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L'importanza di chiamarsi Young Lions nell'estate 2017 In evidenza

NAZIONALI INGHILTERRA UNDER 21 UNDER 20/ REGNO UNITO - In attesa che riprendano i campionati inglesi vi forniamo un breve racconto dell'estate magica vissuta dal pallone a tinte inglesi. Estate da protagonisti per tanti giovani che adesso da campioni del mondo, d'Europa o vice-campioni d'Europa cercano spazio nelle trafficate rose dei club professionistici inglesi in attesa di capire se saranno davvero campioni anche tra i grandi.

FA(ranno) bene?

Dalle pagine dei tabloid inglesi, con la solita cattiveria in più se si tratta di questioni interne, in primavera l’Inghilterra era stata messa sullo stesso piano della Cina. La nazionale di calcio asiatica infatti, che fa fatica a stare al passo con le dirette rivali sul continente asiatico e vorrebbe (sacrificando enormi capitali) mettere le mani sulla Coppa del Mondo da qui a 4 decenni, è assolutamente certa di non partecipare al Mondiale 2018 nonostante le grandi aspettative.

Da qui il parallelo, i tifosi e i media cinesi funzionano esattamente allo stesso modo che sull’isola di Albione: i media accrescono le aspettative del paese assumendo un punto di vista assolutamente straniato dal resto del mondo che finisce per avere delle valutazioni elevate e portano speranze ingiustificate al Paese tutto. Quando poi si passa alla realtà tifosi e media restano scottati e reagiscono in maniera esagerata. Paragone ridicolo se ci pensate. Gli inglesi questo gioco lo hanno inventato, mentre i cinesi al momento la storia la stanno facendo grazie alle valanghe di renminbi o yuan lanciate sul mercato pallonaro, flussi che generano sospetti e che sono sotto l’occhio del ciclone di Xi Jinping, l’uomo che ama il calcio ma deve tenere sotto controllo le riserve nazionali. Il fatto che i media inglesi si facciano abbagliare dalle valutazioni dei cartellini dei propri giocatori e ignorino il gap tecnico che li divide dal resto del continente europeo. Gap che diventa più marcato se pensiamo alla quantità di calciatori stranieri che domina la Premier League, sofferente per un dominio spagnolo e per un proprio declino ormai da 8-9, quando si celebrò una finale tutta inglese e per due anni di seguito ci furono 3 semifinaliste inglesi. Paragone ridicolo perché se è vero che la Premier resta affascinante è anche il campionato dei mercati record che però si fa ridicolizzare in giro per l’Europa: Manchester City, Chelsea, Liverpool e Manchester United (più Tottenham) sono i maggiori rappresentanti del calcio inglese e sono anche quelle che hanno fatto più figuracce europee se consideriamo la sola Champions League. Con l'uscita di scena di grandi protagonisti, come Terry, Lampard, Gerrard, Ferdinand e Scholes, sulla nazionale gravava un grande interrogativo. L’uscita di scena all’Europeo 2016 sotto i colpi dell’Islanda ha allontanato definitivamente la gente dai sogni di gloria che dal 1966 animano i coriacei sudditi di Sua Maestà, che in quanto a costanza e determinazione non sono secondi a nessuno.

Golden Summer

L’estate 2015 aveva dato altrettante delusioni. L’Under 21 di Southgate poteva contare su un nutrito gruppo di talenti provati già in Premier League: Butland, Jenkinson, Stones, Ward-Prowse, Redmond, Lingard e Chambers ma soprattutto un attacco con Ings, Berahino e Kane che avevano chiuso rispettivamente con 11, 14 e 21 gol in campionato. Gli Young Lions chiusero a 3 punti, dopo appena 3 partite della fase a gironi, il loro Europeo. Greg Clarke, chairman della FA, aveva di fronte a sé un’estate piena di eventi, quindi come i suoi successori, sembrava condannato ad un’estate infuocata dalle polemiche e dalla frustrazione dei tifosi e riportata sulle pagine dei principali giornali nazionali. Nessun proclama, niente pubblicità, gli impegni delle nazionali giovanili sono passati sotto silenzio; eppure i leoncini hanno iniziato a far parlare delle loro imprese fin dal principio.

