tanti giocatori di punta: a partire da David Ginola, Steve Howey, Lee Clark, John Beresford, Rob Lee e il defunto Pavel Srnicek, fino ad arrivare ai vari Andy Cole, Les Ferdinand, Warren Barton, Peter Beardsley e Philippe Albert. Eravamo davvero una forza, così che nel 1995-96 abbiamo quasi vinto il campionato. In Champions League, la notte più famosa è stata sicuramente quella in cui a St. James’ Park abbiamo sconfitto il Barcellona 3-2 grazie ad una tripletta di Faustino Asprilla. Questi erano gli anni d'oro. Poi, il successo più grande da quando sono nato è l'incredibile regno di Sir Bobby Robson: sempre in Champions League contro le squadre più forti d'Europa, mi ricorderò sempre le partite contro la Juve e l’Inter, a San Siro eravamo 10mila Geordies. Se invece dovessi scegliere un momento più recente, sceglierei la stagione 2011-12, quando ci siamo qualificati per l’Europa League, un anno indimenticabile. Abbiamo finito la stagione al quinto posto con ben 65 punti, solo 5 in meno dell'Arsenal. I super Demba Ba e Papiss Cisse hanno siglato entrambi 16 goal. Nessuno ci poteva credere che Alan Pardew avesse condotto il Newcastle in Europa. 

Qual è la partita del Newcastle più bella che ti ricordi?

Ci sono due esperienze che ricordo particolarmente. Ovviamente ognuno ricorda la sua prima partita, la mia era quando avevo 5 anni: mio padre mi portò allo stadio per Newcastle-Everton. Era il primo dicembre, all' 85esimo minuto il Newcastle perdeva 1-0 e poi, dal nulla Alan Shearer ha fatto partire una volee dalla distanza, proprio davanti al Gallowgate. Ed è stato lì che ho visto per la prima volta un goal allo stadio con i miei occhi. Non un gol qualsiasi, un gol del mio idolo. È stato votato il goal della stagione e ha vinto il trofeo alla fine del campionato. Questa è stata la mia prima esperienza al St. James' Park, non dimenticherò mai quando lo speaker ha urlato: “il vostro numero 9...ALAN SHEARER!” L’ho sentito e sono impazzito. La partita più bella che ho vissuto recentemente è stata quella contro l'Anzhi Makhachkala. Un match molto stressante, fino al 92esimo minuto quando abbiamo segnato il gol del vantaggio: il megafono ha rombato: ‘PAPISS DEMBA CISSE’ fra le celebrazioni e i canti di tutti i Geordies; lo stadio vibrava, e dopo il fischio finale siamo rimasti tutti per cantare ‘Rocking all over the world’ e per rendere omaggio ai nostri beniamini. E' stato davvero un spettacolo.

Top 11 Newcastle?

All Time:

4-4-2: Srnicek; Barton, Dabizas, Albert, Beresford; Beardsley, Lee, Speed, Ginola; Cole, Les Ferdinad.

Ultimi 15 anni:

3-5-2: Given; Lascelles, Coloccini, Bernard; Solano, Dyer, Shelvey, Cabaye, Robert; Gayle, Shearer.

 

 

Un ringraziamento speciale a Daniel Jardine per la sua collaborazione a questa intervista.

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Paolo Mossini

Studente classe 1998, con una passione infinita per il calcio. L'atmosfera di St.James' Park l'ha fatto innamorare del Newcastle e del calcio inglese in generale

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