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Più ombre che luci nella notte di Skopje: per i Red Devils la strada è ancora lunga In evidenza

PREMIER LEAGUE MANCHESTER UNITED / SKOPJE - La finale di supercoppa era il banco di prova che il Manchester United di Mourinho aspettava, oltre che per provare a conquistare il prestigioso trofeo, per testare le sue ambizioni contro i campioni d'Europa del Real e la sconfitta ad opera dei madrileni ha fatto emergere diversi aspetti sulla condizione dei Red Devils.

Lo United è apparso, come preventivabile, a larghi tratti inferiore all'avversario e neanche l'ipotetica migliore condizione fisica (la Premier inizia questo weekend)  è bastata per garantire ai Red Devils una migliore tenuta sul terreno di gioco. Rimandati al prossimo appello i nuovi acquisti: Lukaku ha sì segnato la rete che ha accorciato le distanze, ma un paio di errori pesanti sottoporta e il controfallo su rimessa laterale al novantesimo sono una sentenza negativa sulla sua prima uscita ufficiale con la nuova maglia. Matic ha faticato a trovare la sua dimensione nel centrocampo di Mourinho, rimanendo spesso impotente vista la poca circolazione di palla al centro del campo dei suoi, più propensi a lanci dalla difesa. Lindelof non ha avuto certo i clienti più facili che potesse sperare come avversari, ma chiaro è che qualche automatismo là dietro vada ancora acquisito.

Le migliori sensazioni sono arrivate dai soliti Valencia, De Gea ed Herrera, mentre Paul Pogba sembra non essere ancora uscito dal limbo di discontinuità che ha caratterizzato gran parte del suo United bis. Bene Rashford dopo il suo ingresso, che ha rilevato un Lingard apparso sottotono. Per Mourinho ora è cruciale trarre giovamento dal questo confronto con la prima della classe, che ha dato il via ad una stagione che deve vedere i Red Devils tornare a lottare per i massimi traguardi che gli competono. Il calcio d'estate oramai è alle spalle, e domenica ad Old Trafford arriva il West Ham.

 

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