xnxx http://duvporn.com pornbrothers free porn porn video teen porn porn site XXX Porn Free porn videos Xnxx TOP OF THE FLOPS - Kleberson: E nessuno domandò chi fosse l'altro

   

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TOP OF THE FLOPS - Kleberson: E nessuno domandò chi fosse l'altro In evidenza

Poche settimane fa, citando l'esempio di Djemba Djemba, abbiamo discusso di quanto i Mondiali, fatta eccezione per qualche talento, portassero alla ribalta giocatori che non ebbero la forza, o fortuna, di ripetersi nel grande test del calcio europeo. Cosi come nel caso del centrocampista camerunese, anche oggi restiamo a Manchester, lato Old Trafford, per presentarvi uno che proprio la rassegna iridata lanciò, ma non riuscì a ripetersi con i Red Devils.

Josè Roni Exberria Pereira, in materia calcistica Kleberson, nasce in Brasile nel giugno 1979. Cresciuto nelle giovanili dell'Atletico Paranaense, top club del suo stato, trascorre le prime cinque stagioni con la maglia rossonera. Dopo aver contribuito a mettere in bacheca due campionati statali e uno nazionale, la sua duttilità nel centrocampo convince Felipe Scolari a portarlo in verdeoro per la fortunata edizione nippo-coreana. La miglior partita di quel Mondiale 2002, il nostro Kleberson, la giocherà proprio contro l'Inghilterra, annullando l'impostazione dei fantasisti di Sua Maestà e fornendo anche un assist per un gol. Tornato in patria da vincitore, il centrocampista gioca un'ultima stagione con l'Atletico, poi si accasa al Manchester United. Sir Alex Ferguson riesce a strapparlo a Newcastle, Celtic e Leeds, dopo che proprio questi ultimi riuscirono anche a ottenere un pre-contratto, salvo poi stracciarlo per la mancata volontà del giocatore di venire in Inghilterra senza la sua fidanzata, al tempo ancora minorenne. Portato a Old Trafford per sei milioni e mezzo di sterline, il brasiliano viene presentato come "il nuovo Veron". Quel giorno, però, si presenta alla stampa anche un altro nuovo acquisto dello United, snobbato da fotografi e giornalisti. Tutte le attenzioni sono per Kleberson, così nessuno sembra curarsi di un ragazzino portoghese con i brufoli in faccia, a cui quel giorno verrà affidata la maglia numera 7, appena lasciata libera da David Beckham. Inutile dirvi di chi stiamo parlando...

Giunto tra mille proclami, il centrocampista brasiliano si fa male al secondo gettone di presenza. Resta fuori del tempo, ma una volta rientrato non riuscirà a impressionare proprio nessuno. La sua prima stagione si conclude con 12 presenze, oltre ad altre quattro partite tra Coppe interne e Champions League, segnando la miseria di due gol. Messo definitivamente alle spalle l'infortunio alla caviglia, la seconda stagione deve essere quella della riscossa; sarà ancora peggiore e terminerà con 14 presenze totali, di cui solo 8 in Premier. Kleberson capisce che è ora di cambiare aria. Arriva l'offerta del Besiktas, che lo trascina a Istanbul per poco meno di tre milioni di euro. Il brasiliano etichetta il suo approdo in Turchia come il passaggio "da un grande club a un altro", poi non rinuncia a "punzecchiare" Ferguson, accusato di averlo scaricato. Con le Aquile giocherà due anni, scenderà in campo 45 volte e, contribuendo con tre gol, alzerà al cielo una Coppa di Turchia.

Terminata con un anno di anticipo la sua esperienza sul Bosforo, e ormai uscito dai radar della Seleçao, il classe 1979 lascia l'Europa. Torna in Brasile e nessuna scelta può essere così azzeccata. Veste la maglia del Flamengo, poi torna all'Atletico Paranaense e, dopo essere stato a un passo dal Palmeiras, riveste la divisa del Flamengo. Con i rossoneri, e parlo di entrambe le squadre, sembra tornare il centrocampista di un tempo. Intanto Carlos Dunga è il nuovo c.t.. Rispettando la sua volontà di portare più giocatori possibili militanti nel torneo carioca, Kleberson viene convocato per la Confederations Cup, così come per la spedizione sudafricana di un anno dopo. La disastrosa esperienza carioca al Mondiale 2010 chiude la carriera in Nazionale del centrocampista, che lascia il verdeoro dopo aver portato a casa un Mondiale, una Coppa America e una Confederations Cup. Cambia aria anche a livello di club e passa al Bahia. Terminata la sua stagione con 23 presenze, si fa tentare da un'esperienza in MLS. Con la maglia dei Philadelphia Union gioca solo 11 partite e, almeno una volta, riesce a iscriversi al tabellino dei marcatori, mettendo a segno una favolosa punizione al quinto minuto di recupero di un match contro il Toronto. Successivamente lascia la Major League, ma non gli Stati Uniti. Approda infatti agli Indy Eleven, realtà di Indianapolis concorrente nella North American Soccer League, meglio conosciuta come NASL. Nell'Indiana dallo scorso marzo, Kleberson ha finora giocato 19 partite, andando a rete in otto occasioni. 

Se Djemba Djemba doveva essere il nuovo Roy Keane, Kleberson doveva raccogliere l'eredità di Veron. Senza dimenticare che, come raccontatovi settimana scorsa, Taibi doveva figurare come il nuovo Schmeichel. Interessante come tutti e tre non siano riusciti a essere nemmeno loro stessi, ed è ancora più curioso che abbiamo raccolto una decina di storie de "il nuovo..." scelti dal buon Alex Ferguson. E pensare che quel giorno, sul prato verde di Old Trafford, nessun giornalista si azzardò di paragonare Cristiano Ronaldo a nessuno. 

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Andrea Dimasi

Ha fatto parte dello staff della Nazionale inglese di rugby ai Mondiali under 20 del 2015. Giornalista per il quotidiano Bresciaoggi, qualche comparsata in tv e in radio. Amante di storia e cultura britannica, accanito ground-hopper degli stadi d'oltremanica, segue il calcio inglese da oltre quindici anni. So occupa principalmente di aspetti economici del calcio e di serie minori. E' co-fondatore della pagina Facebook Football League Italia e autore del libro "Old Firm - La battaglia di Glasgow", edito da Urbone Publishing.

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