pornbrothers hd young porn mobile porn porn video teen porn porn site XXX Porn Free porn videos Xnxx Old Firm - La battaglia di Glasgow, presentazione del libro e incontro con l'autore

   

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Old Firm - La battaglia di Glasgow, presentazione del libro e incontro con l'autore In evidenza

OLD FIRM LA BATTAGLIA DI GLASGOW URBONE PUBLISHING / ROMA - Oggi presentiamo l'autore di un libro che per la nostra redazione ha un valore speciale. Da pochi giorni è infatti uscito Old Firm - La battaglia di Glasgow, edito da Urbone Publishing e scritto dal nostro redattore Andrea Dimasi. Una parte dello staff di Ukpremier ha voluto invitare Andrea a rispondere ad alcune domande in merito al suo libro, in vendita sul sito Urbone Publishing e Amazon.

 - Andrea: dopo tanti articoli scritti con noi di Ukpremier, è arrivato il momento del tuo debutto in libreria. Noi ti conosciamo bene qui dentro, ma innanzitutto spiega ai lettori chi è Andrea Dimasi, autore del libro Old Firm - La battaglia di Glasgow.

Da dove cominciare?! dovrei dire che sono uno studente di giurisprudenza di Brescia che nel tempo libero scrive di sport per il quotidiano della sua città e nel resto del tempo viaggia e gioca a golf. Ma mi sono sempre definito un tipo particolare e per questo motivo, nel mio ordine delle gerarchie, mi sento di dire che sono un giornalista sportivo del quotidiano Bresciaoggi, per il quale scrive di calcio, boxe, football americano e tanto, tanto, tanto, tantissimo rugby. Poi, dopo gli articoli, mi piace prendere un aereo che mi porti oltre lo stretto della Manica, e quando invece non lo posso fare, vado a giocare sul green. E infine, se mi avanza tempo, mi ricordo di essere iscritto all'università e vado in facoltà a dare un esame, e la cosa sconvolgente è che a volte va anche bene. Fatta eccezione per il giornale della mia città, intrattengo altre collaborazioni grazie alle quali posso nutrire le mie passioni, innanzitutto calcio inglese ed economia. Ma sul primo punto sono sicuro che ci sarà tempo di tornarne a parlarne più tardi. Per ukpremier.it scrivo dall'estate 2014, e in particolare mi piace occuparmi di news inerenti lo sport business e notizie in arrivo dalla non-league. Anzi, probabilmente queste sono le mie preferite. Poi, nel corso di questi anni, mi sono anche divertito a seguire i campionati minori britannici riepilogando i turni week-end dopo week-end. Dalla Welsh Premier League alla League of Ireland, è forse grazie a questo che mi sono avvicinato a questo mondo meno professionistico ma più "british" nell'atmosfera. Da poco, invece, insieme a un amico abbiamo deciso di lanciare una pagina di Facebook dedicata soltanto al mondo della Football League e della non-league, dal nome Football League Italia

- E così, tra un riepilogo e un altro, siamo arrivati a questo libro, uscito ufficialmente lo scorso venerdì. Spiegaci perchè hai sentito l'esigenza di scriverlo e perchè hai scelto proprio questo tema.

Dopo tre anni nel giornalismo e dopo aver scritto oltre 2.000 articoli sentivo il bisogno di misurarmi con qualcosa di più "grosso". Sono un divoratore di libri di letteratura sportiva, quindi, se proprio devo essere sincero, ho sempre saputo che prima o poi avrei scritto un libro. L'idea di farlo mi ronzava in testa da più di un anno, ma sinceramente non sapevo ancora bene di cosa avrei potuto scrivere. O meglio, non ho mai avuto dubbi che l'oggetto sarebbe stato il calcio inglese, ma per oltre sei mesi non sono riuscito a scegliere un tema principale per il mio scritto. E questo dovuto al fatto che resto convinto che chiunque voglia scrivere un libro debba avere piena padronanza di un argomento. E' vero che per riempire pagine e pagine si raccoglie materiale tra librerie e internet, ma allo stesso tempo credo che lo scrittore debba possedere il tema come se fosse una cosa propria. Io, per esempio, non sarei mai riuscito a scrivere di calcio sud-americano. Avrei potuto raccogliere del materiale in rete, ma non avendo mai viaggiato nei suoi luoghi, non sarei mai riuscito a costruirmi un bagaglio di informazioni grazie all'esperienza maturata sul posto. Per quanto riguarda "Old Firm", invece, è un tema che ho sempre sentito vicino, sia da un punto di vista culturale che tecnico. Due delle città in cui ha le radici questo derby sono Belfast e Glasgow: due città che amo e che ho sentito davvero mie dopo averci trascorso del tempo. Specialmente per Belfast, e dopo un viaggio in Irlanda del Nord che mi sono appassionato alla "questione irlandese", che è uno dei temi centrali del libro. Così, dopo aver passato la scorsa estate a Glasgow, ho deciso di tornare e mettermi al lavoro.

