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Spaghetti in Uk - Il calcio raccontato oltremanica: Andy Porter e la Suicide Squad

ANDY PORTER SUICIDE SQUAD BURNLEY/ BURNLEY - "Quando andavo allo stadio, l'unica cosa che davvero mi interessava era fare casino, marcare il territorio, sfottere, anni fa se mi avessero domandato che cosa preferivo tra una bella bionda e una rissa, io avrei risposto senza esitazioni la seconda!"

Queste sono le parole di ANDY PORTER, hooligan convinto come ama definirsi. Egli 45 anni, nativo di Burnley è tra i fondatori oltre che leader della SUICIDE SQUAD, la celebre firm che dagli anni Ottanta colora la tifoseria della cittadina del LANCASHIRE. Porter, in un'intervista rilasciata al noto attore Danny DYER, ha raccontato di come inizialmente si chiamavano soltanto la banda di Burnley, ma a seguito degli attentati suicida in Libano, avvenuti nel 1984, il gruppo decise di assumere un nome ben più caratteristico, qualcosa che restasse per tutti coloro che venivano a Burnley in cerca di rogne.

Burnley, cittadina industriale che un tempo viveva di miniere oggi vive un difficile presente di città dormitorio, dove la squadra che oggi milita in Premier League, vanta una delle tifoserie più affezionate di tutta l'Inghilterra. Invece, quasi tutti i membri della SUICIDE SQUAD sono stati interdetti a vita dagli stadi. Chiunque veniva a Burnley in passato doveva fare i conti con loro, negli anni ottanta per esempio si sono resi responsabili di una serie di scontri feroci con le altre FIRM avversarie. Erano gli anni nei quali il Burnley non navigava nelle serie alte del calcio inglese, ciò nonostante venire a Burnley era sempre un scoglio duro per tutti. 

Scazzotate, risse, sballate, nel 2002 durante degli scontri con i tifosi del NOTTINGHAM FOREST, un giovane supporter del Nottingham è stato assassinato da un coetaneo appartenente alla Suicide Squad. Andrew Mc Nee di soli 19 anni, che all'epoca faceva parte della costola giovanile del gruppo, con a capo Sam Porter, il figlio di Andy. che nonostante l'età ha già collezionato una sfilza di precedenti. 

Il 15 ottobre 2009, a seguito del primo incontro tra Blackburn e Burnley in Premier, due fazioni di hooligans si sono affrontati. Per le tradizioni e per la vicinanza, Blackburn e Burnley da sempre sono rivali acerrime. Insieme quel giorno hanno dato vita ad uno scontro senza precedenti. A seguito di ciò, gran parte dei presenti quel giorno sono stati arrestati e condannati a pene di carcere molto pesanti.

Andy Porter, prima di quel fatto, nel 2007 aveva pubblicato un libro, chiamato: Suicide Squad: The Inside Story Of a Football Firm. Biografia nella quale raccontava tutte le sue esperienze da hooligan. Porter, corpo interamente tatuato, sul volto i segni indelebili degli scontri, in una recente intervista si era autodefinito, "hooligan convinto punto", del resto per uno come lui il carcere e la riabilitazione non funzionano o meglio non sono mai funzionate. Si è fatto tanti anni di carcere, ma non s'è mai lamentato anzi, aspettava soltanto di uscire per rifare le stesse cose di prima.

"HOOLIGANS si nasce, è una questione genetica. Siamo un po' come Beckham che è nato calciatore o Rembrandt che dipingeva già da bambino, chi cavolo gliel'aveva insegnato?!!"

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