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PREMIER LEAGUE/ INGHILTERRA - Con la pausa del campionato oggi possiamo dare spazio a qualche analisi sulla Premier League. Se la lotta al titolo sembra chiusa quella in fondo alla classifica si fa fitta e allora ne abbiamo parlato con Giulio Bianco e Damiano Bezzi. 

Considerazioni Inziali

Qualche settimana fa ci siamo messi a spulciare i numeri delle squadre in fondo alla classifica e abbiamo analizzato la storia della Premier League, tralasciando i dati delle stagioni a 22 squadre. La media della prima squadra ad evitare il taglio in Champs è di 38 punti, appena 2 sotto ai famosi 40 ma in questa stagione, considerando la media delle ultime, potremmo scendere sotto quella quota. La tendenza ci mostra che negli ultimi anni le ultime rallentano sempre di più e la lotta salvezza coinvolge un mucchio sempre più compatto. Solo 3 marcatori nella storia hanno trascinato la loro squadra alla salvezza finendo nella Top 10 dei capocannonieri: Dion Dublin in maglia Coventry City, Benteke con l'Aston Villa e Defoe con il Sunderland nella stagione appena passata. La quota salvezza più bassa è del 2005: al WBA bastarono 34 punti, 0.89 di media a partita, mentre solo 2 stagioni prima al Bolton ne servirono 44. 

  • Negli ultimi 5 anni solo nella stagione 2011/12 e 2014/15 la salvezza si è giocata all'ultima giornata (Bolton/QPR; Newcastle/Hull City)
  • Nella stagione 2004/05 si è giocata l'ultima giornata con totale incertezza sulla zona retrocessione
  • Da quando esiste la Premier League in 14 occasioni le squadre promosse tramite play-off sono retrocesse nella stagione immediatamente successiva

In questa stagione ci si potrebbe salvare con 32 punti (con le medie calcolate alla 27giornata). Le squadre in fondo alla classifica viaggiano ad un ritmo sempre più lento, conseguenza del divario tra Premier e Championship e del gap enorme tra le big 6/7 e tutto il resto del vicinato?

Giulio: Penso di sì. Non tutte le neo promosse riescono ad avere un impatto dignitoso e soffrono parecchio. Difficile vedere le big steccare contro le neo promosse tranne rari casi. La quota potrebbe diminuire anche guardando al calendario: molte di queste squadre dovranno affrontare almeno una partita contro una big o una di quelle che sta lottando per l'Europa. Un dato che ci supporta arriva dalla stagione 2011/12: solo in questa stagione, se prendiamo in considerazione la storia più recente, le 3 promosse hanno ottenuto la salvezza (QPR, Norwich City e Swansea City) 

Damiano: Si e no. Si perché il divario è enorme e spesso le squadre di Championship arrivano con i loro bei problemi finanziari e con rose ampie ma inadatte, così è difficile fare mercato, e spesso arrivano senza un progetto preciso con le panchine che saltano in estate. No perché altrimenti non si spiegano i casi del West Ham, dello Swansea City o del Bournemouth o il Leicester squadre che hanno faticato ma hanno fatto ottime stagioni facendo vedere anche grande calcio. Il problema credo sia come si lavora, avere un allenatore al quale dare fiducia, fortuna ma anche essere bravi a pescare sul mercato fanno la differenza. Cambiare tanto spesso vale cambiare nulla, il QPR ne sa qualcosa. 

Questa è una statistica clamorosa: le medie punti di queste squadre diventano quasi da Europa nelle partite in cui segnano gli attaccanti principali (King, Llorente, Defoe, Benteke, Vardy, Negredo...). Passa tutto dall'attacco?

G: Più che lo scarso rendimento dell'attaccante è lo scarso rendimento dei giocatori offensivi, che dovrebbero supportare le punte. Ramirez e Cabaye avrebbero fatto le fortune di Boro e Palace; il Sunderland è stato sfortunato perché ha perso un uomo chiave come Watmore e anche altri. Tanti problemi fisici tra centrocampo, attacco e difesa che hanno affossato la corsa dei Black Cats che a gennaio hanno preso uno che dai problemi fisici è stato inseguito per tutta la carriera, Darren Gibson. Secondo me non ha aiutato molto.

D: La chiave è in attacco. Abbiamo studiato il rendimento delle difese e abbiamo visto anche stagioni da quasi 70 gol subiti per quelle che si salvano all'ultimo posto disponibile. Alcune di queste squadre però si sono aiutate; anche il fatto che Benteke e Defoe siano finiti, nelle ultime 2 stagioni, nella Top 10 per il titolo di capocannoniere e abbiano salvato le loro squadre è indicativo. Se fai funzionare il sistema le cose poi vanno in un certo senso: Januzaj non ha fatto la differenza a Sunderland, il Palace senza Mane sta rischiando grosso, le Tigers non hanno un attacco, lo Swansea passa solo dai piedi di Sigurdsson e il Boro... Paradossale, una squadra così, con talento se si ritrova a lottare per certe posizioni può solo crollare: giocatori ottimi ma poco cuore per salvarsi e nelle ultime giornate servirebbe anche un po' di spirito combattivo, metterci qualcosa oltre ai piedi buoni.