Prima tappa: Croazia. 2° Posto

In Croazia l’Under 17 vola fino alla finale dell’Europeo di categoria contro la Spagna: gli uomini di Cooper vanno 2 volte in vantaggio ma vengono riacciuffati dagli spagnoli sul 2-2 nei minuti di recupero; gli inglesi ai rigori possono assicurarsi il 3° Europeo di categoria in 8 anni; finisce 4-1 per gli iberici ma con il grande orgoglio e soddisfazione del manager inglese. A Tolone, sede del torneo giovanile per nazionali più prestigioso al mondo (fuori dalle competizioni FIFA), gli Young Lions si confermano campioni per il secondo anno consecutivo, figli di 4 anni in cui gli inglesi hanno sempre centrato i primi 4 posti, doppietta che mancava dal 1994. A pochi giorni di distanza però la nazionale Under 20 al mondiale coreano si gioca la finale. La squadra di Paul Simpson parte forte col primo posto nel Gruppo A, poi sofferte vittorie con Costa Rica e Messico prima di spazzare in rimonta l’Italia in semifinale trascinata dai gol di Dominic Solanke (eletto miglior giocatore del torneo), Lookman e Calvert-Lewin. La finale vinta contro il Venezuela era la prima finale mondiale dal 1966, una vittoria che ha ridato alla FA il titolo di campione del mondo 51 anni dopo la prima e unica volta nella storia dei “maestri”. L’Under 21 di Aidy Boothroyd ha arricchito la serie delle nazionali inglesi cadute alla lotteria dei rigori, una specialità sulla quale gli inglesi da 20 anni cercano di migliorare. Ancora una volta è stata la Germania a fare la voce grossa contro i Lions, che nei 90’ hanno giocato una grande partita e passati grazie a Gray e Abraham ma traditi dagli 11 metri dallo stesso attaccante del Chelsea, che giocherà allo Swansea City, e Nathan Redmond protagonista fino a quel momento. Adesso bisognerà dare spazio e capire se questa sarà davvero la generazione giusta, contando sul fatto che altri giovani come Alli, Dier e Stones sono già importanti protagonisti con i Three Lions e una stella come Marcus Rashford è pronta a brillare.

Radar

Il sogno mondiale dunque dipenderà anche dal mercato inglese, dove tanti campioni e giovani promesse si scontrano in continuazione. Il trend degli homegrown players è migliorato negli anni, eppure un club come il Chelsea fa ancora fatica ad affidarsi ai suoi giovani, che pure hanno fatto così bene. I leader nel lanciare questi ragazzi sono di casa a Liverpool e vestono la maglia blu. L’Everton è una delle società che ha fatto meglio da questo punto di vista insieme al Southampton e non sembra un caso che entrambe abbiano attinto dalla mentalità molto olandese di Koeman: l’età è un numero, i migliori vanno in campo a 35 o 16 anni. E partiamo proprio da loro: Lookman e Calvert-Lewin hanno segnato gol pesanti e fatto bene anche con la maglia dei Toffees; due attaccanti veloci e pericolosi che devono soltanto acquisire quel pizzico di furbizia per prendere il tempo ai difensori avversari con continuità e diventare un incubo per le linee avversarie come hanno dimostrato in Corea. A centrocampo l’esperienza di Cook, già titolare del Bournemouth, ha avuto grande importanza: un centrocampista che sa gestire i ritmi e la pressione rispetto ai pari età dotato di ottima tecnica e temperamento, un regista arretrato che mette poco i piedi in area ma molto ordinato. Adesso tocca alle Cherries scommettere sull’ex Leeds che intanto è diventato il secondo capitano inglese dopo Sir Bobby Charlton ad alzare una coppa del mondo. Alle loro spalle volti noti come Ejaria e Ojo che al Liverpool hanno già esordito, la folta schiera di Blues con Tomori e Clarke-Salter, uno è un terzino di spinta che deve curare però con maggiore cura la fase difensiva mentre il secondo è stato messo in luce da Terry e a 19 anni ha mostrato grandissime qualità ma anche tutti i limiti dell’età. Da casa Chelsea arriva anche Solanke che oltre alla scarpa d’oro e alla pericolosità sotto porta maturata nell’esperienza olandese alla affiliata Vitesse, in estate ha mostrato grande consapevolezza dei propri mezzi e sembra pronto a fare il grande salto nel Liverpool di Klopp che lo ha preso, a sorpresa, prima della grande avventura coreana. Maitland-Niles e Onomah sono altri due volti noti, centrocampisti rispettivamente nell’Arsenal e nel Tottenham per loro adesso è il momento di giocare, un problema enorme nonostante la fiducia che Pochettino e Wenger hanno nei loro ragazzi; Onomah ha fatto benissimo quando chiamato in causa mentre il talentino Gunners ha avuto uno spazio troppo limitato.

