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Legends - Quel derby di Edimburgo del 1940 che salvò la città dai bombardamenti In evidenza

DERBY DI EDIMBURGO SCOTTISH CHAMPIONSHIP / EDIMBURGO - Il "New Year's Derby" è una tradizione consolidata nello sport britannico, che porta i derby locali a disputarsi nei giorni immediatamente precedenti all'ultimo dell'anno, o in quelli immediatamente successivi.

Con l'avvento delle pay-tv e degli investimenti milionari, la consuetudine nel calcio è andata spegnendosi; niente a che fare, invece, con il rugby. Ancora oggi, infatti, nel campionato del Pro12 non sono solo le squadre d'oltremanica a disputare il "Derby di Capodanno", che spesso si tramuta in un vero e proprio evento di grido. I "New Year's Derby" hanno fatto storia per quanto fatto in campo, ma c'è un precedente che ha invece fatto parlare di sè per questioni extra-sportive. Un caso così curioso e così affascinante che, negli anni a seguire, è stato portato dalla libreria al cinema, dal teatro alla tv.

Si tratta del Derby di Edimburgo del 3 gennaio 1940, e nel giorno del 75° anniversario ci ha pensato il giornale scozzese Scotsmen a ricordare quanto accaduto in quella diciannovesima giornata di Scottish Championship. All'Easter Road era in programma il derby tra Hibernian e Hearts: un match mai banale, che vissuto dagli spalti può essere benissimo visto come un Old Firm strappato a Glasgow e trasferito nella capitale, con i cattolici filo-irlandese degli Hibs da una parte, e i protestanti filo-britannici dei Maroons dall'altra. A rovinare quel che fu consegnato alla storia come uno straordinario 6-5 a favore degli Hearts ci si mise la nebbia, che rese impossibile al pubblico accorgersi di cosa stesse accadendo in campo.

Con l'obiettivo di intrattenere i soldati al fronte - sì, perchè da appena tre mesi il mondo era caduto in una nuova guerra mondiale, ventidue anni dopo la fine di quella precedente - la BBC decise di incaricare Bob Kinsgley della radiocronaca. Tra le "vittime" della nebbia ci fu anche lo stesso Bob, reso impossibilitato di vedere il campo dalla sua postazione, L'uomo della provvidenza di quel giorno vestì i panni di Leo Hunter, capo dei redattori. Hunter costrinse infatti Kingsley a insistere nel suo racconto della partita, senza però svelare che in realtà Edimburgo si trovasse sotto un velo di nebbia "accecante". Confessare la verità avrebbe voluto informare i tedeschi della possibilità di attivare la Luftwaffe, e colpire così più facilmente la capitale scozzese.

Pur non riuscendo a vedere al di là del suo naso, il radiocronista si cimentò dunque nella telecronaca più "bizzarra" di sempre, fatta per gran parte di invenzioni, supposizioni e azioni raccontate da alcuni "incaricati" - ossia il pubblico in prima fila -, che avevano il compito di salire fino alla postazione per raccontare in qualche modo quanto visto.

Per l'ennesima volta il fascino del calcio si legò alla realtà politica e sociale del mondo. Ma una storia unica del suo genere non manco di un lato goliardico. Ben abbondantemente dopo il triplice fischio finale, Kingsley proseguì nella sua cronaca, e lo fece in un Easter Road ormai deserto, con gran parte del pubblico che lasciò lo stadio ancora nella prima metà di gara. A spegnere il microfono del cronista ci pensarono i giocatori degli Hearts, saliti in tribuna a cercare il compagno John Donaldson. L'esterno dei Maroons, non essendosi accorto della fine della partita, stava ancora correndo in campo, chiamando a gran voce palla e compagni.

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Andrea Dimasi

Ha fatto parte dello staff della Nazionale inglese di rugby ai Mondiali under 20 del 2015. Giornalista per il quotidiano Bresciaoggi, qualche comparsata in tv e in radio. Amante di storia e cultura britannica, accanito ground-hopper degli stadi d'oltremanica, segue il calcio inglese da oltre quindici anni. So occupa principalmente di aspetti economici del calcio e di serie minori. E' co-fondatore della pagina Facebook Football League Italia e autore del libro "Old Firm - La battaglia di Glasgow", edito da Urbone Publishing.

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