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Gary Rowett: quando i risultati non bastano In evidenza

EDITORIALI BIRMINGHAM CITY GARY ROWETT/BIRMINGHAM- Ci sono dei momenti, nel calcio, in cui le decisioni prese vanno contro qualsiasi logica. 

Uno di questi momenti lo abbiamo sperimentato la scorsa settimana. Turno infrasettimanale di Championship: il Birmingham City, una delle rivelazioni di questo inizio di stagione, sta proseguendo il suo bel momento in campionato, e dopo la vittoria ai danni dell'Ipswich Town si riporta in zona play-off. Un risultato che va oltre le aspettative, visto che in estate la proprietà non aveva speso un pound. Passano meno di ventiquattro ore e arriva una decisione a sorpresa: attraverso un comunicato, il club informa che Gary Rowett non sarà più l'allenatore dei Blues di Birmingham. Tra i tifosi si scatena la rabbia e lo sconforto, non tanto per la decisione della nuova proprietà cinese, né tanto meno per il fatto che la decisione sia arrivata dopo un successo, ma perché Gary Rowett era diventato l'idolo del St Andrews. Lo era da calciatore e lo stava diventando da allenatore. 

Già perché, in termini di risultati, Rowett ha dato un grosso contributo nel rilanciare i Blues: basti pensare che, dopo due buone stagioni alla guida del Burton Albion, ai tempi modesta formazione di League Two, i Blues avevano deciso di affidarsi a lui per risalire la china in un momento difficilissimo. E Gary non ha saputo farsi trovare pronto, ma ha fatto molto di più. La squadra, penultima in classifica dopo 14 giornate e reduce da uno 0-8 interno contro la capolista Bournemouth ha bisogno di una scossa immediata per evitare la retrocessione in terza serie evitata sul filo di lana appena cinque mesi prima. E così fu: sotto la guida del manager la squadra riesce ad inanellare risultati utili (a volte sorprendenti) ed esce rapidamente dalla zona calda concludendo con una salvezza tranquilla. L'anno seguente, sempre con pochi soldi ed una proprietà fantasma, l'allenatore riesce a mettere insieme una buona squadra che si porta a ridosso della zona play-off fino al mese di dicembre, salvo poi mollare la presa anche a causa della cessione di Demarai Gray al Leicester City per 4 milioni di £ ed il rafforzamento di alcune rivali. Dopo due salvezze tranquille la squadra sembrerebbe aver fatto il salto di qualità, e si trova, per buona parte della stagione in corso in piena zona play-off visti anche i successi su alcune rivali. Nello stesso anno si registra un cambio di proprietà, i Blues passano alla Trillion Trophy Asia, il che rende più sereno l'ambiente. La nuova proprietà sembra felice del lavoro svolto da Rowett, ma improvvisamente ed inaspettatamente, in una mattina di dicembre, arriva la decisione più clamorosa: il cambio di allenatore. Una scelta, a detta di tifosi dei Blues e non, decisamente incomprensibile.

 

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Giulio Bianco

Studente classe 90, un diploma da Ragioniere ed una laurea in lingue (ambito turistico) alle spalle, ha una passione per il football d'oltremanica nata grazie a Gianfranco Zola. Ama il calcio in generale, ma soprattutto le "lower leagues".

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