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Tredici dicembre, il ricordo più bello della mia vita! In evidenza

Dare voce ai nostri lettori è un obiettivo importante per il progetto di UK Premier, per questo siamo molto lieti di accogliere il racconto di Gianmarco e della sua prima esperienza nel calcio d'oltremanica.

Fin da quando ero piccolo provavo molta simpatia per il calcio inglese. Il mio idolo era Michael Owen - il "golden boy" di Liverpool - e sua fu la prima maglia che comprai!
Dalla semplice simpatia, con il passare del tempo, il sentimento è sfociato in qualcosa di molto più grande: il Liverpool era la squadra british che più mi affascinava, soprattutto dopo la rimonta in Champions ad Istanbul. Da amante del calcio, e dunque di quello inglese, e del Liverpool mi ero ripromesso che prima o poi sarei dovuto andare ad Anfield, anche solamente per sentire l'inno più affascinante del mondo perché - parlando chiaramente - già soltanto sentire le note di You'l never walk alone" vale il prezzo del biglietto.

In una freddissima quanto usuale  domenica di dicembre ho finalmente coronato il mio sogno! Una giornata indimenticabile, partendo dal pre-partita. Come di consuetudine si va a bere un paio di pinte ad un pub della parte rossa e bella di Liverpool - a due passi da Anfield - per esorcizzare l'ansia e per riscaldarsi un po. Usciti dal locale - con ancora il sapore in bocca dell'ultimo sorso di birra e un po' inebriato dall'atmosfera di festa che aleggia nell'aria - capisci che il momento è arrivato, ti giri e vedi Anfield che svetta imponente davanti ai tuoi occhi. A fianco - piccola ma piena di significato - ecco la statua di Bill Shankly, colui che rendeva le persone felici (he mades people happy), poco dopo il monumento ai 96 defunti di Hillsborough. Un brivido mi attraversa il corpo, lasciando presto spazio alla pelle d'oca e - come se non bastasse - un doveroso pensiero va anche alle vittime dell'Heysel; a ricordarle una lapide che recita in Italiano "in memoria ed amicizia".
Con le gambe ancora molli per la grandissima emozione ti accingi a mettere il piede sul primo gradino delle scale per raggiungere il tuo posto e - da un momento all'altro - ti ritrovi nel cuore dello stadio più romantico del mondo! La sola vista panoramica mozza il fiato, neanche il tempo per realizzare che sei veramente lì e 46000 persone iniziano ad intonare le note più famose dal punto di vista calcistico! Credetemi è un qualcosa di poetico, si percepisce davvero la passione che i tifosi provano verso la loro squadra; come da tradizione viene intonato due volte: prima della partita e poco prima che finisca indipendentemente dal risultato.
Risultato che ci vedeva ancora sotto per 1-2 contro un West Bromwich che non faceva altro che spazzare la palla. Nonostante tutto i tifosi sono riusciti a trasmettere quella grinta che ha fatto sì che al 96° minuto Origi con una rocambolesca deviazione portasse i Reds sul 2-2.
Dello score finale - però -  non mi è importato molto, anzi proprio nulla. Come si fa a esser tristi dopo aver realizzato il tuo sogno? Come si fa a esser tristi dopo aver ammirato Anfield? Come si fa a esser tristi dopo aver visto undici leoni che hanno onorato in campo la loro casacca rossa?
Semplicemente Impossibile.
Once a Red, always a Red. YNWA

 

 

 

 

 

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Carlo Pacciani

Laureato in Scienze Biologiche, laureando in Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università degli studi di Milano; da sempre appassionato di sport, soprattutto di calcio e in modo particolare di quello inglese. Alla domanda cosa farò in futuro non so dare una risposta precisa, ma non disegno questa citazione:

“Ieri è storia, domani è un mistero ma oggi è un dono, per questo si chiama presente”

Resta solo che impegnarsi!

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