Fattore Clement. A parte le ultime due uscite sfortunate che complicano il cammino dei gallesi, Llorente e Sigurdsson sono una delle coppie offensive più pericolose della Premier. L'islandese è primo negli assist, 4 ne ha fatti all'ex Siviglia. Ma lo Swansea vi ha deluso e sorpreso per come si è ripreso in corsa?

G: Onestamente, ad inizio stagione pensavo ad una salvezza tranquilla. L'esonero (a mio avviso, ma non solo) affrettato di Guidolin ha peggiorato le cose e nel periodo natalizio era un caos: sconfitte pesanti, manager da cercare e classifica pessima. Incredibilmente, come nella scorsa stagione, il cambio di manager ha aiutato la reazione del gruppo, Clement ha tutte le carte in regola per salvare la squadra.

D: Assolutamente. Guidolin è l'anti-Swansea, una squadra che ama giocare palla a terra e fare anche possesso. Non potevano andare lontano. Il mercato poi ha tolto una colonna come Williams, centrale eccezionale per il campionato inglese. Clement è stata una piacevole sorpresa, ha ridato un gioco ottimo alla squadra, a gennaio sono arrivati calciatori giovani ma pronti e soprattutto qualche idea diversa, tipo togliere la catastrofe Van Der Hoorn. Vediamo che succede.

L’Hull con Defoe avrebbe la salvezza in mano probabilmente. Tigers male nel mercato, Grosicki è un fattore ma Hernandez segna poco e si fa tanta fatica a portare tanti uomini e palloni pericolosi nelle aree avversarie.

G: Con Steve Bruce in panchina e un mercato condotto decentemente ad agosto avrebbero avuto la salvezza. Marco Silva ha dato qualcosa già, vittorie su Liverpool, Bournemouth e Swansea, pareggio ad Old Trafford. Hanno ancora tanti scontri diretti da giocarsi (Boro, Watford, Sunderland tutte in casa, poi a Selhurst Park dal Palace) e ci diranno qualcosa in più sui Tigers che hanno una buona tradizione di salvezze nella prima stagione dopo la promozione (2 su 2 nelle prime 2 apparizioni). 

D: Follia estiva e mancanza di gol. Un mix quasi letale, però questo Marco Silva lo terrei anche in caso di drop. La squadra ha sicuramente più fiducia e questo manager ha un tocco magico, magari non ti porta a vincere la Premier, magari non si salva al primo tentativo ma sa costruire squadre e a gennaio lo ha fatto in poco tempo. Complimenti e in bocca al lupo anche ai Tigers. PS: Hernandez tira fuori la garra!

Karanka e il suo Boro sono le delusioni della stagione? Rosa stellare per queste posizioni, attacco peggiore in Premier. Si salvano?

 

G: Assolutamente deluso. Ci aspettavamo di più dall'allievo di Mourinho, anche a fronte dei milioni spesi in estate. Più di 10 partite senza vittorie che pesano come un macigno e la squadra ha anche un calendario difficile (Le due di Manchester e Arsenal al Riverside, Liverpool e Chelsea in trasferta). Mi giocherei tutto sulla retrocessione.

D: Delusione. Un pubblico, uno stadio e una società che meritano. L'entusiasmo estivo si è sgonfiato immediatamente e il Negredo del City è tornato a calcare i campi della Premier. Non è bastato un impatto forte con la seconda vita inglese ma le colpe non sono tutte sue: l'impianto offensivo è veramente da ultimo posto. Non si è creata la giusta amalgama in avanti e se non segna il numero 10, il Boro fa tanta, tanta fatica a mettere la palla in rete. Hanno cambiato tanto ma credo che alla giornata 38 torneranno in Championship. 

Il Crystal Palace di Allardyce. Buoni giocatori sulle fasce, gioco lineare e inglese. Il WBA può essere un modello per il Palace eppure c'è una voragine tra le due. Conta solo la differenza nella prima parte di stagione e vedete un Palace stile WBA oppure è utopia?

G: Molto dura come strada. Pulis sta plasmando i Baggies a sua immagine e somiglianza, società ambiziosa che potrebbe spingere l'asticella fino ad una qualificazione alle coppe europee. Pardew ha avuto alti e bassi nonostante i tanti milioni spesi nell'ultima sessione e con Allardyce non vedo perché la strada dovrebbe essere meno tortuosa e in salita; difficile che Big Sam replichi gli anni d'oro di Bolton

D: Pulis ci è passato. La differenza sta nel budget, con le Eagles che sono una squadra del tutto fuori dall'universo dorato del resto della Premier. Il gioco è quello, ma i Baggies hanno un bomber provato mentre Benteke si è perso nella sua valutazione gonfiata nelle ultime due sessioni; la difesa e i giocatori offensivi si somigliano eppure al Palace un progetto a lungo termine non lo vedo possibile e comunque Big Sam non mi sembra l'uomo della crescita, ottimo nel breve termine ma non ha la visione a lungo termine che può fare la differenza nelle piccole. 

 

 

 

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Redazione Uk Premier

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