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TOP OF THE FLOPS - LE TALLEC: Impreziosire il palmares senza alcun merito In evidenza

Approfittiamo di un nuovo episodio di "Top Of The Flops" per affrontare un altro aspetto del calcio che ancora non ci è chiaro: quello del palmares.

Fino a vent'anni fa, le rose erano numericamente corte e vabbè, ognuno contribuiva come poteva. Con l'avvento del calcio moderno, però, le squadre si sono infarcite di decine e decine di elementi, che spesso hanno avuto la possibilità di salire sul carro dei vincenti senza aver dato qualcosa affinchè questo potesse accadere. Per ogni competizione, c'è un regolamento diverso. In Premier, per poter conseguire una medaglia, un giocatore deve disputare almeno sette partite. Ditelo a Macheda o Jeffers: un gol del primo è risultato decisivo nel trionfo 2009 del Manchester United, ma il bottino di presenze inferiore a quello richiesto ha lasciato l'attaccante italiano a "collo scoperto"; il secondo ha vissuto da panchinaro i successi dell'Arsenal degli "Invincibles", ma il tabellino delle partite giocate ha parlato per lui, lasciandolo così senza nulla che potesse validare il suo "io c'ero". Le norme Uefa, invece, elevano a trionfatori tutti i giocatori utilizzabili, presenti nella lista da consegnare al massimo organo europeo. Il concetto è semplice: se fai parte della combriccola, ti diamo il riconoscimento. Con questo approccio, ecco la storia di Anthony Le Tallec.

Il nostro protagonista di oggi nasce in Bretagna nell'ottobre 1984. Dopo essersi "fatto le ossa" nel Le Havre, il Liverpool di Gerard Houllier lo scova e lo porta ad Anfield. Nel Merseyside giunge anche suo cugino, e scometto che questo non lo sapevate, Florent Sinama-Pongolle. Dei due si parla un gran bene, tanto che verranno premiati come i due migliori giocatori all'Europeo under 16 e al Mondiale under 17, disputati a difesa della Nazionale francese. La Premier attende di vedere il primo, ma prima Houllier decide di rimandarlo a Le Havre per fare un pò di esperienza. Rientra nell'estate del 2003 e i Reds decidono di trattenerlo. Nell'ottobre dello stesso anno, in un match di Coppa Uefa, segna un gol all'Olimpia Lubiana. Sarà l'unica rete della sua esperienza in Inghilterra. In campionato non vede spesso il campo, ma resta comunque ad Anfield anche la stagione successiva. In panchina non c'è più il suo connazionale, ma un manager spagnolo che ha vinto campionato e Coppa Uefa con il Valencia. Nonostante l'arrivo di tanti volti nuovi, Benitez preferisce trattenere il giocatore. In Premier non giocherà nuovamente quasi mai, ma quella stagione, per i Reds, non è una qualsiasi. E' l'anno di Istanbul, l'anno della clamorosa finale contro il Milan. Le Tallec è inserito nella lista Champions e giocherà solamente una manciata di minuti nel quarto di finale di ritorno contro la Juventus. Nella finalissima in Turchia non è nemmeno in panchina: tutti sappiamo come è andata, e nel palmares del francese c'è una Champions League. 

Nella stagione seguente Anthony torna in Francia al Saint-Etienne, ma dopo appena sette presenze torna indietro e si accasa al Sunderland. Se al Liverpool era stata un' annata storica, lo stesso accadrà anche nel nord-est.... più o meno. E' il campionato in cui i Black Cats collezionano solo 15 punti e centrano la prima vittoria casalinga, che in Premier mancava da 15 mesi, all'ultimo tentativo contro il Fulham. Tuttavia, siccome al nostro personaggio piace tanto entrare nella storia, Le Tallec segna 6 reti, compresa una ai Cottagers, e si "laurea" top-scorer della squadra, che intanto se ne torna in Championship. Rientra ad Anfield, ma Benitez mette subito in chiaro le cose e non gli affida nemmeno un numero di maglia. E allora via con un nuovo prestito. Torna in patria, al Sochaux, ed almeno le cose vanno un pò meglio. Conclude con 25 presenze e segna 4 reti, ma ne fa una in extremis che consegna la Coppa di Francia alla squadra gialloblu. Estate 2007: ennesimo ritorno a Liverpool, ma di fermarsi lì non se ne parla. Gli Hearts of Midlothian provano a portarlo in Scottish Premier, ma alla fine spunta il Le Mans. Torna in prestito in Ligue 1, ma questa volta i Reds fissano un eventuale prossimo riscatto, a un milione di pounds. 5 gol in 26 partite convincono i francesi a prelevare tutto il suo cartellino. Dopo solamente 17 presenze e nessun gol in Premier, Le Tallec firma un quadriennale e si ferma nella Loira fino al 2010. Dopo 14 reti in 70 presenze, abbandona la squadra dopo la retrocessione in Ligue 2. L'Auxerre punta su di lui e investe tre milioni di euro per portarlo in Borgogna. Qui Le Tallec vive ogni tipo di emozione sportiva. Nella sua prima stagione ci mette del suo per trascinare la squadra al terzo posto, che vale l'accesso in Champions. In quella seguente, retrocede. Così come accaduto a Le Mans, Anthony non segue i compagni e resta in Ligue 1, al Valenciennes, dove milita dal 2012. 

La sua esperienza con i Bleus, invece, non è tanto meglio della sua carriera. 6 presenze con l'under 17, con cui ha vinto un Mondiale, e 4 gettoni con l'under 21. 

L'ultima volta che la Premier ha avuto sue notizie,è una shockante intervista di tre anni fa, in cui Le Tallec pronunciava queste parole: "più guardo giocare Tevez e Torres, più mi chiedo come abbia fatto a fallire in Premier. Spesso scherzo così con il mio procuratore: Torres mi ha rubato la carriera". Dichiarazioni deliranti o meno, così come il fallimento in Premier o la miriade di prestiti, Le Tallec può comunque giovarsi di una Champions League, conseguita con il suo minimo sforzo. Siccome sostiene che Torres gli abbia rubato la carriera - e anch'io, come tutti voi, ho sognato un giorno di alzare la Champions - mi sento "derubato" dall'attaccante. Le Tallec, dammi la mia medaglia!

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Andrea Dimasi

Ha fatto parte dello staff della Nazionale inglese di rugby ai Mondiali under 20 del 2015. Giornalista per il quotidiano Bresciaoggi, qualche comparsata in tv e in radio. Amante di storia e cultura britannica, accanito ground-hopper degli stadi d'oltremanica, segue il calcio inglese da oltre quindici anni. So occupa principalmente di aspetti economici del calcio e di serie minori. E' co-fondatore della pagina Facebook Football League Italia e autore del libro "Old Firm - La battaglia di Glasgow", edito da Urbone Publishing.

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