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Premier League: spunti e giocate del terzo turno In evidenza

PREMIER LEAGUE DAY 3/ LONDRA - La pausa delle nazionali ci permette di tirare le somme. Dopo 3 turni il Chelsea sembra resuscitato, l'Arsenal invece è ancora bravissima a scavarsi la propria fossa e sempre a Londra c'è una maledizione che rischia di compromettere i sogni di qualcuno.

In Inghilterra si godono il Bank Holiday, un tempo riservato per le partite di cricket. Sicuramente chi è andato al Vitality Stadium si è divertito; il Bournemouth è un cliente scomodo per tutti specialmente per il City di Guardiola. Cherries che propongono un calcio offensivo ma che sanno anche fare le barricate quando serve. Allora partenza a razzo (quello di Daniels) per la squadra di casa che mette in difficoltà gli ospiti, che subiscono fisicamente il confronto. Sulla prima sbavatura D. Silva pesca Jesus che pareggia i conti. Solo al 97', e con un finale "madness" come ha detto Kompany, la portano a casa i mancuniani con Sterling che pare si stia divertendo nel ruolo di Provvidenza in maglia celeste.  

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Watford e Huddersfield manca solo il gol, con le partite che terminano a reti inviolate. Se a Vicarage Road i padroni di casa riescono a cavarsela nonostante l'inferiorità numerica dovuta all'espulsione di Britos devono ringraziare i legni, colpiti dal Brighton nel corso del primo tempo che li salvano dalla capitolazione. Primo punto stagionale che sta un po' stretto ai Seagulls. Terzo risultato utile per i Terriers, che si candidano ad essere la rivelazione della stagione. Mancanza di precisione da ambo le parti nel match del John Smith Stadium, con i padroni di casa che rimangono ancora a quota 0 reti subite in campionato. 

Al St. James' Park, si affrontavano due squadre in cerca di punti. Punti che sono andati al Newcastle, che ha sottolineato che ci sono 2 giocatori intorno ai quali costruire qualcosa: Merino e Atsu. Dall'altra parte, da salvare c'è la fame del Chicharito: Bilic deve cambiare profondamente il suo West Ham che da 7 anni non perdeva le prime 3 consecutivamente ed ha già incassato 10 gol. 

In difficoltà anche il Crystal Palace che ne prende due dallo Swansea: apre il suo conto in Premier League un ragazzo che dovrebbe fare buone cose, Tammy Abraham. Palace che fa acqua dietro e sterile davanti, chi ben comincia ben finisce. De Boer già a rischio?

Il Manchester United fa ancora una volta la sua partita. Spartito mandato a memoria dagli uomini di Mou: si rischia all'inizio, ritmo blando per addormentare gli avversari, tenendo palla e punzecchiando di tanto in quando, e alla fine il Leicester se li ritrova incollati al collo e senza alcuna via d'uscita. Stavolta lo United spreca anche un rigore, a proposito Kasper v Peter 1-0 rigori parati ad Old Trafford, con un Lukaku opaco e non solo dagli 11 metri. Poi basta mettere dentro Rushford e il ragazzino è al posto giusto per mandare in confusione lo stesso portiere danese, a quel punto a cottura ultimata le Foxes concedono anche a Fellaini l'onore. 

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Il Chelsea non era già morto? Dopo i polpacci contro Tottenham e Everton qualcuno dovrà ritrattare. Fabregas torna e si fa sentire anche grazie al feeling con Morata. Agli uomini di Koeman manca brillantezza e vivacità, ma soprattutto spazio perché i Blues soffocano ogni persona in maglia bianca e ne esce fuori una prestazione impalpabile. I campioni si rimettono alla caccia, i Toffees possono crescere e fare cose importanti ma durante la stagione devono fare quel click se vogliono stare con le grandi. 

Due espertissimi come Pulis e Hughes si affrontavano al The Hawthorns. Sfida interessante, Stoke pronto ad accendersi grazie a Jese che però in carriera non aveva mai visto una cosa del genere: la famelica difesa del WBA, che si è fatta una certa reputazione. Infatti il WBA concede poco spettacolo e un solo tiro, che vedete in basso, ai biancorossi che vanno sotto grazie al gol di Jay Rodriguez, e gli auguriamo di farne moltissimi. Il secondo tiro? Esperienza è la parola chiave, Hegazi dopo un inizio perfetto della sua avventura inglese si rende protagonista di una svirgolata che mette fuorigioco Foster e lascia a Crouch il compito di accompagnare la palla in rete: la "Pantera Rosa" come lo chiamano i commentatori spagnoli aggancia Drogba nella classifica all-time e tenterà di agganciare Heskey e così diventare il 21° giocatore con almeno 110 gol in Premier.      

Anfield, il big match di giornata è tra Liverpool v Arsenal. Il 4-0 finale dà esattamente la misura del momento dell'Arsenal: dal 2014 contro il Chelsea è la prima volta che i Gunners non effettuano un tiro in porta per tutta la partita. Reds senza Mignolet e Coutinho, ma rispetto ai Gunners con la difesa sperimentale senza Mustafi, gli scontenti Sanchez e Chamberlain e con Lacazette e Giroud in panchina per un'ora la situazione di Klopp suona quasi idilliaca. Faccio mia la teoria di Marianella, vedere un grande come Wenger finire la sua carriera in questo modo è ingiusto e indecoroso e sarebbe stato meglio salutarsi. Ad Emirates sono pronti i cartelli Wenger Out, magari i tifosi farebbero a cambio con questo Mane: 

 
 
Dall'altra parte Sanchez perde una palla banale, i Reds rilanciano il contropiede ed è tutto troppo facile:
surplace dell'africano che poi è troppo veloce anche da descrivere. 

Chiudiamo con le maledizioni del Tottenham. Contro l'ottimo Burnley guidato da Dyche gli Spurs passano avanti e poi perdono due punti al 92', grazie al neo-arrivato Wood che in Premier era fermo al 2014 per quanto riguarda le marcature. Arriva la decima sconfitta al nuovo Wembley per gli Spurs e l'altro dato terrificante sono i 13 match senza reti per Kane nel mese di Agosto. Per Pooch questa stagione non dovrebbero esserci alibi, gli Spurs sono pronti e maturi e devono arrivare a giocarsi il titolo fino alla fine. 

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Damiano Bezzi

Studente classe '95 che frequenta la facoltà di LINFO, con la passione poi sfociata in mania per il calcio, soprattutto internazionale, ed una religiosa fede per la Premier League.

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