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Manchester United v Chelsea, com'erano 13 anni fa In evidenza

PREMIER LEAGUE MANCHESTER UNITED CHELSEA/ MANCHESTER - Sarà una domenica di fuoco ad Old Trafford. Ci stiamo preparando la big match che la Premier League ci ha nascosto nell'uovo pasquale, una partita che magari non avrà molto da dire ma che ha una storia ormai lunga alle spalle.

Per capire meglio quanto sia lunga la storia di Manchester United v Chelsea intanto dobbiamo viaggiare indietro fino alla stagione 2003/04, più precisamente a Manchester, l'8 maggio del 2004. Da due settimane Eamon è in testa alle classifiche inglesi con una canzone dal titolo non proprio accademico, F**k It (proprio grazie a questo "tormentone" avete scoperto forse il significato di questa espressione in inglese). Da 7 giorni l'Unione Europea è più grande, il 1° maggio del 2004 infatti è avvenuta la più grande espansione della storia comunitaria europea. Se ancora non avete compreso quante cose siano cambiate e quanto in fretta passi il tempo vi basti pensare che a Maggio del 2004 l'Arsenal si era già assicurato il titolo di campione d'Inghilterra e stava pensando soltanto all'impresa di restare imbattuti per tutta la stagione. L'impresa verrà poi completata, di Eamon non abbiamo avuto più hit e soprattutto l'Unione Europea qualche settimana fa si è ritrovata per la prima volta a dire addio ad uno dei suoi membri. 

L'8 Maggio va in scena la penultima di Premier League che vede in campo Manchester United e Chelsea. I Red Devils hanno eliminato i Gunners in Fa Cup, i londinesi hanno invece fatto uno scherzo a Wenger in Champions League, ma il pareggio di tre giorni prima contro il Monaco ha messo la parola fine sulle speranze dei Blues. Su una panchina siede Ferguson, sull'altra Ranieri che però ha i giorni contati: i tabloid parlano di un giovane portoghese che proprio nella massima competizione europea sta facendo impazzire tutti, Jose Mourinho. La cosa più importante però, dietro all'exploit dei londinesi, è stato l'arrivo di Roman Abramovich. L'oligarca russo si è innamorato del calcio, arriva a Londra con molti capitali e l'idea che i soldi possano comprare qualsiasi cosa: campioni, blasone, amore, fama internazionale... Tutte cose che lo United ha conquistato negli ultimi 15 anni. Ranieri si ritrova quindi una squadra rivoluzionata e con tanta pressione, che deriva soprattutto dalla fame di vittorie del russo (che ama particolarmente la Champions League): Glen Johnson, Geremi, Bridge, Duff, Joe Cole, Veron, Mutu, Smertin, Crespo, Makelele sono stati i colpi dell'estate da 110 milioni di sterline. Una roba mai vista a Stamford Bridge e una cosa probabilmente senza precedenti a livello di calciomercato. Le due squadre sono divise da 4 punti e si giocano il secondo posto, all'epoca fondamentale, l'ultimo valido per la qualificazione diretta in Champions League. Il Manchester United si schiera con il classico 4-4-2 con Howard tra i pali protetto da G. Neville, Brown, Silvestre e O'Shea, il centrocampo con un giovane Darren Fletcher e Scholes davanti la difesa e sulle fasce Phil Neville e Cristiano Ronaldo, in attacco invece le sicurezze Giggs e Van Nistelrooy. Una squadra leggendaria contrapposta al primo Chelsea di Abramovich: Cudicini, Melchiot, Huth, Terry, Bridge, Gronkjaer, Lampard, Makelele, Geremi, Cole, Gudjohnsen. 

La partita è incredibilmente condotta dal Chelsea che non sente né la fatica, né il dolore della sconfitta contro il Monaco di tre giorni prima, e nemmeno il peso dell'obiettivo da raggiungere al Theatre of Dreams. Nonostante i rientri nell'XI titolare di Van Nistelrooy e Scholes è infatti il Chelsea la squadra più pericolosa e al 15' Gudjohnsen va in rete, l'islandese è offside quindi siamo 0-0. Bastano però 3' e un altro uomo del nord è decisivo per i Blues: corner liberato male dalla difesa di casa, palla che finisce a Joe Cole che di testa ripropone e trova Jasper Grokjaer che con una gran botta lascia immobile il portiere di casa. United nervoso e Scholes a rischio squalifica per l'imminente finale di Fa Cup, Ferguson cambia la sua squadra e manda in campo Louis Saha, una stellina alle spalle dei grandissimi che chiuderà la stagione con 20 gol al pari dell'olandese di cui sopra. Il francese è subito decisivo, subisce fallo da Huth in area procurandosi un calcio di rigore. Van Nistelrooy dal dischetto si fa ipnotizzare da Cudicini che salva il vantaggio dei primi 45'. Alla ripresa vanno vicini al raddoppio gli ospiti con il solito islandese al 70' ma due minuti più tardi Huth rimedia il secondo cartellino di giornata e lascia i suoi in 10. L'eroe di giornata, Cudicini, a 15' dalla fine complica i piani con una papera incredibile sul campanile di Silvestre che viene completamente mancato e Van Nistelrooy ringrazia da due passi. Davanti ai 67,000 di Old Trafford però finisce pari e il Chelsea chiude con 4 punti in più dei Red Devils centrando la qualificazione alla Champions League. 

Nessuno lo poteva immaginare ma il Chelsea da quel giorno ha conquistato tutto quello che sembrava impossibile, lo status di Big Club, il blasone, i titoli e la fama internazionale. I Blues hanno infatti conquistato 4 Premier League, 4 FA Cup, 3 League Cup e 2 Community Shield centrando anche 2 vittorie in campo europeo con Champions e Europa League consecutive mentre lo United ha conquistato 5 Premier League, 1 FA Cup, 1 League Cup e 6 Community Shield più una Champions League e la sua prima FIFA Club World Cup. È la rivalità tra le due squadre più vincenti in Premier League, 2 delle uniche 4 ad aver vinto dopo quell'8 Maggio. Il giorno in cui sono state ridefinite le rivalità e gli equilibri all'interno del campionato più bello del mondo sperando che la partita di oggi sia uno spettacolo calcistico di livello con i Blues che si apprestano a vincere il loro 5° titolo in 13 anni, un'impresa riuscita in un tempo più breve solo al Manchester United. 

 

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Damiano Bezzi

Studente classe '95 che frequenta la facoltà di LINFO, con la passione poi sfociata in mania per il calcio, soprattutto internazionale, ed una religiosa fede per la Premier League.

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