Il Merseyside Derby del prossimo 9 Dicembre potrebbe vedere questi due protagonisti. Uno in rosso e l'altro in blu.

L’Under 21 è invece piena di talenti conosciuti da Pickford a Redmond passando per Chambers, Ward-Prowse, Grealish, Redmond e Gray. Squadra che però mostra anche il talento difensivo dei Wolves che in Iorfa e Hause hanno due dei giovani più interessanti in Championship, ma anche la coppia Saints Targett e Stephens, che saranno protagonisti in questa stagione, e il nuovo leader dello Swansea Alfie Mawson. I Toffees piazzano con Galloway e Holgate altri due importantissimi pezzi del futuro della squadra di Goodison Park(ancora per poco). Il più giovane della spedizione sembra anche quello più interessante, si è trasferito allo Swansea in estate e pare per sostituire uno Llorente che sembra vicino al Chelsea. Lo stesso Chelsea che ha curato la crescita proprio di Tammy Abraham, attaccante alto ma anche veloce che ha nella straripante fisicità uno dei suoi punti di forza, soprattutto se parliamo di calcio giovanile nel quale ha fatto incetta di trofei in Inghilterra e in Europa. Altro recentissimo approdo in Premier è quello di Jacob Murphy, l’ex Norwich passato al Newcastle potrebbe essere una sorpresa e crescere moltissimo nella gestione Benitez.

Numero 10 e (forse) tutto il peso dell'attacco dei Jack sulle spalle: Tammy Abraham. 

Altri nomi? Dall’Under 19 arriva uno che sembra già maturo a sufficienza: Jay Dasilva. Anche lui arriva dal vivaio di Stamford Bridge, terzino sinistro che ha servito più da ala aggiunta non mentendo affatto le origini brasiliane per propensione offensiva e qualità tecnica. Da Londra arrivano anche Tammy Edun, Mason Mount e Ryan Sessegnon. Il primo, mediano, arriva dal Fulham ed ha impressionato per la personalità e la forza fisica messa in campo. Un Touré in provetta per il momento, anche se con meno qualità tecnica. Numero 10 di grandissima tecnica nello stretto è quel Mount del quale anche Conte ha dovuto parlare in estate. Ottimo al tiro e nel dribbling, il trequartista è il segno evidente del nuovo corso del calcio inglese che si sta allontanando dalla tradizione isolana e si sta avvicinando al gioco palla a terra predicato dagli spagnoli da cui Mason sembra aver preso tutto il meglio. Ancora Craven Cottage se volete ammirare Ryan Sessegnon: il più conosciuto, è sui taccuini di mezza Premier e anche in Europa qualcuno si è accorto di questo ragazzo. Esterno velocissimo, quasi imprendibile quando parte, ottimo se si tratta di scardinare le difese avversarie. Il Liverpool ci ha provato, ma dopo l’arrivo di Salah il ragazzo ha capito che con i rossi non ci sarebbe stato troppo spazio, a breve lo vedremo anche sui campi di Premier se prosegue la sua crescita esponenziale. Il fatto che sia un 2000 e abbia 25 presenze e 5 gol in Championship non vi deve far arrossire.   

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Damiano Bezzi

Studente classe '95 che frequenta la facoltà di LINFO, con la passione poi sfociata in mania per il calcio, soprattutto internazionale, ed una religiosa fede per la Premier League.

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