- Se non ricordo male, quando ci dissi che ti saresti allontanato per lavorare al tuo progetto, ci avevi detto che il tema del libro sarebbe stato qualcosa di diverso. O sbaglio ?

E' vero, quando lo scorso settembre ho dovuto parzialmente disimpegnarmi da Ukpremier, l'avevo fatto dicendo che avrei scritto un libro sul calcio scozzese, e non proprio sull'Old Firm. Per una settimana il lavoro finale del mio libro è rimasto questo, ma poi Gianluca Iuorio - proprietario della casa editrice Urbone Publishing e persona squisita che ho avuto la fortuna di incontrare nel mio cammino - mi ha chiesto se mi andasse di scrivere qualcosa più incentrato sull'Old Firm, e io non ho avuto nessuna esitazione. Anche perchè, dopo tutto il materiale immagazzinato nella mia testa nel corso degli ultimi quindici anni, l'estate scorsa a Glasgow avevo acquistato dei libri sul derby che alla fine mi sono tornati utili per il tipo di lavoro che ho portato al termine.

- Entriamo nel vivo di quello che è Old Firm - La battaglia di Glasgow e raccontaci cosa dobbiamo aspettarci da questo libro.

Innanzitutto voglio dire che si tratta di un progetto in cui ho dato veramente me stesso. Tenevo a fare il miglior lavoro possibile, partendo da un indice accattivante, e che non risultasse noioso agli occhi del lettore. Per questo motivo ho deciso di scrivere un testo "snello". Mi spiego, visto la portata del tema c'era tutto il rischio di scrivere un'enciclopedia soporifera di cinquecento pagine. Il mio obiettivo era invece quello di analizzare tutti i temi principali dell'Old Firm, per darne una visuale a 360° gradi. Sinceramente sono soddisfatto di quanto ho concluso. C'è la parte di analisi storica che analizza i principali turning-point della storia britannica e quindi dell'Old Firm. Ho parlato delle origini dei club, dei loro successi, dei match e dei campioni memorabili. Una delle mie più grandi passioni è l'economia e, in particolare, l'economia in ambito sportivo. E per questo motivo sono stato molto felice di aver potuto dedicare un capitolo a quelli che sono i conti e i numeri del derby. Un'altra cosa che mi rende soddisfatto del mio lavoro è stata la possibilità di approfondire il fallimento dei Rangers del 2012. In Italia, per esempio, in pochi sanno a cosa è stato dovuto il crollo economico e come è stato generato. Sono state cinque settimane di lavoro intenso. In alcuni giorni ho dedicato dodici ore a questo progetto tra lavoro di ricerca e di stesura, senza mai perdere l'entusiasmo e la voglia di consegnare lo scritto migliore. Spero davvero che, a chi vorrà investirci, piaccia, e ne approfitto intanto per ringraziarli di cuore. Per me ogni copia acquistata avrà un significato enorme

- Hai detto che l'oggetto del tuo libro sarebbe stato sicuramente il calcio inglese, allora spiegaci da dove nasce questa tua passione.

