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Aston Villa: un incubo senza fine In evidenza

EDITORIALI CHAMPIONSHIP ASTON VILLA/BIRMINGHAM-Quando lo scorso 18 maggio Tony Xia acquistò l'intero pacchetto di maggioranza dell'Aston Villa per quasi 80 milioni di £, difficilmente avrebbe pensato di trovarsi in questa situazione.

Con l'acquisto del club da parte dell'imprenditore cinese, che alla prima intervista da nuovo proprietario si era dichiarato tifoso dei Villans, sembrava che le cose stessero per cambiare a Villa Park, dopo tante stagioni iniziate con buoni auspici e concluse nella parte destra della classifica fino alla retrocessione con tanto di ultimo posto in graduatoria nella scorsa stagione. 

Poteva essere l'anno della rinascita, l'anno zero per i Claret&Blue di Birmingham, tornati nel secondo livello del campionato inglese dopo 28 anni di First Division prima e Premier League poi. Già poteva. Ed i presupposti c'erano tutti.

Un nuovo proprietario ambizioso, un manager che conosce bene il campionato come Roberto Di Matteo e una squadra che sarebbe stata ricostruita in breve tempo. Il tecnico italiano, che aveva già conquistato la promozione in Championship 6 stagioni prima da tecnico del West Bromwich Albion, decide di puntare sull'esperienza di giocatori come Elphick, McCormack, Jedinak, De Laet, Kodjia, Chester e Adomah, cui si aggiungono i classe 95 Tshibola e Gollini. Una squadra dagli ottimi nomi, si direbbe. 

Ma le cose non sono andate esattamente come i tifosi avrebbero potuto aspettarsi: nonostante i tanti milioni spesi in estate, la squadra fatica ad ingranare ed ottiene un solo successo in undici giornate, trovandosi lontanissima da quello che era l'obiettivo stagionale, il ritorno in Premier League.

Come succede in questi casi, a pagare dazio è l'allenatore, che viene esonerato con la squadra al 19° posto. Al suo posto arriva Steve Bruce, altro tecnico che la seconda serie la conosce molto bene, avendo conquistato la promozione quattro volte, due con due squadre diverse: Hull City e Birmingham City. Già proprio con gli acerrimi rivali dei Villans. Per la tifoseria, a differenza dell'arrivo di McLeish al termine della stagione 2010/11, l'arrivo del tecnico che aveva guidato i Blues non si rivela però un problema, avendo la squadra bisogno di punti in poco tempo. I risultati arrivano (15 punti in 7 gare) e la squadra comincia a credere che i play-off non siano poi un miraggio. Nel mese di dicembre la squadra subisce due ko ma riesce a salire al 9° posto e con l'intero girone di ritorno alle porte, tutto sembra possibile. 

Anche in occasione del mercato di riparazione, Tony Xia non bada a spese: sono ben sei i nuovi arrivi a Villa Park. Dal Nottingham Forest arriva Lansbury, dal Barnsley arrivano Hourihane e Bree, dallo Swansea il difensore della nazionale gallese Neil Taylor con Jordan Ayew che fa il percorso opposto, dal Basilea arriva Birkir Bjarnason, protagonista della campagna europea con la Nazionale islandese. Per concludere, dal Brentford arriva la punta Scott Hogan, cercato tra le altre da Crystal Palace e West Ham United

Ancora una volta però, le cose non girano per il verso giusto: la squadra, complice anche l'alta intensità delle partite, non riesce ad ingranare e, complici gli ultimi due ko interni con Ipswich Town prima e Barnsley poi scende al 16° posto. La classifica da poche speranze in termini di play-off e tante paure in termini di permanenza nel Championship per il club Claret&Blue, che sembra essersi risvegliato dentro a un incubo. Un incubo senza fine. 

 

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Giulio Bianco

Studente classe 90, un diploma da Ragioniere ed una laurea in lingue (ambito turistico) alle spalle, ha una passione per il football d'oltremanica nata grazie a Gianfranco Zola. Ama il calcio in generale, ma soprattutto le "lower leagues".

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