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TOP OF THE FLOPS - LUQUE: Decidere un derby non basta

A pochi giorni dal Tyne and Wear Derby, scontro che mette davanti le massime realtà calcistiche del nord-est d'Inghilterra, Top Of The Flops "elogia" un elemento che il derby l'ha una volta deciso, ma non è bastato per restare nei cuori dei propri tifosi. Decidere la sfida più importante dell'anno può cambiare una carriera intera, ma questo non vale per Albert Luque, ala spagnola passata da St. James' Park tra il 2005 e il 2007.

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TOP OF THE FLOPS - Bischoff: la solita scommessa di Wenger

Lo striscione “Arsene, thanks for the memories but it’s time to say goodbye”, apparso in occasione di WBA-Arsenal di pochi giorni fa, ha risollevato la vecchia questione su una prossima separazione tra Arsene Wenger e l’Arsenal, dopo quasi 20 anni di matrimonio. Da un lato. c'è chi difende il manager francese, riconoscendolo come il miglior tecnico della storia dei Gunners; dall'altro, c'è chi firmerebbe subito per l'allontanamento. Il capo d'accusa più comune riguarda i tanti abbagli presi sul mercato: giovani presentati come "promettenti", ma poi risultati poi inadeguati per la Premier. Abbiamo raccolto parecchie storie, ma quella di oggi è probabilmente la meno nota. Gentile pubblico di Ukpremier, ecco a voi l'esperienza di Amaury Bischoff all'Emirates.

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TOP OF THE FLOPS - Hugo Viana: c'è posto per me, Alan ?

Due episodi fa, scoprendo la carriera di Pascal Cygan, avevamo discusso di quanto fosse stato fortunato il terzino francese a vivere l'epoca d'oro di ogni squadra in cui ha militato. Oggi, facciamo l'inverso. O meglio, vi parliamo di Hugo Viana: uno che oggi potrebbe essere tranquillamente titolare a St. James' Park, ma dieci anni fa capitato nella squadra giusta al momento sbagliato, facendosi così bocciare al grande esame della Premier.

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TOP OF THE FLOPS - Ambrosetti: Quando giocare nel Chelsea non era così mainstream

Che magnati e Sceicchi siano alla guida di club di calcio è qualcosa ancora dibattuto. La mentalità che regna sovrana, però, è quella che "non so se sono d'accordo o no, l'importante è che spenda nella campagna acquisti". Senza pensare poi che un domani il "timoniere" possa abbandonare la nave, senza farsi scrupoli di debiti o promesse/cuori infranti. Di sicuro, dall'inizio delle spese folli, è cambiato il valore mediatico dei club. Il Manchester City è un esempio lampante. Poi c'è il Chelsea. Oggi, se spendono anche solo 20 milioni per portarti a Stamford Bridge, sei sicuramente qualcuno che vale. O per lo meno uno promettente; ieri, potevano permettersi di spendere poco più di tre milioni per portare Gabriele Ambrosetti, introdotto come "Il Ryan Giggs Italiano", al di là della Manica.

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TOP OF THE FLOPS: Cygan: essere sempre al posto giusto al momento giusto

Blackburn-Arsenal della stagione 2004-2005, un terzino francese  si rende protagonista di  un clamoroso liscio e il commentatore etichetta l’accaduto così: “Mi chiedo come faccia un giocatore così scarso a giocare in Premier League”. E’ la premessa perfetta per introdurci alla storia di Pascal Cygan, uno che probabilmente ha avuto poco talento ma allo stesso tempo ha avuto la capacità di “ficcarsi” nelle squadre giuste al momento giusto.

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