Il calcio inglese è una delle poche certezze che ho nella vita. Me ne sono appassionato alla fine degli anni novanta grazie alle dirette di Tele+. Stiamo parlando dei tempi del Manchester United di Beckham e Roy Keane, di Main Road casa del Manchester City, del Coventry in Premier. Da allora non ho più smesso di seguirla, ma nel corso degli anni ho poi approfondito la materia con la Championship e la Football League che Sportitalia ha trasmesso dal 2004 al 2012. Le sintesi e la diretta settimanale con la voce di Stefano Borghi era un appuntamento a cui non potevo rinunciare. Così come per le finali play-off, che credo di non averne persa una in quelli anni. Mi è dispiaciuto molto quando non hanno deciso di confermare i diritti, ma conservo un ottimo ricordo di quei giorni. Credo che al tempo in Italia fossimo pochi "malati" a seguire le sintesi di Peterborough-Chesterfield e di Plymouth-Crewe Alexandra. Credo che l'amore per il calcio inglese dipenda dalla passione che ho per il Regno Unito, la sua storia e la sua cultura. Ho avuto la fortuna di girare praticamente ogni angolo dell'isola, e ancora oggi attraverso la Manica almeno tre-quattro volte l'anno. Il tempo di assistere a un paio di match e tornare. Ho assistito a partite dalla Premier alla National League, dalla Championship alla League Two. Lo stesso anche in Scozia e Irlanda. No, credo che questa passione non mi passerà mai.

- Molti di noi della redazione l'hanno già ordinato o hanno intenzione di farlo a breve, dicci cosa dobbiamo aspettarci.

Credo che a chi piaccia il legame calcio-politica e calcio-cultura, questo sia un libro da comprare. Sì, c'è una seconda parte che ho dedicato all'ambito più tecnico e a chi ha vestito le maglie di Celtic e di Rangers. Ma approfondire temi come la "questione-irlandese", la Grande Carestia, la Battaglia del Boyne e le differenze sociali e religiose dei tifosi, è materia per un determinato tipo di lettore. Ma pur di calcio si parla, e per questo motivo c'è poi spazio per le stagioni più importanti dei due club, i derby che hanno segnato la storia e un capitolo dedicato a quei pochi temerari che hanno osato vestire entrambe le maglie, anche se, come leggerete nel libro, prima della Seconda guerra mondiale la cosa non solo passava inosservata, ma era anche consuetudine. La cosa che mi piace di più di questo libro è lo sviluppo dell'indice. Ho impiegato un fine settimana intero per decidere su quali temi mi sarei soffermato e in che modo mi sarei approcciato, ma tra un'esclusione e una new-entry a libro quasi ultimato, devo dire che ho scelto quello che preferivo e ritenevo più importante. Dal mio punto di vista di lettore, non mi sono mai piaciuti i libri monotematici. Ho sempre preferito testi con la raccolta di più racconti, ma per essere il mio primo lavoro sono soddisfatto di quanto ho creato. Ora, ovviamente, il giudizio spetta a voi. E spero sia il più positivo possibile.

- Marzullo direbbe "si faccia una domanda e si dia una risposta". Tu, Andrea, che domanda ti faresti e che risposta daresti ? 

C'è modo di restituire il libro e riavere i soldi indietro? No ragazzi, casomai usatelo per incartare il pesce. Scherzi a parte, la domanda che forse qualcuno di voi potrebbe farmi è: "perchè non hai parlato di quello/perchè non hai approfondito quel tema?". Vi ripeto che l'ultima cosa che avrei voluto fare è scrivere un'enciclopedia kilometrica. Ovviamente mi sarebbe piaciuto affrontare ogni singolo giocatore e ogni singolo Old Firm dei quattrocento giocati. Ma volevo che vi ritrovaste nelle mani proprio un libro "snello" e scorrevole come quello che leggerete nel caso in cui decideste di acquistarlo (e io vi rinnovo i ringraziamenti). Se la domanda che mi farei fosse proprio questa: "perchè non hai parlato di quella cosa?", allora vi rispondo che un sogno sarebbe riscrivere lo stesso libro tra una decina di anni, parlando dei personaggi lasciati in sospeso e aggiornando le cronache dell'Old Firm fino a quel momento. Lo sottolineo nelle frasi finali del mio lavoro: il bello del derby di Glasgow è che ce n'è sempre un altro.

 

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Redazione Uk Premier

Ukpremier.it nasce da un'idea di appassionati del football d'oltremanica e mira a diventare il punto di riferimento per tutti coloro che amano il calcio e gli sport inglesi. Dalla Premier League alla League Two, dalle coppe ai vari sport d'oltremanica, passando per rubriche e viaggi nella storia del calcio. Tutto quello che serve per rimanere informarti e gustarsi la vera essenza degli elementi portanti del mondo calcistico britannico.

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